Medicina, la prevenzione nelle IST

di Carlo Alfaro

Sono oltre 30 le IST, patologie a trasmissione sessuale che colpiscono la specie umana, a diffusione ubiquitaria in tutto il mondo. L’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) suggerisce di parlare di “Infezioni” piuttosto che “Malattie” sessualmente trasmesse (o trasmissibili), allo scopo di enfatizzare la elevata percentuale di casi caratterizzati da una modesta o addirittura silente espressione clinica.

Agenti eziologici delle IST (Infezioni Sessualmente Trasmesse)  possono essere batteri, virus, protozoi, funghi, ectoparassiti. La prevenzione rappresenta uno degli obiettivi di sanità pubblica ad alta priorità, dato le ripercussioni che hanno sul benessere del singolo individuo e della collettività e i costi economici e sociali. Ciò deriva dall’elevato e crescente numero di persone colpite (anche in rapporto al diffondersi di comportamenti sessuali a rischio), le modalità subdole di contagio (soprattutto per la proporzione rilevante di soggetti asintomatici, ma infetti e infettanti), le gravi sequele, il crescere negli ultimi anni delle resistenze ai trattamenti.

La prevenzione primaria, rivolta ai soggetti sani per evitare che si ammalino, si fonda su interventi mirati a creare sensibilizzazione, informazione e consapevolezza della popolazione e del singolo sulle principali IST, i meccanismi di trasmissione, le manifestazioni cliniche, l’importanza di uno scrupoloso rispetto delle norme igieniche e dell’impiego corretto del preservativo, l’adozione di uno stile di vita che salvaguardi la propria salute sessuale (esempio limitare il numero di partner, informarsi dello stato di salute sessuale del partner, cautela nei rapporti occasionali), i necessari controlli medici da effettuare e i sintomi sospetti che richiedono approfondimento, l’opportunità di effettuare vaccini contro i virus dell’epatite A e B e papilloma umano (HPV).

Target privilegiato delle campagne di prevenzione primaria sono i giovani che si accostano alla sessualità, sia perchè la popolazione compresa tra i 14 e i 18 anni è una delle fasce maggiormente colpite da IST, sia perché buone norme e pratiche precocemente acquisite e interiorizzate vengono conservate in futuro nella vita adulta.

Problemi emergenti dello scenario attuale che rendono i giovani particolarmente a rischio per le ITS sono: una estrema precocità nell’approccio alla sessualità, con abbassamento progressivo dell’età dei primi contatti (secondo il Censis, febbraio 2018, età media del primo contatto sessuale è 16,4 anni e del primo rapporto completo 17,1 anni); scarsa conoscenza o utilizzazione dei presidi di controllo per una procreazione consapevole e la prevenzione delle IST (sempre Censis: primo rapporto sessuale senza alcuna protezione in oltre il 60% dei casi), frequente adozione di stili di vita poco salutari; difficoltà dei giovani adolescenti nell’esprimere in maniera definita e appropriata una domanda di aiuto (prestazioni sanitarie); stimoli dei media e del mercato (televisione, internet, cartelli pubblicitari, videogiochi) con messaggi molto espliciti verso una sessualità libera, disinvolta, acritica, meramente fisica; esplosione del sesso virtuale (cybersex), dove si sperimenta una sessualità esasperata e trasgressiva, ma finta e distorta; amplificata facilità di incontri sessuali occasionali dovuta all’utilizzo di internet e delle App. A ciò si aggiunga l’impulsività degli adolescenti, favorita dal ritardo maturativo dell’area che presiede alla capacità di giudizio, la corteccia prefrontale, definita area di ripensamento assennato, cui spetta il compito di controllare l’area del cervello, l’ippocampo, responsabile dei bisogni primari, tra cui il sesso.

Nell’ambito degli interventi di prevenzione primaria, si inserisce la campagna di Comunicazione rivolta ai giovani IST, conoscerle per prevenirle, messa in campo quest’anno dal Ministero della Salute assieme a Fnomceo (Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri). Tre le fasi della campagna: primo step, la distribuzione di pieghevoli e locandine negli studi dei pediatri, dei medici di medicina generale, degli specialisti, presso gli Ordini dei medici, nelle farmacie e presso le ostetriche, per informare circa modalità di contagio, possibili sintomi, strumenti di prevenzione, diagnosi e terapia delle sette patologie sessualmente trasmissibili a maggior incidenza, HIV/AIDS, HPV, epatiti virali, sifilide, chlamydia, gonorrea, herpes genitale, oltre alle modalità di prevenzione valide per tutte le IST e l’invito a rivolgersi al medico o a chiamare il Telefono Verde dedicato dell’Istituto Superiore di Sanità 800861061.

Il secondo passo della campagna consisterà in una App scaricabile gratuitamente dai principali store. A conclusione, la trasmissione di uno spot-video promozionale della campagna di prevenzione realizzato con linguaggio adatto agli adolescenti.

