Le spose bambine- VI puntata

Passano gli anni, ma non sempre si cresce con loro. È solo con le esperienze vissute sulla propria pelle che le bambine diventano donne 

di Bianca Sannino

All’ora concordata si presentarono Giovanni, Ortensia sua moglie, Benito e le sorelle più piccole Mariuccia e Carmelina.

Benito aveva gli occhi lucidi e la pelle accaldata, sembrava fosse febbricitante, non si capiva se per l’emozione o per il timore che stesse per accadere qualcosa che lo preoccupava.

Suo padre gli stava dietro, come per incoraggiarlo ma a guidare il piccolo corteo era lei, Ortensia, la mater familias con ai lati le due uniche figlie femmine dopo uno stuolo di maschi. Non era molto alta di statura, ma aveva un incedere e un portamento di chi sa di essere invincibile.

Aveva già quasi tutti i capelli grigi, tirati indietro in una crocchia e vestiva di nero, un naso leggermente aquilino e affilato, gli zigomi molto pronunciati le conferivano un aspetto austero e quasi impenetrabile. Era vestita con sciatta cura, come chi è obbligato a mostrare un certo abbigliamento ma non ne ha interesse.

Giovanni, invece, aveva lo stesso incedere e la stessa eleganza di suo figlio Benito. Un viso buono e aperto, modi cordiali e gentili. Così si presentò a Rosa dicendole:  Finalmente ho il piacere di conoscerti, per me sei già come una figlia.

Ortensia pronunciò solo queste parole: Hai scelto bene! Ho sette figli maschi, Benito è il migliore ed è il mio preferito.

Benito guardò Rosa un po’ imbarazzato e fece le presentazioni ufficiali per cercare di stemperare un po’ l’aria pesante che si era creata.

Rosa guardava tutti un po’ imbambolata, era timida e impacciata e questa situazione in cui era diventata lei la protagonista della fiaba, dopo tanto sognare, le provocava non poco stordimento.

Si accomodarono tutti in salotto e Giorgio cercò di intavolare un discorso generico per sciogliere un po’la tensione, Concetta mandò a prendere i pasticcini e il caffè e quando finalmente la conversazione sembrava aver preso una piega un po’ rilassata arrivò la stoccata.

Benito, hai detto a Rosa che stai per partire? Hai comunicato ai tuoi futuri suoceri che fra tre mesi devi partire per l’ Australia?

 

Bianca Sannino, docente appassionata nella scuola statale italiana, vive e insegna a Portici da più di vent’anni.

Dopo aver attraversato perigliosi mari in vari ambiti e settori ed essersi dedicata alla redazione di libri saggistici e specifici del settore dell’insegnamento, esordisce oggi nel genere novellistico.

 Due lauree, corsi di specializzazione, master non sono bastati a spegnere la sua continua, vulcanica e poliedrica ricerca della verità. 

Da sempre, le sue parole che profumano di vita e di umanità, arricchite dalla sua esperienza e sensibilità, restituiscono delicati attimi di leggerezza frammisti a momenti di profonda riflessione.

Nel 2021 inizia la collaborazione con LoSpeakersCorner pubblicando una serie di novelle, tutte al femminile.

 

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