Il Libro, Il cibo racconta Napoli

NAPOLI – Alla Casina Pompeiana della Villa Comunale lunedì 4 dicembre alle 17 sarà presentato il libro di Yvonne Carbonaro Il cibo racconta Napoli. L’alimentazione dei napoletani attraverso i secoli fino ad oggi.

L’ evento è organizzato da Kairós Edizioni in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli,

Al dibattito, moderato dal  il giornalista Luciani Scateni, oltre all’autrice interverranno l’assessore alla Cultura al Turismo del Comune di Napoli Nino Daniele, il drammaturgo nonchè autore della prefazione del libro Manlio Santanelli, la gastronoma Rosi Padovani.

Urante la serata sono i programma intermezzi musicali curati dal Maestro Luigi D’Arienzo al piano dellll’Associazione Armonia I Fisarma’ con le voci di Pina Carini e Rosanna Sodano, Giuseppe Maddaloni,fisarmonica e voce, Giancarlo O. Cafazzo, chitarra classica, Filidei Catalano,  chitarra battente e mandolino.

E si finirà a tarallucce e vino: brindisi con spumante Ingannavento, tarallucci e roccocò di Antica Forneria.

Il libro. Terzo volume della collana dedicata alla storia, e decimo della SERIE ORO ideata e diretta dalla giornalista Anita Curci, per la Kairòs Edizioni, Il cibo racconta Napoli – L’alimentazione dei napoletani attraverso i secoli fino ad oggi è un saggio che ripercorre le fasi della storia di Napoli e dei Napoletani attraverso le leggende, gli usi, i costumi e i gusti legati al cibo.

Tra le cucine delle varie regioni italiane quella napoletana affonda le sue origini in radici antichissime come antichissima è la storia delle genti che hanno occupato questo luogo splendido, spesso e a lungo conteso. Si propone qui un compendio del percorso nei secoli dell’alimentazione a Napoli intesa come collegamento tra generazioni, così da ricostruire il filo di memorie e cultura che lega i vari momenti della civiltà del mangiare. Per la ricostruzione si è fatto riferimento sia ai manuali classici, sia ai testi letterari, incluse le canzoni napoletane e anche alle leggende tramandate nel tempo. Ne è nato quasi un romanzo storico in cui protagonista è la città e dove i personaggi – re, principesse, cuochi, gastronomi e poeti, insieme alla popolazione – narrano, direttamente o indirettamente, di fastosi banchetti o poveri cibi che ancora oggi ritroviamo sulle nostre tavole. Pulci definì con disprezzo “mangiafoglia” i napoletani, con altrettanto disprezzo, chiamati “mangiamaccheroni”, ma alla fine pietanze tipiche napoletane come la pasta e la pizza sono diventate patrimonio della gastronomia italiana e internazionale e, insieme a “li foglia”, fondamenti della “dieta mediterranea”. È dunque legittimo rapportarsi all’orgoglio di appartenenza ad una civiltà talmente profonda, articolata e raffinata da aver generato, insieme a tante grandi forme di arte, anche quella d’una cucina di alta qualità.

L’autrice. Yvonne Carbonaro, già docente di italiano e storia, cultore della materia (Letteratura Italiana) Università Federico II. Collabora con la Consulta Regionale Femminile della Regione Campania come esperta culturale esterna.

Traduttrice e scrittrice in spagnolo. Giornalista con interviste e recensioni d’arte, letteratura, teatro, per riviste cartacee e on-line e una rubrica fissa di viaggi su Albatros. Autrice di cataloghi di arte, testi teatrali, narrativa, poesia e di ricerca storica su Napoli tra cui: Le donne di Napoli – tascabili Newton; Le ville di Napoli – edizioni Newton Compton; Le giornate di Masaniello/Dramma teatrale con appendice storica – Evaluna, per Consigliera Pari Opportunità. Tavola Calda/L’autobiografia di Maria Algranati; Suggestioni di viaggio – Albatros. Raccolte di poesie, tra cui L’altra Capri. È inclusa in antologie poetiche edite da Kairòs e in Napoli in love con un contributo sulla chiesa di Santa Maria del Parto e su Sannazaro. Ha realizzato numerosi spettacoli teatrali su tema storico o di attualità sia ad uso didattico che per adulti: Fiori calpestati; Subordinazione femminile e violenza ieri e oggi; Lacreme ‘e cundannate/Le canzoni di Bascetta e degli emigranti; Voci e suoni del ‘600, oltre a performance sul cibo in Basile e altri autori del ’600 napoletano.

 

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