Luciano De Crescenzo, “Ti voglio bene assai”

di Antonio Vitale

NAPOLI – Nella sala del Capitolo del Complesso Monumentale di San Domenico Maggiore giovedì 17 dicembre  si è tenuta la presentazione del libro di Luciano De Crescenzo, “Ti voglio bene assai – Storia e filosofia della canzone napoletana”.

Conduttrice della serata, Marsia Lamberti, che si è interfacciata con De Crescenzo in diversi momenti e su diversi argomenti, intervallati da Canzoni Classiche Napoletane eseguite da Carlo Missaglia e brevi video che riportavano spezzoni di film ed interviste.

Una serata piacevole, un paio di ore di intrattenimento fluido e scorrevole fra aneddoti e battute ironiche che l’autore ha costruito con sapiente maestria.

Il percorso dell’ingegnere, figura fredda e razionale, convertito alla filosofia, profonda e imprevedibile, è stato stigmatizzato da alcune riflessioni. Ad esempio sulla Felicità …

Caratteristica legata alla nascita dell’individuo: la casualità del contesto di nascita è stata paragonata da De Crescenzo ad una mano che raccoglie nel cielo tante palline, milioni di sfere, e le lancia nello spazio. Molte di queste arrivano sui diversi pianeti, alcune restano nel vuoto, altre arrivano sulla Terra.

Sicuramente chi nasce in Africa ha una sorte diversa da chi nasce in un Paese industrializzato, ma chi nasce a Napoli è particolarmente fortunato. De Crescenzo si ritiene una di queste palline che lanciata da questa mano è arrivata nella città delle sirene, nel quartiere Santa Lucia, dove è nato e cresciuto.

Infatti ha affermato : «lo sono stato fortunato perché sono nato a Napoli, quella che può essere considerata per definizione la città del canto. Questo libro è la prova provata che Napoli è la patria della canzone». Un libro che non ha però la pretesa di trattare la Storia della Canzone Napoletana, ma semplicemente evidenziando il fatto che rappresenta un linguaggio ulteriore della città.

Fra i vari racconti particolarmente significativo è stato quello sul suo primo amore: quando aveva 16 anni si innamorò di una prostituta. All’epoca c’erano ancora le cosiddette case di tolleranza, dove appunto si verificò l’episodio narrato: in un momento di confidenza la donna gli raccontò della sua vita. Lui si emozionò a tal punto  da piangere, tant’è vero che lei gli rimborsò il denaro della prestazione.

Fra ironia e situazione reale questo aneddoto fa capire che in De Crescenzo già covava lo spirito del filosofo, profondo analista delle varie sfaccettature della vita.

Luciano De Crescenzo e Marsia Lamberti

Luciano De Crescenzo e Marsia Lamberti

Infine Marsia Lamberti, richiamando la vicinanza del Natale chiede a De Crescenzo se preferisce l’Albero o il Presepe e qui lo scrittore ribadisce la differenza già trattata nel suo primo  libro “Così parò Bellavista” nel quale esaltava la caratteristica dei napoletani, definiti presepisti, ed i settentrionali, definiti alberisti, sottolineando ancora una volta la sua natura di “cuorepartenopeo”.

Fra il pubblico molti personaggi della cultura napoletana, come Mimmo Di Francia, autore di molte canzoni Napoletane, Nazario Bruno, studioso e sostenitore della Lingua Napoletana, Liliana Palermo, attrice, Ugo Gatto, conduttore televisivo,  e molti altri ancora.

Grande l’affluenza di persone che alla fine hanno stretto Luciano De Crescenzo in un grande ed affettuoso abbraccio.

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