La Collezione Lebano

di Michele Di Iorio

Nelle paludi dei Regi Lagni bonificate tra 1888 e il 1928, sorge l’antico paese di Ponticelli.  In questa lande fertilissine seppur paludose e piene di zanzare, fu eletta da Giambattista Basile come la leggendaria terra ideale di Arcadia nei suoi famosi racconti del 1628.

In qesti passava spesso per andare a caccia re Carlo di Borbone, accanto all’antica chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Grazie,sorta nell’anno 999 d.C. grazie alla corporazione dei Maestri sellai di Porchiano, categoria in attività fino al 1828, vicino dove ora c’è la casamatta della contraerea italiana del 1940-1945 di Porchiano, dove ebbe residenza di campagna il giudice Domenico Bocchini, la cui ricca biblioteca storico-letteraria fu ereditata dal suo amico Filippo Lebano, avvocato, vissuto nella stessa casa settecentesca di campagna, e poi dal figlio Giustiniano, che sposò Virginia, nipote del giudice.

La bibioteca venne trasferita nella casa di Torre del Greco. Nel 1910 i libri passarono al genero di Lebano dottor Giuseppe Cuccurullo, che nel 1925 affidò gran parte della Collezione Lebano al suo fraterno amico napoletano Antonio Ariano, che la trasferì a Sala di Caserta, nella villa settecentesca della moglie donna Rosaria Valerio Landi, che la conservò fino al 1975.

La  Collezione Lebano consisteva non solo in raccolte di antichi volumi e manoscritti inediti e preziosi, ma anche di armi, statue, bronzi, marmi, arazzi, quadri, monili e cimeli occidentali e orientali. Nel corso degli anni le sale che di volta in volta l’ospitavano richiamarono studiosi da tutta Europa, e vi si tennero conciliaboli,cenacoli di grandi ermetisti e iniziati, gruppi di studi e sedute medianiche. I diversi proprietari erano stati comunque legati a interessi culturali e filosofici di tipo rosacruciano e graalico.

Dalla Pasqua del 1975, la Biblioteca Lebano-Valerio, ritornò a Torre del Greco, nella casa di don Florindo Di Iorio, che pure coltivava gli stessi interessi, il quale continuò a ricevere studiosi italiani e stranieri, in particolare dalla Francia e dal Canada.

La famosa Collezione alla morte di Florindo Di Iorio nel  2002 è ritornata tra Ponticelli e Porchiano. In una casa privata tra libri antichi, manoscritti, cimeli, armi nel silenzio molti studiosi si avvicendano tra misteriose presenze approfondendo studi storici all’insegna del di Giustiniano Lebano, che trasformò quello di Famiglia da Salvus Fuit Cristo (Cristo du salvo) in Salvus Fuit, ovvero non solo salvato ma trasformato, in senso spirituale e fisico.

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