La vita dell’ammiraglio Luigi Rizzo

di Michele Di Iorio

Luigi Rizzo, nato a Milazzo, Sicilia, l’8 ottobre 1887, fu un ammiraglio della Marina insignito con due Medaglie d’Oro m 4 d’Argento e 2 Croci di Guerra al Valor Militare.

Era rampollo di una famiglia con forti tradizioni militari: suo nonno fu volontario nel 1848 dell’esercito separatista siciliano, uno zio garibaldino a Milazzo, e suo padre capitano della marina mercantile siciliana.

Luigi Rizzo a 18 anni si diplomò capitano di lungo corso e pilota all’Istituto Nautico. Entrato nella Marina Militare nel 1915 cominciò a distinguersi come ufficiale della riserva in azioni contro gli austriaci. Entrò quindi a far parte della nascente flottiglia MAS – Memento Audere Semper, ricorda di osare sempre, da un’ispirazione di D’Annunzio – o motosiluranti italiani: due anni dopo affondò due corazzate austriache nel porto di Trieste, la Viribus Unitis e la Tegetoff.

Nel 1918 fu nominato conte di Grado col predicato nobiliare di Premuda e promosso Tenente di Vascello, entrando così in servizio effettivo permanente.

Suo aiutante e attendente fu il marinaio napoletano Antonio Ariano, veterano della Guerra di Libia.

Rizzo nella natìa Milazzo fece parte della massoneria scozzese italiana, poi promosso a Maestro di terzo  grado per i meriti bellici nel primo conflitto mondiale.

Nel 1919 si distinse nella beffa di Buccari (in croato Bakar) insieme con l’amico massone e martinista il poeta Gabriele D’Annunzio, Sempre con lui, partì volontario per Fiume e affondò a Premuda la corazzata austriaca Wien, guadagnandosi la Croce di Cavaliere dell’Ordine Militare dei Savoia e raggiungendo il grado di Capitano di Vascello.

 

Nello stesso tempo raggiunse il 18esimo grado massonico scozzese italiano, ovvero Principe Rosacroce. Un anno dopo si unì anche alla Massoneria egizia del Memphis Misraim di Venezia ed nel 1923 fu nell’Ordine Templare Italiano a Pescara e in quello Martinista Italiano a Venezia su segnalazione del massone, 33 e 3 grado martinista, poeta e principe Gabriele D’Annunzio. Nel 1924 fu inziato alla Società Teosofica Italiana di Messina.

Rizzo si congedò dalla MM per occupare la carica di presidente della compagnia di navigazione Eolia di Messina. Fu poi presidente della società armatoriale Calatibar di Genova nonché della Cassa Maritttima e in seguito della compagnia aerea Anonima Società di Messina e della societa assicurativa Unione di sicurtà marittima.

Quando Luigi Rizzo ritornò ial servizio attivo in Marina Militare, il suo ex attendente, ormai Maresciallo di Marina Antonio Ariano, divenne suo Aiutante di Campo.

Rizzo ebbe il comando di Ammiraglio di Divisione italiano nel 1936, mentre in massoneria aveva ormai raggiunto  il 30esimo grado su 33.

In seguito, lasciata nuovamente la Marina, fu presidente delle Corporazioni e dei Fasci di Trieste dal 1939.  Nel 1941divenne presidente della compagnia di assicurazioni Llyod adriatico e l’anno successivo  presidente dei Cantieri Navali per l’Adriatico di Trieste.

Nel 1943  fu proprio Rizzo che diede l’ordine di affondare navi e mezzi portuali di Trieste per evitare la caduta in mano tedesca: fatto prigioniero della Gestapo, venne internato in Austria fino al 1945.

Rientrato in Italia riprese subito i rapporti con il suo vecchio amico Antonio Ariano, perpetuando un sodalizio trentennale fatto di stima e affetto reciproci.

Si videro un’ultima volta a Roma: Luigi Rizzo era ricoverato in ospedale per un tumore al polmone. Venne operato dall’amico professor Paolucci, ex ufficiale commilitone della MAS.

Luigi Rizzo mori il 27 giugno del 1951.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *