Le dipendenze degli adolescenti europei

Il nostro medico Carlo Alfaro, Dirigente Medico di Pediatria presso gli Ospedali Riuniti Stabiesi, evidenzia i risultati dello studio Espad sulle dipendenze degli adolescenti in Europa e in Italia 

L’ultimo report dello studio europeo Espad |European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs: Progetto di indagine nelle scuole europee sull’alcol e altre droghe, coordinato dall’Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche | Cnr-Ifc, pubblicato il 12 novembre in collaborazione con l’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze | Emcdda, fotografa la situazione delle dipendenze tra gli adolescenti europei di 15-16 anni, confrontando le risposte nei vari Paesi oggetti dell’indagine.

Lo studio si basa sull’ultima rilevazione condotta nel 2019 in 35 Paesi europei, tra cui 25 Stati membri dell’Ue. Si tratta del settimo ciclo di raccolta dati condotto dal progetto Espad dal 1995. All’ultima edizione ha partecipato un totale di 99.647 studenti, di cui più di 2.500 italiani, che hanno risposto a un questionario anonimo.

Con la raccolta dati 2019, Espad è arrivato a raccogliere informazioni comparabili provenienti da oltre 30 Paesi europei in un arco temporale di 24 anni: il progetto è quindi una preziosa risorsa per offrire un valido contributo allo sviluppo di politiche e interventi efficaci contro le dipendenze nei giovani.

Il Report Espad contiene informazioni sull’uso e le percezioni degli studenti in merito a una varietà di sostanze, tra cui: tabacco, alcol, sostanze illecite, inalanti, farmaci e nuove sostanze psicoattive (Nps), oltre che su gioco d’azzardo e uso problematico dei social media.

Per stare al passo con i comportamenti a rischio emergenti tra i giovani in Europa, il questionario Espad viene costantemente adattato includendo nuovi argomenti. Per esempio, per descrivere meglio i modelli contemporanei di consumo di nicotina, l’ambito della survey condotta nel 2019 è stato esteso indagando, per la prima volta in tutti i Paesi partecipanti, il consumo di sigarette elettroniche.

Sono inoltre stati inclusi dei test di screening per valutare i comportamenti potenzialmente dannosi, tra cui il gioco d’azzardo problematico, l’uso ad alto rischio di cannabis e la consapevolezza di problematiche legate all’uso di social media e videogiochi.

In estrema sintesi, i risultati mostrano che:

  • il consumo di alcolici e il fumo tra gli studenti europei di 15-16 è in declino, pur essendo sempre preoccupante (aumenta anche il consumo di sigarette elettroniche);
  • emerge aumento dell’uso potenzialmente rischioso della cannabis, dell’uso di farmaci senza prescrizione medica e di Nps.
  • crescono tra gli adolescenti europei anche gioco d’azzardo, videogiochi e abuso di social media.

Gli adolescenti italiani mostrano livelli maggiori alla media europea di uso di alcol, fumo, cannabis, gioco d’azzardo.

Consumo di alcol

Europa. Il consumo di alcol rimane elevato tra gli adolescenti europei: una media di oltre tre quarti (79%) degli studenti ha fatto uso di alcol nel corso della vita e quasi la metà (47%) nel corso dell’ultimo mese. Ma i dati sono in diminuzione nel tempo a partire dal 2003, quando tali valori avevano raggiunto un picco rispettivamente del 91% per uso di alcol nel corso della vita e del 63% per uso nel corso dell’ultimo mese. La diffusione di “episodi di consumo eccessivo di alcolici” (binge drinking) ha raggiunto il suo livello più basso nello studio attuale (35%), dopo un picco registrato nel 2007 (43%). I dati mostrano anche che il divario di genere nella diffusione di questo modello di consumo si è ridotto nel corso del tempo (ragazzi 36%, ragazze 34%).

Italia. La percentuale di studenti che fa uso di alcol è superiore alla media europea: l’84% riferisce di aver consumato alcol almeno una volta nella vita e il 59% nell’ultimo mese. Tuttavia, il consumo eccessivo (35%) è nella media europea.

Abitudine al fumo

Europa. Gli adolescenti europei hanno manifestato, tra il 1995 e il 2019, una diminuzione del fumo di tabacco, in relazione tanto all’uso almeno una volta nella vita (dal 68% al 42%), quanto all’uso recente (dal 33% al 20%) e all’uso quotidiano (dal 20% al 10%).

I nuovi dati rivelano però un’alta prevalenza dell’uso di sigaretta elettronica (40% per l’uso nel corso della vita e del 14% per l’uso nell’ultimo mese). Coloro che non hanno “mai fumato” sigarette presentano tassi più elevati di uso di e-cig rispetto ai fumatori “occasionali” e “abituali”. Anche se il questionario non ha specificatamente indagato il contenuto in nicotina delle sigarette elettroniche utilizzate, è probabile che un’alta percentuale di questi dispositivi contenga nicotina e che quindi l’uso di nicotina in età adolescenziale possa essere di nuovo in aumento.

Italia. L’Italia è tra i Paesi con la percentuale più alta di studenti che riporta di aver fumato sigarette nel corso della vita (55%); c’è comunque una diminuzione rispetto alla prima rilevazione del 1995 (64%). Anche la percentuale di studenti che riferisce un uso recente 32% sembra in diminuzione (37% nel 2015), così come la percentuale di studenti che riferisce un’abitudine quotidiana al fumo (19%). Quest’ultima, sebbene in diminuzione nel corso degli anni (picco del 25% nel 2007), rimane tra le più alte in Europa. Per quanto riguarda invece l’uso di sigarette elettroniche, nonostante la percentuale di studenti italiani che le hanno provate almeno una volta nella vita sia leggermente più alta della media europea (44%), la prevalenza di “svapatori’ recenti è leggermente inferiore (13%).

