La Serva Padrona, opera buffa di Pergolesi

di Antonio Vitale

NAPOLI – Nella Chiesa di San Potito in via Salvatore Tommasi,, zona Museo Nazionale, e nella Chiesa della Graziella al Porto, ex Teatro di San Bartolomeo, all’incrocio tra via San Bartolomeo e vico Piazza Nuova, zona via Medina, nei giorni  3 ed il 4 novembre  si è concluso il master del Laboratorio Opera ‘700.

L’Associazione Oltrecultura, in seno alla quale anni fa è nato il Concentus Giuseppe Sigismondo, ha messo in scena 4 recite con diversi cast della versione parigina di La Serva Padrona di Giovanni Battista Pergolesi.

Iniziato il 24 ottobre, il seminario ha visto  impegnati professionisti di fama internazionale, tra cui Maria Grazia Schiavo e Filippo Morace, nonché docenti e dirigenti di importanti istituzioni.

Al Laboratorio ha collaborato l’Associazione Ad Alta voce, presieduta dal Maestro Carlo Morelli.

Dario Ascoli

Tutte le rappresentazioni sono state dirette dal Maestro Dario Ascoli, fondatore del Concentus, che ha anche curato una revisione della partitura di Pergolesi con inserimenti della versione parigina di Pierre Baurans. Gli spettacoli si sono avvalsi della partecipazione di ballerini allievi del Liceo Musicale e Coreutico Alfano I di Salerno, in alternanza scuola-lavoro.

Mariapaola Meo

La regia e le coreografie di La Serva Padrona sono state curate da Tonia Barone, mentre le scene sono state firmate da Laura Lisanti, anche aiuto-regista. La segretaria di produzione è stata Mariapaola Meo.

L’opera musicata da Pergolesi agli inizi del 1700, rappresenta uno dei primi elaborati che diedero origine all’Opera Buffa,

Sinossi. Napoli:  un ricco signore di nome Uberto, già avanti con gli anni,  ha al suo servizio una donna di nome  Serpina, giovane scaltra, che con il suo carattere irriverente approfitta della bontà del suo padrone e ne mette a dura prova la pazienza.

Uberto, esasperato in seguito all’ennesima prepotenza della sua domestica, per darle una lezione si mostra determinato a prendere moglie.
Ma Serpina, per nulla scoraggiata, ha in mente un piano e un asso nella manica per fare in modo di diventare lei stessa la Padrona di casa.

Tra simpatici equivoci e bizzarri personaggi d’oltralpe si svolge una sequenza di eventi a termine del quale la furba Serpina l’ha vinta, sposando il suo ricco ed amato Signore, coronando il suo sogno d’amore.

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