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Lo Sport è un business?

De Coubertin disse: Fate lo Sport e non fate la guerra. Nè un business: scagionato il marciatore Alex Schwazer 

Sembra un copione già visto: Pantani, Fognini, adesso Alex Schwazer.

Alex, nato a Vipiteno nel 1984, del Gruppo Sportivo Carabinieri, vinse la Medaglia d’Oro nei 50 km di Marcia alla XXIX Olimpiade di Pechino, nel 2008. Una medaglia che certamente avrebbe ottenuto a quelle di Londra del 2012, ma fu un sogno spezzato, perchè gli esami dell’antidoping internazionale lo trovarono positivo all’epopoietrina.

l’EPO, il famigerato ormone glicoproteico, una proteina che in natura è prodotta  dai reni e dal fegato. Usata in Medicina nel trattamento dei pazienti oncologici per contrastare la carenza di globuli rossi, stimola il midollo osseo, che così ne produce in misura maggiore. Nello sport, alcuni atleti ricorrono all’EPO per aumentare velocemente l’ematocrito, il rapporto esistente nel sangue fra plasma e globuli rossi. un risultato che si potrebbe ottenere solo in tempi lunghi e con allenamenti prolungati in altura.

E Alex fu marchiato. Rimase sotto la lente di ingrandimento della WADA e IAAF, rispettivamente Agenzia mondiale antidoping e Agenzia mondiale delle federazioni di atletica.

Così, nuovi prelievi l’1 gennaio 2016 e la sentenza infamante: positivo all’EPO. 8 anni di squalifica nelle competizioni olimpiche per Schwazer.

Recidivo, fatto gravissimo.

Venne espulso dall’Arma dei Carabinieri.

Infamato, diffamato, finito come atleta.

In questi anni, le stranezze riscontrate nel caso Schwazer sono state tantissime: reticenze, mancanza di chiarezza, informazioni fuorvianti da parte degli organi internazionali preposti ai controlli.

La Giustizia italiana apre n procedimento: il Giudice per le indagini preliminari Walter Pelino affida ai RIS di Parma le investigazioni. Le  conclusioni dei Carabinieri evidenziano che alcune delle prove esibite non potevano trovare riscontro in Medicina.

Inizia così il discredito della professionalità del Colonnello dei Carabinieri Lago, comandante dei RIS di Parma, da parte dei consulenti di WADA e IAAF.

Il 18 febbraio 2021 il provvedimento contro Alex viene finalmente archiviato. Nel dispositivo di sentenza depositato al Tribunale di Bolzano si legge che Schwazer è assolto “… per non aver commesso il fatto“.

Si evidenzia, tra l’altro, che la catena di custodia non è stata impeccabile, le provette sono state contrassegnate dallo stesso pseudonimo, che apparentemente rispettava l’anonimato ma poteva rendere i campioni riconducibili alla stessa persona.

“Si ritiene accertato con alto grado di credibilità razionale che i campioni d’urina prelevati da Alex Schwazer siano stati alterati allo scopo di farli risultare positivi. Sussistono forti evidenze del fatto che nel tentativo di impedire l’accertamento dei predetto reato siano stati commessi una serie di reati: falso ideologico, falso processuale e diffamazione”.

Complotto? Interessi privati? E qual era la finalità dell’inganno? Le indagini su questa vergognosa vicenda – che non ha niente a che vedere con lo Sport –  non si fermeranno qui.

Quello che è certo è che Alex ha rialzato la testa. Non ha mai smesso di allenarsi: la Marcia ce l’ha nella testa e nelle gambe.

Il suo  obiettivo? Le Olimpiadi di Tokio, che, rimandate lo scorso anno, dovrebbero tenersi la prossima la prossima estate o nel 2022.

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