Lo scienziato Athanasius Kircher

di Michele Di Iorio

Raimondo Maria De Sangro, VII principe di Sansevero, orfano di madre, fu mandato dai nonni a Roma a studiare a Roma nel Collegio Clementino dei padri Gesuiti,  ove strabiliò i suoi insegnanti per il sapere precoce e per il suo genio in tutto lo scibile umano.

Nella biblioteca del collegio studiò sui testi di Leonardo Da Vinci,  e approfondì quelli di padre Athanasius Kircher, gesuita, filosofo, storico e muselogo, oltre che scienziato.

Ma chi era questo grande erudito, morto prima della nascita di don Raimondo e che fu senz’altro il suo mentore?

Kircher nacque in Germania il 2 maggio del 1602, festa di San Atanasio.

Il padre era dottore in Filosofia e Teologia e musicista dilettante, docente laico al convento di Seligenstadt.

Nel 1612 Athanasius entrò nel collegio dei padri Gesuiti di Fulda e quindi passò come  novizio in quello di Paderborn. La Guerra dei Trent’anni infuriava, così il giovane Kircher riparò a Münster e poi a Colonia, ove completò gli studi scientifici e umanistici.  Frequentò le Università di Coblenza e di Heiligenstadt.

Dopo l’ordinazione sacerdotale nel 1624 a Coblenza, ottenne la cattedra di Filosofia all’Università di Würzburg, dove insegnò anche Matematica e Lingue Orientali, Si trasferì poi ad Avignone, dove ebbe relazioni culturali con lo scienziato Nicolas-Claude Fabri de Peiresc, e poi fu chiamato a Vienna dall’imperatore Ferdinando II per sostituire il matematico di corte Keplero.

Athanasius Kircher volle però insegnare a Roma, dove il papa lo nominò professore di Matematica nel famoso Collegio Clementino.

Studiò la lanterna magica e i primi rudimenti sull’electron, la particella dei filosofi atomisti greci, approfondì la conoscenza dell’elettricità. Si dedicò a ricerche e studi su antichità, archeologia, fisica, alchimia, astronomia, matematica, non tralasciando storia e filosofia.

S’interessò alla vulcanologia e ai fossili preistorici, e fu tra le prime persone ad osservare al microscopio i batteri. Era un antesignano: stabilì che la peste ela sifilide erano causate da un microbo infettivo.

Appassionato sinologo, scrisse una  enciclopedia sulla Cina, individuando la presenza dei cristiani nestoriani in tempi remoti, e tentò di dimostrare che vi fossero collegamenti tra l’antico Egitto e il Cristianesimo.

Kircher fu anche inventore: mise a punto l’orologio magnetico, diversi automi meccanici e  il primo megafono.

Durante un viaggio ebbe modo di visitare la Sicilia, e nella biblioteca del convento di San Salvatore a Messina trovò manoscritti tradotti in latino dal copto. Tornato a Roma approfondì la religione e approcciò i geroglifici egizi degli obelischi tentando di decifrarli attraverso la lingua copta.

Inoltre si dedicò a ricerche per riprodurre i suoni in modo meccanico, prendendo spunto dai primi studi sui registratori meccanici dei greci neoplatonici e della filosofa alessandrina Ipazia.

I suoi ultimi anni di vita trascorsero tra i suoi poliedrici studi: Athanasius Kircher morì a Roma nel 1680.  Un suo manoscritto autobiografico del 1666 fu raccolto dal suo allievo prediletto padre Ruggero Giuseppe Boscovich, che fu docente di Raimondo de Sangro.

Il principe di Sansevero, terminati gli studi al Collegio Clementio rientrò a Napoli e si dedicò subito a ricerche fisiche e alchemiche. Mise a punto tante invenzioni frutto di ciò che aveva appreso, e mantenne una corrispondenza con Boscovich. Lo rivide nel 1763 quando si fermò a Napoli proveniente da Costantinopoli. Nello stesso priodo don Raimondo incontrò l’abate  Nollet, studioso dell’elettricità.

Mettendo insieme tutte le competenze e in particolare gli studi di Kircher, il suo maestro ideale, mise a punto un riproduttore meccanico «… de’ suoni e canti degli uccelli e degli uomini».

Il registratore fu posto nella Cappella Sansevero, nella sala dell’organo, di lato l’altare maggiore. Nel 1954 il prezioso strumento venne rubato e danneggiato gravemente da tre ladri napoletani che subito dopo trovarono la morte in un incidente con il loro furgone a piazza Cavour …

 

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