Il libro, La carità di Giulia

NAPOLI –  Alla libreria iocisto in via Cimarosa al Vomero venerdì 18 novembre alle 18.30 si terrà la presentazione del libro di Fabio Romano La carità di Giulia. Voci di una storia d’Inquisizione, editori Intra Moenia.

Ne discuterà con l’autore Titti Marrone, giornalista e socia di iocisto

«La Storia a volte si racconta meglioscrivendo di coloro che l’hanno attraversata audacemente. La vera storia di Giulia Di Marco e della sua confraternita di “Carità carnale”: una pagina eclatante della Napoli del ‘600, che tra sesso e misticismo rappresenta il più importante “caso” affrontato dell’Inquisizione nel  Mezzogiorno. Il libro di Fabio Romano è introdotto da Antonio Ghirelli che parla di «… un kolossal della passione carnale e del misticismo, un affresco magistrale della società cittadina alla vigilia dei due drammatici avvenimenti che l’avrebbero sconvolta: la rivolta di Masaniello e la grande peste del 1656».

L’intera vicenda è raccolta in un manoscritto della Biblioteca Nazionale di Napoli compilato da un anonimo Teatino, intitolato Istoria di suor Giulia di Marco e della falsa dottrina insegnata da lei col reassumo del processo contra di essie con la di loro abiurazione seguita in Roma a 12 luglio 1615.

Una storia che sconvolge per la sua modernità, una società che rivela la sua facciata ma non la sua vera faccia. Ancora una volta il popolo napoletano dimostra la sua unicità e la sua forza nel difendere le sue creature, come nel caso di Giulia, considerata quasi una santa.

Il libro. Il romanzo ricostruisce la storia a partire dall’infanzia di Giulia, quando poverissima, alla morte del padre viene affidata a un mercante ambulante, e poi portata a Napoli a servizio. Sedotta e abbandonata con un figlio, lasciatos ulla ruota dell’Annunziata, si trasferisce a Forcella, dove conosce Aniello, un padre Camilliano che diviene suo confessore ma soprattutto appassionato amante: una passione che i due trasfigurano in grazia mistica, e addirittura in una dottrina, cui danno il nome di “Carità Carnale”. 

A Giulia ed Aniello si affianca ben presto l’avvocato Giuseppe De Vicariis, che condivide i favori della mistica e di tutti gli altri adepti che in promiscuità si vanno aggregando in una sorta di segretissima setta. Non tanto segreta, però, da non arrivare all’oreccio dell’Inquisizione, che insospettita dagli strani esercizi spirituali della confraternita spedisce Giulia tra i monti del Beneventano.

Tornata libera a Napoli Giulia riprende la sua particolarissima attività caritativa sotto la protezione del  Luogotenente – seconda carica dopo il Viceré – Don Alfonso, che diviene suo amante.

Nella villa di Capodimonte in cui è ospite passano – indisturbati per 14 anni – non solo i religiosi, ma anche le più alte sfere dell’aristocrazia, fino alla moglie del viceré.

Il cerchio si chiude con l’intervento dei Teatini che grazie alle confessioni di alcuni “pentiti” raccolgono le denunce necessarie a costruire l’accusa di eresia: ma la vicenda scatena disordini in città, dall’aristocrazia al popolino che considera Giulia in odore di santità, e sarà solo l’intervento di papa Paolo V a risolvere la questione: condotti a Roma, Giulia, Aniello e De Vicariis saranno costretti ad abiurare per salvarsi dal rogo, ma finiranno comunque i loro giorni nelle carceri di Castel Sant’Angelo.

L’autore. Fabio Romano nasce a Napoli nel 1942. Inizia a  lavorare negli Archivi di Stato per passare poi all’insegnamento della Storia e della Filosofia nei licei; approda infine all’Avvocatura.

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