La Villa Prota del Miglio d’Oro

di Michele Di Iorio

La stupenda Villa Prota in contrada Leopardi, già La Lava di Torre del Greco, al confini con Torre Annunziata ed Oplonti, venne edificata nel 1748 sul podere agrario Pagliarone, abbattendo due rustici preesistenti.

Su commissione di don Nicola Moscati di Serino marchese di Poppano, venne progettata dall’ingegnere del Supremo Consiglio Regio di Napoli don Francesco Attanasio, e costruita con l’ausilio del capomastro torrese Paolo Marra.

Villa Prota presenta un magnifico portale d’ingresso incastonato in una facciata barocca cara alla scuola del Sanfelice, in uno stile che ci richiama anche le opere di Domenico Vaccaro.

Il portale dà accesso ad un bellissimo viale alberato che porta alla villa a due piani originariamente appartenuta ai marchesi di Poppano.

Arredamento sontuoso, tra le due anticamere al piano nobile, la sala delle porcellane, la ricca galleria piena di quadri e di un elegante canapé. Le stanze da letto riccamente arredate, tra cui la camera da letto marchionale, tra lino e sete pregiate,broccato di seta, letto a padiglione con baldacchino.

Al piano terra si trovano le stanze della servitù, la ricca sala da pranzo con la sua tavola apparecchiata come nel Settecento con stoviglie stemmate di porcellana di Capodimonte e cristalli di Boemia. Finanche la cucina è arredata con magnifici pezzi di rame.

Nell’anno 1760 la marchesa di Poppano rimase molto spaventata dalla tremenda eruzione vesuviana che lambì con la sua lava i giardini confinanti la Villa: l’anno seguente fu ceduta al nobile don Biagio Prota nobile di Atrani. Il marchese don Nicola era infatti morto senza eredi diretti.

La famiglia Prota di Atrani, paesino che affaccia sulla costiera amalfitana, ebbe origine nel 585 d.C., come attestano documenti di famiglia. Fu nel 1047 che divennero patrizi di Atrani.

Don Biagio Prota era stato guardia d’onore del re e capitano nel 1744 del reggimento del colonnello Moscati. Aveva acquistato dai principi Caracciolo Barra varie proprietà in Casalnuovo e quindi nel 1761 il titolo e casale dai conti di Barra.

Il figlio don Nicola Prota, avendo sposato la nobile baronessa Bruno, patrizia di Torre del Greco e nobile di San Giorgio a Cremano e Catania, nel 1765 acquisì il bene dotale Villa De Curtis-Bruno-Prota di Torre Del Greco.

Gentiluomo e compagno di caccia del giovane sovrano Ferdinando IV di Borbone, fu alfiere del Reggimento di Guardia Reale dei Liparotti agli ordini del maggiore don Vincenzo de Sangro.

A Villa Prota erano spesso ospiti i principi di Sansevero, Ferdinando e Maria Carolina.

Don Nicola Prota nel 1797 venne nominato dal re marchese di Poppano e ebbe il feudo appartenuto ai principi Gesualdo.

Le numerose proprietà dei Prota alla morte di don Nicola vennero poi divise tra i tre figli, il marchesino Pietro e i cadetti Raffaele e Biagio.

La Villa Prota di Torre del Greco nel 1844 passò in eredita a don Pasquale, pronipote di Biagio, che fu elevato da Ferdinando II per meriti militari al titolo di duca di Poppano e di Scalea, conte di Torraca. Dopo l’invasione piemontese don Pasquale seguì il nuovo re Francesco II a Gaeta e a Roma, dove fu colonnello pontificio dal 1867 al 1870. NON avendo mai accettato la sovranità dei Savoia, si ritirò in esilio volontario a Parigi.

Il suo discendente diretto il duca don Francesco, nato nel 1899 a Torre del Greco, visse sempre ritirato nella villa avita del Miglio d’Oro studiando alchimia, erborismo, botanica, matematica, fiosofia, lettere, storia. Frequentò la loggia massonica I figli del Vesuvio di Torre Annunziata diretta da Vincenzo Gigante, allievo di Giustiniano Lebano.

Alla sua morte, avvenuta nel 1957, il suo titolo si estinse, avendo egli avuto solo figlie femmine. Suo nipote don Giovanni si trasferì a San Giorgio a Cremano e conservò la Villa di Vico Equense.

 

La Villa Prota del Miglio d’Oro fu abbandonata e lentamente si degradò. Nel 1970 vi vennero girate alcune scene dello sceneggiato televisivo di Sandro Bolchi Il Cappello del prete.

 

Di recente è stata restaurata da privati ed è tornata all’antico splendore, adibita ricevimenti e ristorazione.

 

Si erge ancora, bellissima, meta delle visite di numerosi turisti.

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