Lungomare Caracciolo: no al traffico veicolare

Il mondo ambientalista dice con forza no alla riapertura alle auto sul Lungomare Caracciolo

CITTÀ METROPOLITANA DI NAPOLI – I rappresentanti di Legambiente Parco Letterario Vesuvio, Legambiente IRIDE, FIAB Cicloverdi Napoli, WWF Napoli, Green Italia Campania Gente Green sono stati ascoltati dalla Commissione Infrastrutture Mobilità e Protezione Civile e hanno ribadito con forza le ragioni della loro netta contrarietà alla riapertura alle auto del Lungomare Caracciolo.

Napoli è una metropoli europea non può fare passi indietro su provvedimenti di pedonalizzazione che ormai da molti anni hanno segnato un cambio di passo di abitudini per migliore qualità dell’aria e restituire spazi di  vivibilità ai cittadini.

Napoli non può tornare indietro su consolidate scelte per una mobilità sostenibile e andare in controtendenza a quanto si sta facendo in tutte le maggiori città italiane ed europee.

Napoli ha poche aree pedonali, conquistate negli anni con lunghe lotte di cittadini e associazioni: Piazza del Plebiscito, Via Scarlatti, Via Luca Giordano, Via Chiaia, Santa Lucia, il Lungomare. Bisogna tenersele strette e andare avanti, aggiungendo progressivamente sempre altri spazi, alter aree, altre ZTL e Zone 30 in una logica di progressivo abbandono dell’auto privata a favore di una mobilità sostenibile fatta di mezzi pubblici efficienti, elettrici e a basso impatto, mobilità attiva ciclopedonale, micromobilità ed elettrico.

In un momento in cui la transizione ecologica e il contrasto ai cambiamenti climatici vedono impegnati governi e popoli di tutto il mondo verso emissioni zero, Napoli con le sue 500.000 auto in circolazione, i suoi record di inquinamento da polveri sottili, non può segnalarsi all’Europa con provvedimenti improntati sempre a un modello di mobilità che pone al centro l’auto a scapito della salute di cittadini e del Pianeta.

Ritornare al passato è una scelta antistorica: quelle prospettate ancora ieri, in ordine alla gestione e fluidificazione dei flussi e alla creazione di nuovi parcheggi in piena città, denunciano mancanza di visione per il presente e per il futuro.

Napoli non può rinunciare al suo Lungomare libero dalle auto e luogo di relazione, benessere e bellezza.

Il Lungomare Caracciolo è stato il nuovo brand della città attraendo turisti da tutto il mondo.  Sia il New York Times  che CNN – Travel hanno recentemente indicato Napoli fra i 52 posti al mondo da visitare per la presenza di buone pratiche di sostenibilità e una di queste riguarda la mobilità pedonale, assicurata dalle oltre 200 scale, le famose pedamentine o rampe.

Per il lungomare si chiede la definitiva conferma della pedonalizzazione e progetti di riqualificazione che esaltino tale funzione, garantendo ampi spazi in sicurezza a  pedoni, utenze fragili, mobilità ciclabile e spazi adeguati e controllati per le attività commerciali e della ristorazione.

Nel contempo, come più volte chiesto, occorre ripristinare la viabilità già in essere prima del crollo di Palazzo Guevara alla Riviera di Chiaia, potenziare il trasporto pubblico ripristinando il tram che, insieme alle line metropolitane 2 e 6, assicurerebbero collegamenti veloci e a impatto zero con il centro città.

La richiesta di lasciare pedonale il Lungomare Caracciolo è stata sostenuta praticamente da tutte le associazioni presenti all’incontro, che porteranno avanti insieme questa istanza che viene da chi vive Napoli.

E alla città e all’Europa ci rivolgeremo perché Napoli possa guardare al futuro andando allo stesso passo con le scelte di sostenibilità dell’Europa, hanno espresso congiuntamente.

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