Miglio d’Oro, un distretto turistico del ‘700

È dalla costruzione della Reggia di Portici che nacque il particolare fenomeno architettonico che fu il sistema delle Ville Vesuviane del Miglio d’Oro, patrimonio immateriale dell’UNESCO

di Tonia Ferraro

Dal Settecento, con la costruzione della Reggia estiva voluta da Carlo di Borbone, l’aristocrazia di corte realizzò nella zona compresa tra il Vesuvio e il mare innumerevoli Casini di Delizie, soprattutto lungo il cosiddetto Miglio d’Oro, il tratto della Strada Regia per le Calabrie che da Napoli va Torre del Greco, dando vita a un vero e proprio “sistema”.

Nel 1738 re Carlo aveva acquistato aree verdi e alcune ville per impiantarvi la sua residenza immersa in un ampio parco. I lavori della Reggia terminarono nel 1742. Nel Bosco Reale venne creata una suggestiva armonia fra architettura e paesaggio.

Così come per la Reggia, i giardini delle Ville Vesuviane erano scenografici. Le valenze paesaggistiche delle Ville Vesuviane erano di due tipi: quelle “a monte” con vedute orientate verso il Vesuvio, quelle “a valle” verso il mare. La loro destinazione era … agricola o di luogo di delizia (una distinzione fra ville rustiche sul settore pedemontano e ville marittime lungo la costa era già in età romana). (Cesare De Seta)

Nel 1747 l’abate Placido Troyli, nella Istoria Generale del Reame di Napoli, riportava che già in quella data esistevano … cento altre ville di principi, di cavalieri, di ministri, di mercadanti, di avvocati, e di altre persone di buon gusto, che ivi senza ri­sparmio di spesa, e con la dovuta architettura si sono fabbricate.

Altri edifici già esistenti a Portici vennero ristrutturati o ampliati, come Villa Nava, che sorse dalle “ceneri, di Villa Leucopetra (XVI secolo), Palazzo Valle (XVI secolo), Palazzo Mascabruno (XVII secolo), Villa d’Elboeuf (1711), Palazzo Ruffo di Bagnara (1720), Villa Meola (1724), Villa Caravita (1730).

Sono 122 gli immobili monumentali del ‘700, compresi nel territorio di Napoli, San Giorgio a Cremano, Portici, Ercolano e Torre del Greco, Comuni che aderirono al Patto territoriale. Dal 1997 sono patrimonio di Biosfera dellUnesco. 

Per censire, salvaguardare e valorizzare il patrimonio artistico e architettonico venne creato l’Ente Ville Vesuviane, Istituito nel 1971 con legge 578/71. Inizialmente era un “consorzio” tra Stato, Regione Campania, Provincia di Napoli e i comuni vesuviani che avevano dato la loro adesione.

Nel 2009 divenne Fondazione Ente per le Ville Vesuviane.  La sua mission è indirizzata alla realizzazione di una offerta turistica basata sulla fruizione dei beni culturali e della sostenibilità ambientale, ai fini della crescita economica e della coesione sociale del territorio.

Le Ville Vesuviane censite sono 122, ovvero quelle che insistevano nei  Comuni aderenti al Patto Territoriale del Miglio d’Oro, ma ve ne sono ancora altre, purtroppo non comprese nel programma di salvaguardia e valorizzazione.

A Portici se ne contano ben 31:

  • Palazzo Amoretti (via Amoretti nn.80-82-84-90)
  • Villa Aversa (corso Garibaldi n.223)
  • Esedra ex Villa Buono
  • Palazzo Capuano (piazza San Ciro)
  • Villa d’Amore (via De Gregorio n.6)
  • Villa d’Elboeuf (Granatello)
  • Palazzo di Fiore (via Bonaventura Zumbini n.12)
  • Villa Emilia (corso Garibaldi n.16)
  • Palazzo Evidente (Corso Garibaldi n.93)
  • Villa Gallo (corso Garibaldi n.90)
  • Palazzo Landriani (via Gravina n.8)
  • Villa Lauro Lancellotti (corso Garibaldi n.229)
  • Villa Maltese (via Università)
  • Palazzo Mascabruno (via Università n.48-50-54)
  • Villa Mascolo (via Scalea n.32)
  • Villa Menna (corso Garibaldi n.115)
  • Villa Meola (via Marconi n.49)
  • Villa Nava (corso Garibaldi n.239)
  • Villa Ragozzino (via Edoardo Dalbono n.13)
  • Palazzo Reale
  • Palazzo Ruffo di Bagnara (corso Garibaldi nn.61-73-85)
  • Palazzo Serra di Cassano (via Bonaventura Zumbini n.38)
  • Villa Sorvillo (via Bonaventura Zumbini n.51)
  • Villa Starita (via Cupa Farina n.2)
  • Palazzo Valle (via Università n.93)
  • Villa Zelo (via dell’Addolorata n.35)
  • Palazzo corso Garibaldi n.28
  • Palazzo corso Garibaldi n,40
  • Palazzo corso Garibaldi n.100
  • Palazzo corso Garibaldi n.101-111
  • Rudere di edificio settecentesco corso Garibaldi n.316

Di alcuni di questi edifici monumentali se ne conosce a fondo la storia, mentre di altre si sa poco, anche perché il lungimirante Carlo di Borbone, per incentivare la corte a costruire ville e giardini rococò e neoclassici in prossimità della Reggia – creando quasi un distretto turistico – concesse sgravi fiscali, ragion per cui non vennero registrati al Catasto Onciario. Quindi, difficilmente si riesce a risalire ai committenti e agli architetti e ingegneri che le realizzarono.

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