Il parroco Raimondo Di Gennaro

di Ciro Bonadies

Un “padre” che ha pensato sempre e solo alla sua “famiglia” parrocchiale. Alla sua crescita morale, religiosa e culturale. Uomo tanto colto quanto mite e semplice. Meglio non apparire ma lavorare quotidianamente per i propri parrocchiani.

Legato alla tradizione nel suo classico abito talare, ma non tradizionalista, per indole naturale attento ai bisogni dei deboli, nel suo ministero non ha mai lasciato qualcuno da solo e quando la casa di tutti  diventò piccola, non si perse d’animo e si fece promotore della ricerca di una soluzione che potesse accogliere meglio i tanti  fedeli e offrire più servizi al quartiere che nel frattempo cresceva con tutti i suoi problemi.

Questo era il parroco  Raimondo Di Gennaro.

Nato a Ercolano (Na) il 9 marzo 1923, da Teresa Iacomino e Antonino Di Gennaro, originari di Sorrento, in una famiglia numerosa composta da sette maschi e due femmine, il giovane Raimondo era gemello del fratello Alberto, futuro avvocato cassazionista.

Trascorse l’infanzia a Portici, prima a Via Bagnara e poi al Corso Garibaldi dove visse fino alla fine, con la sorella Maria, unica vivente e depositaria dei ricordi familiari.

A 13 anni entrò nel Seminario minore di Via Duomo a Napoli per poi passare al Seminario maggiore diocesano di Capodimonte.

All’inizio degli anni ’50 venne ordinato sacerdote e il suo primo incarico fu alla Parrocchia  Maria S.S. del Buonconsiglio/S. Luigi a Portici.

Nel 1952 venne nominato parroco della Chiesa di Santa Maria della Libera al Corso Garibaldi 294, piccolo ma grazioso esempio di cappella privata della famiglia Rubinacci. Nel 1942 il Cardinale Alessio Ascalesi elevò la cappella privata a Parrocchia, dedicandola alla Madonna della Libera in onore della devozione della marchesa Marianna Rubinacci.  Padre Di Gennaro fu parroco della Chiesa di Santa Maria della Libera ininterrottamente fino al 1989.

Nel 1966, per dare una casa più grande alla propria comunità,  sempre più numerosa e attiva in tante manifestazioni, promosse la costruzione della Chiesa S.S. Redentore di Via Scalea, esempio moderno della cultura internazionale dell’arch. Aldo Loris Rossi.  La nuova chiesa lo vide impegnato con tutte le sue forze, fisiche ed economiche.

Nel corso del suo ministero, diede grande impulso alla crescita morale e civile della comunità parrocchiale a lui assegnata. Non solo seguì spiritualmente i suoi parrocchiani, ma ne condivise con attenzione le necessità materiali. Fondò all’interno della parrocchia una scuola primaria per dare risposte ai bambini del quartiere.

Sensibile ai problemi della gioventù, attirò all’oratorio migliaia di ragazzi,  promosse gruppi scout  impegnandoli in varie attività culturali e sportive, e ne curò la loro crescita morale e religiosa. Nel suo apostolato seguì la formazione di vari giovani sacerdoti, oggi impegnati nel loro ministero a Portici e non solo.

Fu per anni docente di Religione al Liceo scientifico “F. Silvestri” di Portici.

Il parroco Raimondo Di Gennaro concluse la sua esistenza terrena il 16 ottobre 1989.

Il rito funebre, celebrato nella chiesa parrocchiale S.S. Redentore di Via Scalea, fu presieduto da Agostino Vallini, vescovo ausiliare di Napoli e suo compagno di studi.

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