La giornata della Memoria: Nasza klasa

NAPOLI – In occasione della commemorazione delle vittime dell’Olocausto per la Giornata della Memoria il 27 e il 28 gennaio al CineTeatrolaPerla in via Nuova Agnano andrà in scena Nasza Klasa (La nostra classe) di Tadeusz Slobodzianek per la regia di Massimiliano Rossi, con l’aiuto regista Enrico Basile.

Nasza Klasa è un’opera tradotta per la prima volta in italiano da Alessandro Amenta. Dopo l’eccezionale successo di critica e di pubblico riscosso dalle edizioni rappresentate in Inghilterra, Spagna, Polonia, Canada, Stati Uniti, Ungheria, Brasile, Giappone, viene rappresentata, su progetto di Massimiliano Rossi con la collaborazione di David Power, la prima messa in scena della versione italiana.

Il progetto di produzione etica è stato realizzato con il sostegno e il patrocinio di: Fondazione Valenzi, Istituto Polacco di Roma, L’Asilo, Comune di Napoli e Accademia di Belle Arti Napoli. Infatti l’allestimento scenico è opera degli allievi della scuola di scenografia del professor Tonino Di Ronza. 

«esiste un giudizio politico, un giudizio storico e giuridico… Ma al di là di tutto questo esiste la dimensione della interpretazione che forse solo il linguaggio dell’arte riesce a comprendere fino in fondo …»  (Timothy Garton Ash)

Un giorno d’estate del luglio del 1941 metà della popolazione di Jedwabne, un piccolo paese dell’Europa centrale, assassinò l’altra metà, circa 1600 Ebrei, tra uomini, donne e bambini.

Questo è l’evento centrale in Nasza Klasa che narra le vicende di un piccolo villaggio polacco, dove fino a qualche anno fa nella piazza principale c’era una lapide che ricordava Jedwabne come «luogo di martirio del popolo ebraico, dove la Gestapo e la gendarmeria di Hitler bruciarono vivi 1600 ebrei».

Una menzogna durata 60 anni scoperta grazie a Jan Gross, professore di storia alla New York University e veterano del ‘68 polacco, il quale ha rinvenuto in un archivio di Varsavia la testimonianza dimenticata di un sopravvissuto; il risultato è stato “Neighbours”, edito in Italia da Mondadori con il titolo “I carnefici della porta accanto”, un libro che ha incendiato l’opinione pubblica polacca e ha costretto l’allora presidente Kwasniewski a chiedere pubblicamente perdono, che ha estorto un mea culpa dal Capo della Chiesa e obbligato gli storici e la popolazione della Polonia a confrontarsi con una verità agghiacciante: quella di non essere stati solo vittime, ma veri e propri criminali di guerra.

Quel giorno, è provato, gli abitanti polacchi della cittadina si armarono di asce, coltelli, forconi e uccisero l’altra metà, ebrei con cui erano cresciuti e andati a scuola; i tedeschi, quei pochi presenti, si limitarono a scattare delle foto. Per più di mezzo secolo, tutti gli abitanti del paese, dal sindaco che coordinò l’eccidio al prete che la benedisse, hanno nascosto la verità.

Ambientata tra il 1925 e il 2002, la pièce racconta il tragico intrecciarsi delle vicende di dieci ragazzi compagni di scuola prima dello scoppio della seconda guerra mondiale: cinque ebrei e cinque polacchi. Mentre i ragazzi crescono il loro paese è devastato dalle invasioni armate, prima sovietiche, poi naziste. Con lo sviluppo del fervente nazionalismo crescono i conflitti: gli amici si tradiscono l’un l’altro e la violenza prende il sopravvento fino a che queste persone, ordinarie, portano a termine un’azione straordinaria e mostruosa, la cui eco risuona ancora oggi.  All’inizio dell’opera i dieci alunni dichiarano le loro ambizioni: uno di voler essere un pompiere, uno una star del cinema, uno un pilota, uno un dottore. Nella prima parte la solidarietà dell’infanzia lascia il posto alla tensione religiosa: mentre i cattolici pregano, gli ebrei sono invitati ad accomodarsi nelle ultime file della classe.

Nel 1939 l’occupazione sovietica aumentò le ostilità tra i collaboratori e la resistenza dei combattenti. Ma nel 1941, con l’arrivo dei nazisti, la comunità scopre il proprio profondo e radicato antisemitismo religioso e razziale che porta la stessa a stupri, pestaggi, torture e infine all’assembramento della popolazione ebraica in un fienile che venne cosparso di cherosene e dove tutti gli ebrei presenti furono arsi vivi. 

Per maggiori informazioni: 081 570 1712;  info@cineteatrolaperla.it

(Ph by foto Alessandro Palumbo)

 

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