Il prodigio, il mostro, il daimon

Le Connessioni Inattese: attraverso un fil rouge insospettato e non convenzionale Il prodigio, il mostro, il daimon

CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLIA Palazzo Serra di Cassano in via Montedidio, sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, sabato 12 novembre dalle ore 9.30 alle 13.30  si terrà il convegno Le Connessioni Inattese 2022 dal titolo Il prodigio, il mostro, il daimon.

L’Associazione Altanur, che organizza l’evento in collaborazione con l’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici e con la Promete Srl_CNR Spin off Company, porterà all’attenzione del pubblico una serie di temi di punta trattati da scienziati di calibro internazionale e da personaggi del mondo dei media secondo un fil rouge insospettato e poco convenzionale.

Il Progetto Le Connessioni Inattese nasce nel 2007 per:

  • mettere in evidenza le molteplici connessioniche esistono tra i diversi ambiti della conoscenza.
  • eliminare la frattura, creatasi nel ‘900, tra “cultura classica” e “cultura scientifica” evidenziando, invece, l’importanza dell’unitarietànella Visione del Mondo.
  • creare un pontetra specialisti di diversi settori
  • portare a conoscenza di una vastaplatea risorse umane altrimenti nascoste.
  • collegare il “mondo dei giovani”al “mondo degli Esperti, dell’Università, delle Aziende.

Si parlerà soprattutto di metodo scientifico, di nuovi scenari scientifici e di come la vera scienza sia ricerca costante attraverso una sperimentazione aperta a 360 gradi, che avanza senza paura anche grazie agli errori ed alle prove ripetute. La vera scienza non è mai una religione con i suoi dogmi, ma sperimentazione, discussione, collaborazione aperta a tutti ed a tutto senza alcun pregiudizio di sorta.

Perché il titolo Il prodigio, il mostro, il daimon

Abbiamo voluto accostare tre parole che hanno una valenza molto ‘connessa’ perché ognuno di noi incontra, dentro di sé e intorno a sé, PRODIGI, MOSTRI E DAIMON. Nel mondo antico si credeva che gli esseri umani avessero tre anime. La prima anima era conosciuta come il prodigio e rappresentava il proprio intelletto. La seconda anima era conosciuta come il mostro e rappresentava i propri desideri o passioni. L’ultima era il daimon e rappresentava la propria volontà o carattere. La nostra coscienza è protagonista: noi possiamo e daremo forma al nostro futuro, ma solo se avremo il coraggio e la convinzione di agire.

Inoltre, prodigio è un fenomeno che trascende, o sembra trascendere, l’ordine naturale delle cose. Nell’antichità era inteso anche come presagio di eventi futuri o volontà divine. Oggi la parola è divenuta altro ed è collegabile ai prodigi della scienza, a quelli della tecnologia, ecc. mostro, dal latino monstrum, assume varie sfumature: in senso positivo è accostabile alla meraviglia, in senso negativo è accostabile a deformità anatomiche o morali. Nell’antichità e nel Medioevo il mostro aveva una duplice veste: da un lato incarnava una forza dirompente e distruttrice rappresentando un nemico degli Dei o degli Eroi, dall’altro lato, invece, possedeva una forza sovrumana in grado di proteggere luoghi o custodire persone divenendo, dunque, un guardiano. Daimon ha origine dal greco antico e significa messaggero divino, spirito che fa da tramite tra Dio e l’uomo. Secondo Platone, prima di venire alla luce in questo mondo, riceviamo un daimon, un compagno di viaggio, componente Essenziale della nostra personalità, di cui non siamo consapevoli e che per lunghi periodi può restare segreto, ma che, prima o poi, si rivelerà per farci arrivare alla consapevolezza.

PROGRAMMA

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