Il Racconto, Mezzanelli alla Sangiovanni

Il nostro autore racconta di San Giovanni a Teduccio e la sua bellezza calpestata e dimenticata: attraverso una gustosa ricetta con un po’ di rimpianto ricorda com’era

di Lucio Sandon

All’altezza del ponte dei Francesi, nel punto in cui finisce via Marina, comincia la strada più lunga e più incredibile di tutta la città: corso San Giovanni a Teduccio.

Geograficamente, Napoli ha grossomodo la stessa disposizione geografica di Nizza, solo sette gradi di longitudine più a sud. C’è però qualche piccola differenza: la città natale di Garibaldi dispone sul mare, da una parte dell’aeroporto Nice Cote d’Azur, mentre dall’altra ha il Casinò di Montecarlo.

Invece, per rendere più attraente il golfo delle Sirene, a occidente di Napoli qualche genio del passato ha pensato di piazzare subito dietro Posillipo, una bella industria siderurgica: l’Italsider, a oriente invece, c’è San Giovanni a Teduccio. A San Giovanni, per attirare i turisti e deliziare i residenti, al posto del casinò sulla spiaggia, ci sono in ordine sparso: una centrale elettrica che raffredda i suoi impianti con l’acqua di mare, un depuratore di scarichi industriali da ventiquattro ettari, e anche una raffineria in disuso, abbandonata dopo essere saltata in aria e aver mandato in giro per il circondario qualche milione di metri cubi di petrolio grezzo.

Eppure non è sempre stato così.

Secondo una leggenda, il nome della zona deriva da Teodosia, figlia di Teodosio I, ultimo imperatore dell’impero romano d’oriente e d’occidente. Lei aveva la sua residenza proprio sul litorale a sud di Napoli, sulle cui spiagge di grigia sabbia vulcanica la Napoli bene ha continuato ad andare in villeggiatura fino a metà dell’ottocento. Agli inizi secolo scorso, il mare di San Giovanni era talmente pulito che la sua acqua si usava normalmente per cucinare.

 

Mezzanelli alla Sangiovanni

 

Ingredienti: Mezzanelli g 750 – Pomodori freschi Kg 3 – Olio extravergine d’oliva g 300 – Basilico: in abbondanza – Pepe – 2 Mazzetti (Il mazzetto napoletano è composto da sedano, carota, prezzemolo, cipolla e maggiorana.)

Mettete in una pentola i pomodori tagliati in quattro insieme ai mazzetti e a un cucchiaio d’olio, e fateli cuocere per circa venti minuti, poi passate tutto al setaccio. Ponete il passato in un tegame, e unitevi 200 grammi d’olio e mezzo litro d’acqua di mare, il pepe e il basilico, e fate bollire. A questo punto buttatevi anche i mezzanelli, tenendo a portata di mano dell’altra acqua di mare, da aggiungere sempre rimescolando,  nel caso si asciugasse troppo. Rifinire con l’olio rimasto.

Stando a recenti studi effettuati da ricercatori giapponesi, un litro di acqua di mare contiene 965 centimetri cubici di acqua, tutti gli acidi nucleici che servono a formare il DNA, amminoacidi essenziali per la produzione di proteine, grassi, idrati di carbonio, fitoplancton e zooplancton, dieci miliardi di virus e nove miliardi di batteri, oltre a tutti gli elementi della tavola periodica dalla A alla Z.

C’è da sottolineare che i minerali contenuti nell’acqua di mare si trovano, grazie all’azione degli zoo e fitoplancton, in forma organica, e ciò li rende dieci volte più assimilabili di quelli che si trovano nelle comuni acque minerali. Infatti in queste ultime gli elementi sono da poco stati strappati alle rocce dall’azione erosiva dell’acqua, senza avere quindi il tempo di subire trattamenti da parte dei batteri.

Le nostre cellule contengono gli stessi minerali che sono contenuti nell’acqua di mare e nelle stesse proporzioni.

L’acqua di mare per cucinare i mezzanelli è meglio non andarla a prendere direttamente a San Giovanni: si può comunque acquistare quella che viene dalla baia di Oosterschelde in Olanda, purificata e rivitalizzata, al prezzo di favore di circa cinque euro per la lattina da due litri.

 

Lo scrittore Lucio Sandon è nato a Padova nel 1956. Trasferitosi a Napoli da bambino, si è laureato in Medicina Veterinaria alla Federico II, aprendo poi una sua clinica per piccoli animali alle falde del Vesuvio.

Notevole è il suo penultimo romanzo, “La Macchina Anatomica”, Graus Editore, un thriller ambientato a Portici, vincitore di “Viaggio Libero” 2019. Ha già pubblicato il romanzo “Il Trentottesimo Elefante”; due raccolte di racconti con protagonisti cani e gatti: “Animal Garden” e “Vesuvio Felix”, e una raccolta di racconti comici: “Il Libro del Bestiario veterinario”. Il racconto “Cuore di figlio”, tratto dal suo ultimo romanzo “Cuore di ragno”, ha ottenuto il riconoscimento della Giuria intitolato a “Marcello Ilardi” al Premio Nazionale di Narrativa Velletri Libris 2019. Il romanzo “Cuore di ragno” è risultato vincitore ex-aequo al Premio Nazionale Letterario Città di Grosseto Cuori sui generis” 2019.

Sempre nel 2019,  il racconto “Nome e Cognome: Ponzio Pilato” ha meritatola Segnalazione Speciale della Giuria  nella sezione Racconti storici al Premio Letterario Nazionale Città di Ascoli Piceno, mentre il racconto “Cuore di ragno” ha ricevuto la Menzione di Merito nella sezione Racconto breve al Premio Letterario Internazionale Voci – Città di Roma. Inoltre, il racconto “Interrogazione di Storia”  è risultato vincitore per la Sezione Narrativa/Autori al Premio Letizia Isaia 2109.

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