L’Epifania tutte le feste porta via!

Concluso con una “botta” di dolcezza il periodo natalizio, dal 7 gennaio si ritorna alla “normalità”.

La cosiddetta Befana, la vecchina volante che dispensa regali e dolci, ma anche qualche buon colpo di scopa, è una festività religiosa legata all’Epifania, ovvero manifestazione divina e rivelazione di Cristo.

Una festa cristiana che si innestò su di un preesistente rito pagano legato al culto solare di Mitra, particolarmente sentita dai primi cristiani. L’allegoria dei Re Magi  Gaspare, Melchiorre e Baldassarre, che seguono la scia della stella cometa per trovare il luogo dove è nato il Bambinello, è il simbolo dell’Adorazione.

I Magi, storicamente membri di una tribù dei Medi, nel Nuovo Testamento sono indicati come nobili sacerdoti studiosi di astronomia provenienti dall’Oriente che intrapresero il lungo viaggio guidati e spinti di quell’evento celeste.

I tre sacerdoti portarono in dono  Gesù l’oro, simbolo della sua regalità, l’incenso della Sua sacra natura, e la mirra, segno di estrema unzione, ovvero il presagio della sua morte terrena.

La celebrazione dell’Epifania ricorre il 6 gennaio forse perché secondo il  calendario romano pre-cristiano era la dodicesima notte dopo il solstizio d’inverno, inizio del risveglio della Natura.

Dodici notti, una per ogni mese dell’anno: i romani credevano che in questo periodo entità di natura femminile sorvolassero i campi per propiziare i raccolti dell’estate, figure associate a Diana, divinità lunare protettrice della vegetazione. In seguito la Chiesa cominciò a demonizzare queste entità femminili, che finirono per essere considerate streghe.

Quindi, in origine la Befana veniva identificata come una strega malefica, ma in seguito venne “salvata” dalla leggenda che racconta che i Magi durante il loro peregrinare verso Betlemme non riuscendo a trovare il luogo esatto della nascita di Gesù chiesero ad una vecchina della Giudea quale fosse la strada. La invitarono più volte a seguirli per adorare il Bambinello, ma lei rifiutò.

Quando furono ripartiti, la vecchia donna si pentì di non aver accettato. Mise dei dolci in un sacco e si avviò nella direzione in cui si erano avviati i Magi. Non riuscendo a raggiungerli, per non sbagliare chiedeva conferma del loro passaggio in ogni casa che incontrava, lasciando un pezzetto di dolce ai bambini che le abitavano.

Non ritrovò mai i Magi, né il Bambinello, ma non ha mai desistito dalla sua ricerca. Ancora oggi si ferma in tutte le case del mondo dove ci sono bambini, lasciando un piccolo, dolce dono.

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