La scomparsa di Aldo Miglietta

SAN GIORGIO A CREMANO (NA) – Aldo Miglietta, per decenni dirigente Acli (Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani) di Napoli, è spirato l’1 luglio dopo una lunga malattia.

Le esequie si sono tenute nella chiesa sangiorgese di Sant’Antonio di Padova nel pomeriggio di lunedì 2 luglio. A dare conforto alla moglie Fortuna ed ai figli Matteo e Mariangela, hanno partecipato alla cerimonia numerose autorità e amici. Alla famiglia sono giunte anche le condoglianze del presidente nazionale delle Acli Roberto Rossini e di tutta la presidenza nazionale.

Indiscusso protagonista del dibattito sociale e politico in città tra gli anni ’70 e ’80, è stato un uomo che ha unito, smussato sempre angoli ed asperità, ma soprattutto punto di riferimento per i giovani conquistati dagli ideali Acli. Aldo Miglietta era l’incarnazione della buona politica, quella che si faceva una volta e aveva principi, valori e competenze.

Aldo Miglietta, originario della provincia di Lecce, si trasferì a Napoli nel 1965, iniziando un lungo percorso da dirigente nell’associazione dei lavoratori cattolici: è stato per ben quarant’anni nel consiglio provinciale. Più volte eletto dirigente nazionale e regionale, ha guidato le Acli di Napoli dal 1976 al 1986, anni in cui sono diventate uno dei principali punto di riferimento culturale e sociale in città e provincia. Miglietta ha anche guidato la Consulta delle Aggregazioni Laicali dell’Arcidiocesi di Napoli, è stato assessore a San Giorgio a Cremano ed ha guidato una delle prime società miste per la gestione dei servizi sociali in Italia, Città Solidali.

Due anni fa a Villa Bruno, nel corso di una toccante cerimonia promossa dalla Fap, il mondo cattolico napoletano si strinse attorno ad Aldo per conferirgli il Premio Stella D’Argento per i suoi meriti straordinari nel campo dell’impegno sociale. Il giusto tributo ad un uomo che per tutta la sua vita ha avuto sempre rispetto per gli altri, operando con rettitudine nell’ interesse dei lavoratori e dei più deboli, mettendo in primo piano la fedeltà delle Acli alla Chiesa e alla Democrazia.

Così il commissario Vincenzo Menna: «Le Acli di Napoli perdono un faro, uno dei più capaci ed al contempo più generosi dirigenti della propria storia. Aldo aveva una naturale autorevolezza e dialogava allo stesso modo con i potenti e con gli umili. I primi ne ascoltavano i consigli e ne facevano tesoro, i secondi si affidavano a lui come un padre buono, capace di dispensare consigli disinteressati. Ha sempre avuto a cuore i destini dei più deboli, dei lavoratori, dei disoccupati, delle famiglie in difficoltà. La perdita che subiamo tutti è enorme, ma ci consola il fatto che da Aldo abbiamo potuto imparare tanto».

 

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