La Mostra, Proiezioni

NAPOLI – Al MANN (Museo Archeologico Nazionale) sabato 14 ottobre alle 11 sarà inaugurata Proiezioni, la personale dell’artista Francesco Candeloro.

La mostra a cura di Valentina Rippa è organizzata in collaborazione con il MANN sotto il matronato della Fondazione Donnaregina per le arti contemporanee.

Nel catalogo, edito da Marsilio Editore, un testo critico di Tommaso Trini.

La mostra è inserita nel circuito Amaci – giornata del contemporaneo.

Francesco Candeloro, nato a Venezia nel 1974, ha esposto in numerose e importanti mostre personali e collettive molte delle quali in prestigiosi contesti architettonici e paesaggistici.

Proiezioni (Oltre il tempo) è un viaggio: il visitatore diventa partecipe dell’opera stessa. Il progetto espositivo site-specific per il Museo Archeologico Nazionale di Napoli prevede la disseminazione delle opere nei monumentali spazi al piano terra dell’edificio, nell’Atrio e nelle sale che ospitano la Collezione Farnese, in particolare la Sala della Farnesina, del Toro Farnese e la Sala dei Tirannicidi dove, a ridosso delle icone museali – il Toro Farnese e la Venere Callipigia – si aprirà un dialogo ideale tra il passato e il contemporaneo.

Le opere di Candeloro sono progettate per essere amplificate attraverso la luce che dilata i confini con forme ed effetti mai prevedibili. Riflessi luminosi e colorati si proiettano nello spazio inventando nuove realtà, restituendo agli ambienti un’aura ricca di nuove sfumature scandite dal ritmo del tempo e delle stagioni. Attraverso queste metamorfosi colorate l’artista riesce ad esaltare la dialettica tra concreto e astratto, interno ed esterno, materialità ed immaterialità.

Realizzate in spesse lastre di plexiglass, le opere esposte racchiudono immagini monocrome, stampate a aerografo industriale su cui spiccano particolari di gente comune e personaggi illustri.

Close up di volti umani si alternano a fotogrammi di città, angoli di strada e caos metropolitano; dall’immagine di una città l’installazione di Candeloro diventa “la città”. in cui l’osservatore si muove riconoscendo i luoghi, perdendosi tra le vie e le facciate dei palazzi, tra la storia e il presente,  tra la folla e i corpi luminescenti e colorati, proiettandosi in un mondo di visioni e memorie sospese tra realtà e immaginario in cui Vedere e\è Percepire.

A partire dall’ampio atrio, il percorso espositivo si snoda nelle sale poste al piano terra del museo dove sono collocate quattro opere già parte dell’installazione “Città delle Città” tenutasi a Palazzo Fortuny a Venezia.

A seguire, 25 parallelepipedi in plexiglass di varie dimensioni e colori che “guardano” le statue della Collezione Farnese tra cui la Venere Callipigia. Un’opera neon a parete dal titolo Linee del Tempo che idealmente ingloba il Toro Farnese in uno skyline in movimento composto da 4 elementi sovrapposti e colorati – l’opera prevede una sequenza di accensioni fino ad arrivare all’illuminazione completa di tutta l’installazione. Due lavori, uno dal titolo Passaggi Alterni l’altro Alterni Passaggi, a ridosso dell’Ercole Farnese e della statua di Apollo seduto; infine l’opera Nella Luce nel Tempo, collocata sulla facciata del Museo dove una delle finestre emanerà bagliori sempre diversi in base alle ore del giorno e della notte, conseguenza dell’alternarsi di luce artificiale e naturale.

Proiezioni (Oltre il tempo) resterà aperta al pubblico tutti i giorni, escluso il martedì, dal 15 ottobre al 8 gennaio 2018.

La mostra è visitabile con il biglietto d’ingresso al Museo.

 

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