Il Racconto, Sottobraccio

di Giovanni Renella

Mentre percorrevano insieme quell’ultimo tratto, tenendosi sottobraccio l’uno all’altra, a un osservatore attento non sarebbe sfuggito il particolare che fosse lei a sorreggere lui.

Fra di loro c’era una notevole differenza d’età, ma l’amore che li univa era così grande che nessuno dei due ci aveva mai fatto caso; e anche se ora, in quel preciso momento, lui avvertiva tutto il peso degli anni trascorsi, i ricordi addolcivano il sapore acre della situazione in cui si trovava.

Nella sua mente i flashback del passato si susseguivano come le scene di un film.

Ricordava il loro primo incontro, quel pianto disperato, inconsolabile e di come lei l’avesse conquistato con un solo sguardo: tanto era bastato a creare un legame che non si sarebbe sciolto mai più.

Negli anni a venire, caratterizzati da una convivenza che aveva scosso nel profondo la sua tranquilla esistenza, si era dedicato a lei con tutto se stesso.

Per quella giovane donna era sempre in stand-by, pronto a scattare per soddisfare ogni suo desiderio, ogni sua richiesta, ogni suo capriccio.

Si era adattato a quella nuova vita, accettando di buon grado tutto ciò che di diverso comportava.

Era così passato dalle partenze nei weekend organizzate all’ultimo momento, alla pianificazione meticolosa di ogni spostamento fuori porta; dalle tranquille serate a teatro, alle feste con musica demenziale sparata a palla, circondato da bande di scalmanati; dalle cenette romantiche a lume di candela, ai panini e ai palloncini di McDonald’s.

Eppure, non sarebbe tornato indietro per nulla al mondo.

Mentre avanzavano insieme, riaffiorava quella sensazione d’ansia che aveva caratterizzato le interminabili attese delle notti insonni trascorse ad aspettarla; voleva che fosse e si sentisse libera di muoversi a suo piacimento, che non vivesse i sensi di colpa generati dai vincoli asfissianti che i vecchi tendono a imporre ai giovani: ma quanto gli costava, in termini di apprensione, quella libertà!

Col trascorrere degli anni qualcosa era cambiato e, nel fare il suo corso, la natura gli aveva presentato il conto; così un altro, che per l’anagrafe avrebbe potuto essere suo figlio, era venuto a portargliela via.

Per uno come lui, che fino a quel momento aveva ritenuto di essere insostituibile, quella separazione era stato un brutto colpo; ma l’amore, si sa, riesce a spingerti oltre, facendoti superare anche le prove più difficili, fino a renderti generoso al di là di ogni immaginazione.

Generoso, come solo un padre sa essere mentre accompagna la propria figlia all’altare, tenendola sottobraccio e procedendo con l’incedere di chi è condotto al patibolo.

(Foto by Riccardo Mion_Unsplash)

Articolo correlato:

https://wp.me/p60RNT-3Zh

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *