Il Teatro, del Mito e dell’Amore

NAPOLI –  Al Teatro Bolivar in via Bartolomeo Caracciolo – detto Carafa – da sabato 7 a domenica 8 gennaio ImmaginAria presenta in prima nazionale la commedia aerea Parthenope – L’amore ai Tempi dei Naufragi, scritta e diretta da Federica Altamura e Biagio Musella.

Un divertente spettacolo per tutta la famiglia tra mito, danza aerea e sirene, con Federica Altamura, Arianna Dell’Orfano, Federica Natangelo e Viola Russo.

Ispirato al mito di Parthenope – la sirena da cui secondo la leggenda nacque la città di Napoli – lo spettacolo racconta i destini di due figure apparentemente diverse, ma tragicamente simili.

Se da un lato c’è la mitica sirena, amante ferita e tormentata dall’amore per Ulisse tanto che la conduce alla distruzione, dall’altra invece c’è Penelope, moglie fedele, il cui amore per Ulisse la costringe invece ad una tormentata ed agonizzante attesa, celata a fatica nelle sue parole. Ci troviamo così di fronte a due facce di una stessa medaglia, l’Amore.

Federica Altamura e Biagio Musella, coatutori delle pièce, spiegano: «Parliamo di Napoli e delle sue radici. Crediamo che Napoli e i napoletani siano un popolo d’amore, lo stesso amore che Parthenope rincorre al punto da sacrificare la propria vita.

Penelope è una donna ironica e spontuta, tipica mamma napoletana, premurosa nei confronti dei figli e devota al marito oltre misura, impiantata in un contesto popolare fatto di bassi, pettegolezzi e ragù.

Parthenope invece è immersa in un contesto familiare bizzarro in cui viene completamente ribaltato il mito della sirena, figura diabolica, mangiatrice di uomini dalla voce angelica. Stonate, sciocche e impacciate, dai profili surreali e fiabeschi sono infatti le altre sirene con le quali Parthenope si trova a condividere la sua solitaria esistenza, elementi questi capaci di dar vita a continue situazioni comiche all’interno della vicenda».

Parthenope – L’amore ai Tempi dei Naufragi è un progetto promosso e sostenuta da giovani artisti partenopei, per il 90% tutto al femminile.

Nello spettacolo la parola si fonde al movimento del corpo. Grazie alla capacità degli interpreti, tutti di ImmaginAria, la compagnia di teatrodanza aerea che da anni opera sul territorio rappresentando ormai una realtà affermata.

Le sirene volteggiando sui tessuti ricreano l’ambientazione degli abissi marini riprodotti dalla mano sensibile della pittrice Francesca Strino, alla quale sono affidati scene e costumi.

Allo spettatore sembrerà di trovarsi di fronte ad un enorme quadro, un dipinto dinamico, vivo in cui le sirene si confondono con gli elementi pittorici, e l’astrattismo della pittura si mescola alla carnalità dei corpi e realtà e finzione diventano indissolubili.

Sono tantissime le professionalità coinvolte nel progetto: dal Maestro di guarattelle Salvatore Gatto alle musiche di Antonio Guido (SUD58, produzione Area Sud Music Factory), al brano Penelope firmato da Capitan Capitone e i Fratelli della Costa (Daniele Sepe) passando per il film maker Tato Strino, i disegni e le animazioni a cura di Dario Sansone (tra i disegnatori di L’arte della felicità e Gatta Cenerentola, cantante dei Foja) e Francesco Filippini (medaglia d’oro per il suo lavoro di art director in The Loneliest Stoplight ricevuto dalla storica Società americana degli Illustratori) e infine le luci di Ettore Nigro, neodirettore artistico del Teatro Bolivar.

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Per maggiori informazioni: Teatro Bolivar www.teatrobolivar.com; 0815442616

 

(Ph di copertina by Tato Strino)

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