Na*twork, un progetto per attrarre talenti

Come prendere in mano la propria vita e farne un capolavoro. Non più fughe di cervelli: talenti nostrani insieme con Na*twork

di Maurizio Longhi

Quante volte si sente dire che bisogna valorizzare i talenti autoctoni? Quante volte si sentono esponenti delle istituzioni che si propongono di combattere la fuga dei migliori cervelli? Ma poi, nel concreto, quali azioni vengono messe in campo?

A volte fare ricorso all’autodeterminazione è la scelta più appropriata, come a dire: Prendiamo noi in mano la nostra vita e insieme faremo cose grandi.

Cosa c’è di più grande che condividere idee di crescita, visioni di futuro ed esperienze formative allo scopo di costruire una società che faccia della cooperazione e dell’arricchimento reciproco dei propri baluardi?

Na*twork è un progetto nato con propositi nobili. Per conoscerlo meglio, sentiamo uno dei suoi promotori, Roberto Mendone, imprenditore di 36 anni che opera nel mondo del turismo: Il nostro progetto è nato dalla constatazione di una triste realtà che non va negata ma con cui bisogna fare i conti: a Napoli si continua ad assistere ad una massiccia emigrazione di talenti, la città si sta depauperando del suo capitale umano, noi ci proponiamo di contrastare questo fenomeno facendo rete e creando contatti tra professionisti di qualsiasi settore. L’idea che abbiamo lanciato ha attecchito grazie al contributo di tanti professionisti con i quali avevamo condiviso anche esperienze universitarie. Una delle parole d’ordine è proprio questa: condivisione. Attraverso la condivisione di esperienze, la nascita di nuove relazioni, il confronto costruttivo, ci si può sentire più forti per affrontare le sfide che ci attendono nel futuro. Pensiamo un po’ alla vita quotidiana per fare un esempio pratico e concreto, quante volte ci si affida ad un professionista, che sia un medico o un idraulico, su suggerimento di una terza persona? Noi vogliamo raccogliere quanti più professionisti che operino negli ambiti più disparati in modo da creare una rete di contatti che possa giovare a ciascuno. Capita spesso che, anche grazie ad una semplice chiacchierata, nascano progetti comuni. Un imprenditore, per esempio, ha accolto nel suo team una persona esperta nel campo digitale avendo proprio bisogno di una figura con quelle determinate competenze. Non vogliamo che i talenti restino inespressi o che per esprimersi debbano fare una valigia e lasciare la propria terra, ogni professionista è una risorsa e come tale va valorizzata.

Tutta questa passione deve necessariamente essere canalizzata in iniziative concrete per promuovere quanto ci si propone di realizzare. Come ogni nuova realtà che si rispetti, bisogna trovare il modo di raggiungere gli altri: Organizziamo eventi di varia natura, abbiamo una area del sito a cui si può accedere per presentare la propria candidatura, ogni settimana, nell’impossibilità di vederci in presenza a causa della pandemia, fissiamo delle riunioni online per conoscerci e scambiare idee e opinioni. Puntiamo molto sull’inclusività ma nello stesso tempo specifichiamo che non ci interessa tanto la quantità bensì la qualità, preferiamo contare su gente convinta e motivata anziché una quantità spropositata destinata a disperdersi. Oltre alla condivisione, un’altra parola chiave è formazione. Abbiamo in cantiere diversi percorsi di formazione, abbiamo già un professionista esperto di negoziazione che metterà a disposizione la sua competenza per aiutare la crescita di altri colleghi. Ci tengo a sottolineare che tutto è completamente gratuito, però, ci aspettiamo una responsabilizzazione da parte di tutti e mi spiego meglio: chi partecipa ad un evento e lo trova arricchente, ci farebbe piacere che a sua volta ne organizzasse un altro. Per fare questo c’è bisogno che tutti si sentano parte integrante di un progetto che mira alla crescita di ogni singolo professionista.

Infine, l’imprenditore partenopeo ci tiene a precisare che per Na*twork tutti gli aderenti sono sullo stesso piano. Per questo non c’è una struttura gerarchica con dei ruoli assegnati: Non ci sono cariche elettive, non c’è una composizione verticistica ed è la linea che vorremmo sempre mantenere. Poi se in futuro dovesse diventare necessario costituire una associazione con delle rispettive figure di riferimento, ci adegueremmo ma senza snaturare i principi di inclusività e reciprocità a cui ci ispiriamo.

Na*twork | City networking: per maggiori informazioni https://natwork.it

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