Le biografie, Antonio Cardarelli

di Michele Di Iorio

Antonio Cardarelli, di origine molisana, nacque a Civitanova del Sannio il 29 marzo 1831, da Urbano, medico  chirurgo condotto, e da Clementina Lemme, baronessa di Belmonte molisano.

Compiti gli studi classici nel seminario di Trivento, Campobasso, si trasferì a Napoli per frequentare la Facoltà di Medicina.

Si sistemò come studente pigionale in una stanza con servizi in via Santa Maria a Fonseca. Prese a scrivere versi e ben presto s’innamorò della sua giovane dirimpettaia, Nunziatina Giannuzzi, figlia di un ingegnere civile.

Tra le sue passioni ci fu posto anche per la politica: era infervorato di ideali patriottici liberali e unitari, plaudendo il 29 gennaio a un assembramento di popolo con ombrelli tricolori sotto Palazzo che richiedeva la Costituzione e alla partenza dei volontari per la guerra d’Indipendenza dall’Austria.

Nonostante abbracciasse il fucile come volontario antiborbonico nel 1848 – dovette poi  scappare attraverso le fogne e nascondersi in casa della fidanzata Nunziatina – continuò gli studi universitari laureandosi brillantemente in Medicina e Chirurgia  nel 1853.

Cardarelli vinse un concorso bandito dall’Ospedale degli Incurabili di Napoli, dissertando sul tema della scabbia. Occupò il posto di giovane assistente medico e l’anno seguente si sposò con la sua amatissima Nunziatina. In due anni divenne Direttore di Sala, e nel 1859 consulente medico presso il primario.

Continuava comunque ad essere infervorato dagli ideali liberali, e fu mazziniano convinto e membro della Giovane Italia. Nel 1860 strinse amicizia con Garibaldi, divenendo il suo medico personale e referente dei garibaldini in ospedale.

Nell’ottobre di quell’anno fu nominato primario dall’Ospedale degli Incurabili e fu anche medico personale di re Umberto I, su presentazione del suo illustre amico il medico molisano Giovanni Antonelli da Vastogirardi. Inoltre fu ben tre volte deputato del collegio elettorale di Isernia al Parlamento di Torino nel 1880.

Cardarelli approfondì gli studi sugli Aneurismi dell’Aorta, quelli sulle malattie Cardiache, e sono famose  le sue  Lezioni sulle Malattie del Fegato e delle vie Biliari. 

Era un clinico eccezionale e di grande intuito: riusciva a diagnosticare la malattia del paziente senza il supporto di strumenti scientifici ma basandosi sull’auscultazione e tastazione,e non sbagliava mai.. Un vero virtuoso dell’arte medica della semeiotica.

Studiò il mistero della liquefazione del sangue di San Gennaro e dei morti metallizzati della Cappella Sansevero, ovvero le macchine anatomiche del medico palermitano Giuseppe Salerno, e venerava Raimondo de Sandro riconoscendolo come grande scienziato e alchimista, pioniere della scienza universale.

Nominato Senatore del Regno nel 1886 nonché direttore generale sanitario dell’Ospedale degli Incurabili di Napoli. Nel 1890 vinse la cattedra di Patologia all’Università degli Studi di Napoli,che tenne fino al suo pensionamento nel 1923, all’eta di 92 anni.

Nella sua lunga vita Vincenzo Cardarelli, uomo integerrimo, fu un grande benefattore: al suo paese donò l’acquedotto, una chiesa, il cimitero e la scuola. A Napoli donava cibo e soldi ai poveri e faceva visite gratuite, tanto che spesso doveva intervenire la forza pubblica per mettere ordine tra i pazienti in attesa del loro turno.

Fu amico del famoso medico Giuseppe Moscati, poi divenuto santo, suo collega agli Incurabili.

Medico personale di tante celebrità, ebbe tra i suoi pazienti  tra cui la cantante Elvira Donnarumma e la giornalista Matilde Serao, che gli dedico il suo racconto Il paese della cuccagna.

Vincenzo Cardarelli morì dopo aver curato tanti malati il giorno 8 gennaio del 1927, a ben 96 anni. Al suo funerale parteciparono oltre 200mila persone.

Nel 1943 gli venne intitolato Il Nuovo Ospedale Moderno di Napoli, oggi nosocomio Cardarelli, il grande del Meridione.

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