Il Libro: OchO, Tango a Napoli

Carlos Gardel disse che il Tango  non basta ballarlo ma …bisogna si deve «… anche sentirlo. Bisogna viverne lo spiritoCon la benedizione di Papa Francesco, che da giovane lo ballava spesso, ecco il romanzo noir di Mario Scippa “OchO, Tango a Napoli

Come in tutti i libri anche dello scrittore, architetto, antiquario, performer e tanguero Mario Scippa anche OchO, Tango a Napoli é un invito a leggere nell’animo umano.

Nel romanzo con sfumature noir ambientato nel mondo notturno dellle milonghe napoletane,  il tango è inteso e rappresentato come metafora della vita.

Nei vari campi linguistici che ama esplorare (dalla narrativa, alla poesia, alla drammaturgia), tutto il lavoro dell’autore segue, come in una sorta di opera unica, il suo personale percorso prezioso di ricerca interiore, distillando, goccia a goccia, ogni pulsione che attraversa la mente e compone i pensieri sulla vita e il senso di stare al mondo.

Il tango è sempre presente nei suoi lavori. Fin dal primo romanzo L’antiquario e il Professore, 2008, dove il delicato incontro tra due uomini dediti alla ricerca della bellezza hanno sempre come sottofondo e colonna sonora silenziosa, uno strisciante lamento di una fisarmonica che rilascia nell’aria le note di un sensuale e passionale tango argentino.

E come nella sua prima raccolta di poesie, Il Costruttore di Illusioni, 2010, molti suoi versi sono pensati e scritti come testi di possibili tanghi.

E anche nel suo romanzo dedicato alla idea di Bellezza, Toglietemi Gli Specchi, 2012,  il tango è la chiave del libro, intorno alla quale si sviluppa la storia.

L’amore per il tango porta Mario Scippa a frequentare le milonghe napoletane senza saper ballare, senza conoscere nessuno, da solitario osservatore  curioso. E in quel periodo, circa sette anni fa, nasce la voglia di imparare il tango per viverlo dall’interno, non più come spettatore ma come uno dei tanti protagonisti, da un lato, e dall’altro si affaccia l’esigenza di raccontare quel mondo, invisibile agli occhi dei tanti, ma che ogni notte vive e si emoziona sotto la pelle della città di Napoli, così come in tutto il mondo. Nasce così nel 2018  OchO, Tango a Napoli.

Ocho è la figura più importante del tango. Questa parola l’hanno pronunciata e la pronunciano ballerini, maestri, filosofi, scrittori e poeti di tutti i tempi, ma mai nessuno ha veramente spiegato il perché.

La storia di Maurizio Sales e del vecchio maestro cieco, don Giorgio Borghese, aiuta a capire perché questa figura è così importante e perché è l’essenza stessa del Tango.

È un romanzo che ci porta per mano in una città rappresentata in mille modi diversi ma mai tra i tangheri che la popolano ogni notte con i loro sogni, desideri, amori, paure, speranze. Una straordinaria comunità sempre uguale e sempre diversa.

L’autore. Mario Scippa, architetto, nasce a Napoli nel 1961. I suoi interessi spaziano in vari campi: fotografia, tecniche di rappresentazione multimediale, arte in genere, antiquariato, letteratura, poesia, tango.

Insieme al fratello Gennaro gestisce a Napoli la galleria d’arte e di antiquariato Antichità Scippa (terza generazione di antiquari nella stessa sede). È Perito con iscrizione a ruolo di esperto di antiquariato alla C.C.I.A. Di Napoli.

Da qualche anno usa le nuove tecnologie per far conoscere le proprie attività ad un pubblico sempre più vasto, preferendo al sito web l’interazione diretta con i contatti attraverso i social network.

È un autore indipendente e cura la pubblicazione dei suoi libri in tutte le sue fasi, dalla scrittura all’editing, alla grafica alla distrubuzione on line.

Oltre a  OchO, Tango a Napoli, ha al suo attivo le pubblicazioni: L’antiquario e il professore (edizioni Demian) 2009. Per Antichità Scippa arte&cultura ha dato alle stampe Il costruttore di illusioni, 2010. Toglietemi gli specchi,2012, Io parlo web e tu?, 2013, Bolle, 2013, Don Fernando, 2014.

Numerose sillogi e poesie singole in antologie in Italia e all’estero. Ha curato la rubrica Il Salotto Letterario su una testata on line

Spettacoli scritti e rappresentati: Onde, Magma, Il Mare e il Vecchio, Pulcinella Borghese, Cartellone, Uragano, Don Fernando (con musiche del Maestro Franco De Biase).

Dal 2011 ha aperto un salotto culturale Antichità Scippa arteecultura, dove tiene regolarmente ogni mercoledì anche delle lezioni di antiquariato.

Nel 2012 ha ricevuto un Premio alla Carriera al Festival internazionale delle Arti e delle Scienze.

È citato tra le eccellenze culturali a Napoli nel libro Assaggi di Napoli, Graus Editore, del filosofo napoletano Aldo Di Mauro.

La drammaturgia Don Fernando è stata oggetto di studio per una tesi di laurea di 2° livello, del maestro Franco De Biase, in Composizione per la musica applicata alle immagini al Conservatorio di Napoli San Pietro a Majella, per l’anno accademico 2015-2016 alla Scuola di Musica applicata ai contesti multimediali, relatore Lucio Maria Lo Gatto.

Il libro. Maurizio, un giovane laureato in filosofia, insieme al suo professore sta conducendo una ricerca sull’estetica delle danze popolari nel mondo. Sta per formulare una teoria sulla spiegazione del perché l’ocho sia considerata da tutti, in tutto il mondo, la figura più importante del tango.

In quel periodo conosce Angela e la sua vita prende una piega diversa. Dopo qualche mese aspettano un figlio. Si sposano e lui per far fronte alle esigenze della famiglia abbandona quella ricerca per un posto di lavoro che gli garantisce un minimo di sicurezza economica ma che lo porta a vivere una vita alienante e abitudinaria. Il bambino però non nasce.

Trascorrono circa 20 anni: il loro rapporto ormai si è consumato. Entrambi si sentono morti dentro. Lei lo tradisce e lui dopo una ennesima provocazione di Angela va via di casa. Mentre sta preparando la borsa con le cose più importanti da portare via, trova due lettere che molti anni prima segnò su una lavagna. Gli fanno ritornare in mente i suoi vecchi studi sull’estetica del tango.

Nel suo vagare per Napoli senza più punti di riferimento, per caso si trova in una scuola di tango. Si iscrive e inizia a praticarlo. Dopo alcuni mesi che frequenta la scuola e inizia a muoversi a tempo di musica. In una milonga conosce un vecchio cieco, Don Giorgio Borghese. É un famoso ballerino di tango, conosciuto in tutto il mondo, di origine napoletane, nato e vissuto per metà della sua vita in Argentina e la seconda sua metà a Napoli. Si trova a Napoli perché negli anni ’50 conobbe una nobildonna, la Marchesa Colarusso, con la quale ebbe una storia d’amore durata un anno. Dovette ritornare in Argentina perché il Paese stava vivendo dei forti disordini di ordine politico. Inoltre, era sposato con una donna di Buenos Aries, la sua famiglia aveva bisogno di lui …

I tanti temi affrontati da Mario Scippa in OchO, Tango a Napoli hanno un denominatore comune: quello che in qualsiasi momento della vita si può sempre morire e nascere un’altra volta.

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