Il Racconto, La voce

Ogni volta che sentiva quella voce precipitava in un’abisso. Ne sarebbe mai venuto fuori?

di Giovanni Renella

Tratto da “Don Terzino e altri racconti”, Graus Editore, Napoli, 2017

A distanza di più di vent’anni quella voce gli era diventata insopportabile.

Il fastidio fisico che provava ogni volta in cui l’ascoltava cresceva sempre più.

Per quanto si sforzasse di ridurre al minimo indispensabile le comunicazioni, sapeva che gli era impossibile azzerare del tutto quel suono così sgradevole per le sue orecchie.

La voce influiva negativamente anche sul suo umore, rendendolo instabile e nervoso, motivo per il quale cercava di allontanarsene appena poteva e il più a lungo possibile.

Solo allora tornava ad essere la più amabile delle persone, recuperando il piacere della compagnia di altre voci.

Spesso, preso dai rimorsi, si sforzava di analizzare la situazione, cercando di imporsi una maggiore tolleranza.

Si spingeva così alla ricerca di quelle motivazioni che avrebbero dovuto indurlo a essere più indulgente, ma la sua capacità di sopportazione svaniva rapidamente appena era costretto a riascoltarla.

Sapeva che le circostanze rendevano impossibile l’evitare ogni contatto: quella voce era parte di altre voci di cui non poteva fare a meno!

Non che gli avesse fatto qualcosa di male, ma era entrata nella sua vita condizionandone l’esistenza e non riusciva più a scrollarsela di dosso.

Presenza non voluta, si trasformò in assenza quando l’ambulanza la portò via.

 

Si sentì un verme in quella circostanza, pensando che, almeno per un po’, la voce gli avrebbe concesso una tregua.

Immaginò il silenzio e poi i discorsi non più interrotti; l’armonia delle altre voci non disturbata dall’irrompere di quella che si era insperatamente allontanata.

Pregustò col pensiero le ore e i giorni di quell’assenza e il suo animo si rasserenò, raggiungendo una quiete interiore che si era negato per tanto, troppo tempo.

Si crogiolava in quei pensieri quando, lancinante, lo raggiunse lo squillo del cellulare.

Dall’altro capo la voce, che ripiombava nella sua vita trascinandolo in un abisso da cui, oramai era certo, non sarebbe più venuto fuori.

 

 

Nato a Napoli nel ‘63, agli inizi degli anni ’90 Giovanni Renella ha lavorato come giornalista per i servizi radiofonici esteri della RAI.

Ha pubblicato una prima raccolta di short stories, intitolata “Don Terzino e altri racconti” (Graus ed. 2017), con cui ha vinto il premio internazionale di letteratura “Enrico Bonino” (2017), ha ricevuto una menzione speciale al premio “Scriviamo insieme” (2017) ed è stato fra i finalisti del premio “Giovane Holden” (2017).

Nel 2017 ha vinto il premio “A… Bi… Ci… Zeta” per i racconti bonsai.

Nel 2018 è stato fra i finalisti della prima edizione del Premio Letterario Cavea.

Alcuni suoi racconti sono stati inseriti nelle antologie “Sette son le note” (Alcheringa ed. 2018) e “Ti racconto una favola” (Kimerik ed. 2018).

Nel 2019 ha pubblicato la raccolta di racconti “Punti di vista”, Giovane Holden Edizioni con cui ha vinto il Premio Speciale della Giuria al “Premio Letterario Internazionale Città di Latina”.

Nel 2020 alcuni suoi racconti sono stati inseriti nelle antologie “Cento parole” e “Ti racconto una favola” entrambe edite dalla Casa Editrice Kimerik.

Con un racconto, pubblicato dalla Giovane Holden nel volume n.7 “Bukowski. Inediti di ordinaria follia”, è risultato finalista al Premio Bukowski 2020.

Sempre nel 2020, altre sue storie sono state selezionate e inserite nell’antologia “Io resto a casa e scrivo” edita dalla Kimerik.

Nel 2021 due sue favole sono state pubblicate nell’antologia “Ti racconto una favola 2021” ed. Kimerik.

A luglio 2021 un suo racconto è stato pubblicato nell’antologia “Desiderio d’estate” ed. Ensemble.

Nel 2022 due suoi racconti sono stati pubblicati dalla Rudis Edizioni nelle raccolte “Storie d’estate” e “Pianeta Favole”

 

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