Sostanze illecite

Europa. In media, 1 studente su 6 (17%) ha riportato di aver fatto uso di una sostanza illecita almeno una volta nella vita, con livelli che variano notevolmente tra i vari Paesi (dal 4,2% al 29%). La diffusione dell’uso di sostanze illecite nel corso della vita è in leggera diminuzione rispetto al 2011, anche se è rimasta generalmente stabile negli ultimi due decenni. La cannabis è ancora la sostanza illecita più usata dagli studenti dei Paesi europei. In media, il 16% ha riferito di aver fatto uso di cannabis almeno una volta nella vita (11% nel 1995), mentre il 7,1% ha riferito di averne fatto uso nell’ultimo mese (4,1% nel 1995). Il consumo almeno una volta nella vita è lentamente diminuito rispetto al 2011, mentre il consumo nel corso dell’ultimo mese è rimasto stabile rispetto al 2007. L’uso ad alto rischio di cannabis, analizzato per la prima volta in tutti i Paesi partecipanti nel 2019, ha rivelato che, in media, il 4% rientra in questa categoria ed è potenzialmente a rischio di sviluppare problemi legati all’uso di cannabis.

Italia. In linea con i dati registrati nel 2015, si riscontrano percentuali di utilizzo di cannabis tra le più alte in Europa. Mentre gli studenti italiani che hanno provato questa sostanza almeno una volta nella vita (27%) sono secondi solo a quelli della Repubblica Ceca (28%), gli utilizzatori italiani di cannabis nel corso dell’ultimo mese (15%) sono i primi, davanti a francesi e olandesi (13%). Anche sul fronte dell’uso ad alto rischio, l’Italia rileva uno tra i livelli più alti (6.2%).

Uso non medico di farmaci soggetti a prescrizione

Europa. Il profilo è fonte di preoccupazione. Ad esempio, il 6,6% ha riferito di aver usato nel corso della propria vita tranquillanti o sedativi e il 4% antidolorifici “per sballare”. Il fenomeno prevale tra le femmine.

Italia. I dati italiani si attestano sotto la media europea sia relativamente all’uso di tranquillanti o sedativi (4.3%) sia a quello di antidolorifici (0.8 %) senza prescrizione medica. Anche in Italia sono più interessate le ragazze.

Nuove sostanze psicoattive (Nps)

Europa. In media, il 3,4% degli studenti ha riferito di aver fatto uso almeno una volta nella vita di nuove sostanze psicoattive (Nps): sostanze molto potenti, spesso di origine sintetica, che sfuggono ai controlli perché non censite nelle tabelle ufficiali delle droghe illegali. Questa percentuale, sebbene in leggera diminuzione rispetto al 4% registrato nel 2015, rappresenta comunque livelli di consumo più elevati rispetto ad anfetamine, ecstasy, cocaina o Lsd considerati individualmente. Quasi tutti gli utilizzatori di Nps sono “policonsumatori”, ovvero fanno uso anche di altre sostanze (come alcol, cannabis e stimolanti). La costante scoperta di Nps e il “policonsumo” tra gli utilizzatori di Nps evidenziano la necessità di un attento monitoraggio.

Italia. Sebbene in linea con il dato europeo, in Italia le Nps registrano una rilevante diminuzione rispetto all’ultima survey, con un 3.1% degli studenti che riporta di averne fatto uso almeno una volta (6% nel 2015).

Gioco d’azzardo

Europa. Il gioco d’azzardo è diventato un’attività diffusa tra gli studenti in Europa, con il 22% degli intervistati che ha dichiarato di aver giocato d’azzardo almeno una volta negli ultimi 12 mesi (prevalentemente a lotterie e gratta e vinci). Espad stima inoltre che il 7,9% degli studenti abbia giocato d’azzardo online. La ricerca di segnali di gioco d’azzardo problematico ha rivelato che, in media, il 5% degli studenti che ha giocato d’azzardo negli ultimi 12 mesi rientra in questa categoria.

Italia. Il dato italiano è nettamente superiore alla media europea, con il 32% degli studenti che riferisce di aver giocato d’azzardo almeno una volta nel corso dell’anno. Di questi, il 3.9% risulta avere un profilo di gioco a rischio, percentuale in questo caso più bassa del dato europeo. Nel nostro Paese, gli studenti che giocano sembrano preferire le scommesse sportive.

Video-giochi e social media

Negli ultimi due decenni, a causa soprattutto della crescente popolarità di smartphone e tablet, i videogiochi sono diventati sempre più diffusi e gli utenti giocano sempre più spesso su questi dispositivi. Circa il 60% degli intervistati ha riferito di aver giocato ai videogiochi in un giorno di scuola nell’ultimo mese (il 69% in una giornata non scolastica). Nella maggior parte dei Paesi, i ragazzi passano il doppio del tempo a giocare rispetto alle ragazze. Circa il 94% dei rispondenti ha riferito l’uso di social media nel corso dell’ultima settimana. In media, gli utenti hanno trascorso 2-3 ore sui social media in un giorno di scuola, tempo che sale a 6 o più ore nelle giornate non scolastiche. Le ragazze hanno riferito, invece, di utilizzare i social media nei giorni non scolastici più frequentemente rispetto ai ragazzi. Non sono segnalate differenze per i giovani italiani.

Sarà estremamente interessante notare nelle prossime rilevazioni come questi comportamenti e tendenze siano stati modificati dalla pandemia da Covid-19 che ha avuto un pesantissimo impatto su tutti gli aspetti della vita quotidiana delle popolazioni.

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