Il Libro, Una Famiglia con la EMME Maiuscola

La simpatica presentazione di Una Famiglia con la EMME Maiuscola, il frizzante libro di Armando Grassitelli, già vincitore del Premio Troisi

di Maurizio Longhi

È un libro troppo divertente, di quelli che vorresti non finissero mai perché abbiamo bisogno di qualcosa che ci metta di buonumore e che ci induca a ridere.

Armando Grassitelli, con Una Famiglia con la EMME Maiuscola, non solo si è aggiudicato il Premio Troisi (bella soddisfazione, eh?), ma ha permesso alla sua penna di dare fondo a tutta l’ironia di cui è dotata. Ci sono una serie di racconti, tutti diversi, tutti da gustare, tutti da sminuzzare, tutti da vivere.

C’è un padre con una moglie e due figlie che si contraddistingue per serietà, diligenza e senso di responsabilità. Avete presente queste tre qualità? Dimenticatevele, perché non appartengono neanche lontanamente a questo padre svagato e smemorato, a tratti anche simpatico.

Caspita, sembra il gioco delle tre S: svagato, smemorato e simpatico, a questo punto bisogna aggiungerne una quarta e la mente non è che sia proprio affollata da dubbi: scemo. Ma solo un po’, o meglio, nel senso buono del termine, uno adesso si può chiedere: può mai esistere un senso buono? Certo che sì, almeno glielo facciamo credere, così non si offende.

Ci sono, poi, due racconti che sono degli inni a due sport straordinari: il calcio e il basket. È inevitabile pensare che siano due sport particolarmente amati dall’autore, che ha il cuore azzurro sia che si parli di una sfera di cuoio che corre su un manto erboso e sia che si parli di una palla di gomma a spicchi arancioni che rimbalza su un parquet. Napoli deve stare sempre nel cuore, anche perché siamo tutti peccatori, capita di commettere anche atti impuri, ma arrivare a tifare Juventus non può essere tollerato da alcuna religione.

Questo lo scrive il Grassitelli, già sarebbe stato sufficiente per vincere il Premio Troisi, ma sicuramente la giuria ha apprezzato lo stile di scrittura fluido, frizzante e fervido.

Prima tre S, ora tre F, ma che gioco è? Vabbe’ lasciamo stare, sennò l’autore pensa che lo stia prendendo in giro, in effetti…l’ho anche definito “il Grassitelli”, già lo immagino andare dalla moglie e dirle: «Amo’, mi hanno definito il Grassitelli.»

E lei: «Ma non hai vergogna più di niente? Da oggi pane e acqua, più acqua che pane, sennò niente mare, ci vado solo io con le ragazze.»

Il racconto sul calcio è una narrazione del momento in cui tutti restano con il fiato sospeso: il rigore. Il calcio è uno sport di squadra, ma quando un giocatore si presenta dagli undici metri, diventa improvvisamente individuale. Lì diventa un gioco mentale, più si resta freddi e più c’è la possibilità di non fallire, dagli undici metri si possono decidere partite ma anche interi campionati.

Sul basket, invece, c’è il racconto di un sogno, che poi si realizza. Il protagonista vorrebbe tanto vedere la Carpisa Napoli trionfare in Coppa Italia ma bisogna vedersela con corazzate come Armani Milano, Benetton Treviso e Lottomatica Roma. La finale è proprio contro la compagine capitolina a Forlì, il nostro eroe (vabbè eroe…) parte da Napoli per raggiungere la Romagna. Il racconto, stavolta bisogna essere seri, mette i brividi. Fa rivivere quelle emozioni agli appassionati di basket e fa venire voglia di appassionarsi a questo sport. Miracoli di una penna.

Ma c’è tanto altro in questo libro: la storia di un cantante che, dopo aver raggiunto fama e successo, si ritrova nell’anonimato e quasi in crisi d’identità. Poi c’è un signore che, in cambio di 30mila euro, è convinto di fare l’affare del secolo e che diventerà più ricco di zio Paperone. Ci riuscirà? Non c’è un mondo all’interno di questo libro, ce ne sono tanti, scoprirli vi farà amare la buona lettura.

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