Le spose bambine – VII puntata

Passano gli anni, ma non sempre si cresce con loro. È solo con le esperienze vissute sulla propria pelle che le bambine diventano donne 

di Bianca Sannino

I giorni successivi trascorsero senza che nessuno si parlasse. Vittorio, il figlio maggiore ripartì. Si era arruolato nell’Arma dei Carabinieri ed era di stanza in un paesino del profondo sud.

Era tornato in licenza per qualche giorno chiamato dalla madre preoccupata per il suo secondogenito che non riusciva a trovare lavoro e trascorreva le sue giornate con ragazzotti della sua età, fumando una quantità incredibile di sigarette.

Erano tempi duri per l’Italia, la famiglia Sica aveva visto dopo la guerra un capovolgimento completo della sua situazione economica. I risparmi erano completamente svalutati, riducendosi a carta straccia, e la pensione da statale di Giorgio non era sufficiente a sostenere una famiglia di sei figli.

Poi c’era la faccenda di Rosa, l’illusione che si potesse sistemare, almeno lei, e la nuova crescente angoscia per la sua determinata ostinazione a voler sposare Benito.

Furono giorni di pianti, strepiti, minacce di suicidio. Rosa sembrava travolta da un demone, il suo amore per quel giovane era talmente grande, folle, travolgente da impedirle di affrontare almeno il discorso con i suoi genitori.

Maria si allontanò da lei, si sentiva tradita. La compagna di tante passeggiate, letture, risate ma anche pianti non aveva pietà neppure per lei ed era decisa ad abbandonare tutto e tutti pur di seguire Benito.

Annuccia, invece, la coccolava e cercava di calmarla quando le crisi isteriche la prendevano. Non le rimproverava niente e le portava di nascosto da mangiare, perché Rosa aveva deciso di fare lo sciopero della fame per protesta contro i suoi genitori.

Dopo oltre due settimane di guerra fredda, i genitori ma anche i fratelli decisero di capitolare.

Rosa aveva un carattere apparentemente docile e mansueto, ma rispetto a questa situazione mostrò una determinazione da impedire qualsiasi compromesso.

 

Bianca Sannino, docente appassionata nella scuola statale italiana, vive e insegna a Portici da più di vent’anni.

Dopo aver attraversato perigliosi mari in vari ambiti e settori ed essersi dedicata alla redazione di libri saggistici e specifici del settore dell’insegnamento, esordisce oggi nel genere novellistico.

 Due lauree, corsi di specializzazione, master non sono bastati a spegnere la sua continua, vulcanica e poliedrica ricerca della verità. 

Da sempre, le sue parole che profumano di vita e di umanità, arricchite dalla sua esperienza e sensibilità, restituiscono delicati attimi di leggerezza frammisti a momenti di profonda riflessione.

Nel 2021 inizia la collaborazione con LoSpeakersCorner pubblicando una serie di novelle, tutte al femminile.

 

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