Al di là delle campagne globali, l’educazione alla sessualità consapevole, sana e protetta andrebbe inserita nel piano di offerta formativa della scuola. I bisogni informativo-educativi degli studenti in questo campo attengono alla costruzione di individualità solide nell’autostima e serene nei rapporti con i coetanei e con le figure di riferimento, in modo da sviluppare abilità personali di autonomia ed emancipazione, necessarie a operare scelte consapevoli e responsabili per quanto concerne uno stile di vita sano, soprattutto in ambito affettivo-sessuale.

La ricognizione effettuata nell’ambito del programma ministeriale Guadagnare Salute, dopo una rigorosa valutazione di specifici indicatori di efficacia e di riproducibilità, ha individuato come metodologie di intervento di comprovata efficacia nell’ambito della prevenzione delle IST quelle basate sul processo di peer education, grazie alla sua peculiarità di esperienza di giovani tra i giovani. Un intervento per la prevenzione delle IST in ambito scolastico deve innanzitutto dare massima attenzione ai linguaggi e alle modalità comunicative. L’informazione, per quanto scientificamente corretta, deve risultare chiara, completa e comprensibile. L’uso del profilattico è al centro della educazione alla sessualità sicura.

È importante imparare come usare correttamente e coerentemente i profilattici, come a esempio fin dall’inizio del rapporto sessuale e anche durante i rapporti orali, oltre ad acquistarne di comprovata qualità. Si deve far notare però che il profilattico, il profilattico femminile e il dental dam (usato sulla bocca per proteggersi durante un rapporto sessuale oro-genitale) hanno una funzione di barriera esclusivamente sulla zona che coprono. Vanno perciò adottate strategie comunicative di leggerezza, in cui l’oggetto preservativo è inserito nei codici della ordinarietà, come altri presidi parasanitari: spazzolino, assorbente, collutorio, deodorante, casco della moto.

La prevenzione secondaria, che interviene su soggetti già ammalati, mediante la diagnosi precoce in fase asintomatica, punta a programmi di screening, soprattutto col consiglio di sottoporsi periodicamente ai test per IST se sessualmente attivi, o comunque subito a seguito di un rapporto a rischio. La diagnosi convenzionale delle ITS si basa sugli esami di laboratorio, sia attraverso prelievo di un tampone biologico (nella sede scelta in base al tipo di rapporti sessuali praticati), su cui effettuare la coltura o i test rapidi di amplificazione genica per rilevare direttamente il genoma del microbo, sia sul siero per la ricerca di anticorpi, come per sifilide e HIV. I Centers for Disease Control and Prevention americani raccomandano a tutte le donne sessualmente attive un test annuale per la clamidia a partire dai 26 anni, e test annuali per clamidia, sifilide, gonorrea e HIV a tutti i maschi omosessuali. Attualmente in Italia non è stato predisposto alcun piano di screening a livello nazionale, ad eccezione di test per lue, HBV e HIV nelle donne in gravidanza.

Un altro aspetto della prevenzione secondaria delle IST consiste nella gestione del o dei partner sessuali del paziente con diagnosi accertata (partner notification), allo scopo di mettere in atto interventi di screening e di trattamento. La tempestività di diagnosi e cura, estesa al/ai partner, è indispensabile per interrompere la catena dei contagi (breaks the chain of transmission, secondo i dettami dell’OMS).

Riguardo al trattamento precoce, alcune IST, come la sifilide, la gonorrea, la clamidia, la tricomoniasi, sono curabili, mentre l’herpes, l’epatite B, l’HIV/AIDS e l’HPV sono trattabili ma non curabili definitivamente.

Inoltre, la resistenza agli antibiotici sta creando problemi per alcuni microorganismi, come nel caso della gonorrea. Negli ultimi decenni, il gonococco ha sviluppato resistenza a diverse classi antimicrobiche come sulfonamidi, penicilline, tetracicline, macrolidi, fluorochinoloni e, più recentemente, cefalosporine di terza generazione (gonorrea multi-resistente, MDR). Nei primi mesi del 2018 sono stati riportati nel Regno Unito e in Australia i primi tre casi di infezione da gonococco ampiamente resistente a tutti i farmaci (XDR). L’utilizzo di test rapidi di suscettibilità potrebbe limitare la diffusione delle resistenze agli antibiotici.

Una condizione particolare, nel caso di esposizione al rischio di trasmissione di HIV, è la possibilità di fare un ciclo profilattico di farmaci antiretrovirali somministrati entro 48-72 ore e proseguito per quattro settimane (Profilassi Pre-Esposizione).

La prevenzione terziaria fa riferimento infine a tutte le azioni volte al controllo clinico-terapeutico della malattia per prevenirne le complicazioni.

 

Il dottor Carlo Alfaro, sorrentino, classe 1963, è un medico pediatra Dirigente Medico di I livello presso gli Ospedali Riuniti Stabiesi della ASL NA3Sud, Responsabile del Settore Medicina e Chirurgia dell’Associazione Scientifica SLAM Corsi e Formazione, e Consigliere Nazionale della Società Italiana di Medicina dell’Adolescenza (SIMA).

Inoltre è giornalista pubblicista, organizzatore e presentatore di numerosi eventi culturali, attore di teatro e cinema, poeta pubblicato in antologie, autore di testi, animatore culturale di diverse associazioni sul territorio, direttore artistico di manifestazioni culturali.

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