La recensione: Dobbiamo parlare

di Francesco “Ciccio” Capozzi

Alfredo, detto Prof , sessantenne, chirurgo sempre impegnato, è marito di Costanza, quarantacinquenne, che ha scoperto il tradimento del marito. Piombano nella casa dei loro amici, Vanni, cinquantenne, scrittore in crisi d’identità, e Linda, trentenne, sua ghostwriter.

Immediatamente si pensa all’atmosfera di “Carnage” (FRA-GE ‘11) di Polanski. Ma l’intelligenza narrativa esplicata dall’autore del film (ITA, ‘15), Sergio Rubini, fa che le premesse poste in partenza – l’analisi dei maturi  e sgradevoli Prof e Costanza – diventino occasione di mettere in chiaro la crisi ben più profonda tra Vanni e Linda,  che s’illudevano di essere degli innamoratini alla Peynet.

Linda, pur tra le sue molte fobie e insicurezze, sembrava aver delegato a lui, l’intellettuale di successo, suo ex docente, la costruzione di quel quadro di sicurezza materiale e spirituale, della propria esistenza. A Vanni invece sembrava che tutto fosse immobile, rischiarato da quelle reciproche manifestazioni di esteriore carineria.

Il film costruisce questi percorsi “rovesciati”, per cui gli arrembanti volgari alla fine sono più umani e sinceri, e in fondo più simpatici, di questi due mostri di insincerità e ipocrisia, mascherati da raffinatezza esteriore. Però la verità che s’impone ai due intellettuali creerà speranze di crescita reale, il che non avverrà per gli altri  che continueranno a  sopravvivere a loro stessi.

Questo bel film è costruito, all’apparenza, tenendo conto soprattutto dei tempi teatrali. Ma il lavoro svolto da Rubini già in sede di sceneggiatura è stato di pregio; come quello di montaggio, curato dal bravissimo Giogiò Franchini.

Gli attori, Isabella Ragonese, Maria Pia Calzone, Fabrizio Bentivoglio, Sergio Rubini, sono splendidi.

Ecco il trailer di “Dobbiamo parlare”

http://www.mymovies.it/film/2015/dobbiamoparlare/trailer/

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