La recensione, Dolores

di Michele M. Ippolito

Dolores è il nuovo il romanzo di Mariano Cigliano, edito da Gremese. Si tratta di un thriller intrigante, che, attraverso l’alternarsi di flashback, racconta la vita apparentemente piatta di un giornalista di cronaca nera di un importante giornale della capitale, Guido Calvani, viene sconvolta dall’improvvisa e inaspettata ricomparsa di Dolores, una splendida ragazza sudamericana che ha profondamente inciso nella sua esistenza. Quando credeva di essere finalmente al sicuro, lontano da un crimine che gli ha sconvolto la giovinezza, si ritrova, alla soglia dei quarant’anni, a dover ancora affrontare questa donna fatale.

Non è solo Dolores a rovinargli la quotidianità della vita, ma vi concorre, pure, un serial killer sulle cui tracce Guido è portato dalla sua professione. In qualche modo, il cronista, Dolores ed il serial killer sono intrecciati in un legame che li proietta, in rapida alternanza di luoghi e tempi, tra passato e presente, da una festa su una spiaggia di Positano – attraverso un’esperienza sconvolgente ed insieme liberatoria – ad una villa fra i vigneti dei Castelli Romani, dove il protagonista Guido, in una drammatica notte, è chiamato a rispondere dei suoi misfatti passati.

Dolores è una inconsueta miscela di tecnica, dove thriller e suspance avviluppano il lettore risucchiandolo in una storia dal progressivo crescendo, che si evolve sino ad un finale sorprendente. Un dramma, dove tensione e i conflitti della personalità lasciano i protagonisti in una situazione di perenne incertezza, in cui l’unico vero trionfatore è l’amore, genesi di dolore e dell’incontenibile altruismo della Donna, che chiude l’ultima scena del romanzo.

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