Il Racconto, Per caso

di Giovanni Renella

Era capitata lì per caso, sicuramente per sbaglio, ma per il suo colore spiccava in quel contesto: l’unica nera in mezzo alle altre più chiare!

Spaesata, non riusciva a rendersi conto di come fosse finita lì.

Veniva da una città di mare e solo poche ore prima era ancora immersa in acque amiche e confortevoli, mentre adesso stava per fare una brutta fine.

Il viaggio era stato breve, ma si era svolto come una sorta di deportazione.

Prelevata contro la sua volontà; ammassata insieme ad altre sconosciute con una diversa pigmentazione dell’epidermide; infine rinchiusa in un ambito angusto.

Ora che era tornata all’aria aperta, si ritrovava ad essere esposta alle brame del primo venuto.

Fu adocchiata subito, per la sua pelle color dell’ebano, da quell’uomo che già sbavava alla sua vista, ingolosito dalla unicità e da quella forma morbida che la distingueva fra tutte le altre, altrettanto stuzzicanti, ma un po’ in sovrappeso.

L’uomo, senza mostrare alcun riguardo per il suo disagio che pure traspariva in maniera evidente, le si avvicino e la prese su con decisione, tirandola via dal mucchio.

La poverina rabbrividì al pensiero di cosa sarebbe successo di lì a poco.

Capì che era giunta al capolinea, quando si ritrovò tra quelle mani bramose e vide quella bocca affamata avvicinarsi e pronta a farla sua.

Fu un attimo.

Si concluse così, con un solo morso, l’esistenza di quella povera oliva di Gaeta, capitata per caso nel cartoccio delle olive verdi.

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