Nocturama, il film alla rassegna Cinemardi di Palermo

di Renato Aiello

PALERMO.

Mentre è notizia recente  l’arresto di sei siriani che stavano preparando un attentato in Germania ai mercatini di Natale di Hessen, al cinema De Seta di Palermo viene riproposto, nella serata del 21 novembre alle ore 21 per la rassegna Cinemardi #5, il film francese Nocturama, rifiutato nel 2016 al Festival di Cannes per ragioni politiche.

Ragioni dettate soprattutto a suo tempo dagli attacchi ancora caldi al Bataclan e allo Stade de France del novembre 2015, costati quasi un centinaio di vite. La pellicola di Bertrand Bonello, disponibile anche su Netflix oltre che alla kermesse organizzata dall’Institut Français di Palermo, tratta il tema del terrorismo e racconta la preparazione, inquietante e sinistra, di un attacco in un centro commerciale da parte di un gruppo di giovani.

Ognuno per conto proprio comincia uno strano balletto tra i dedali della metropolitana e delle strade della capitale. I ragazzi sembrano seguire un piano. I loro gesti sono precisi, quasi pericolosi. Convergono verso un unico punto, un grande magazzino, all’orario di chiusura. Presto Parigi esploderà nelle loro infauste intenzioni.  A spingerli però non c’è nessuna motivazione ideologica, religiosa, filo islamica, anarchica o insurrezionalista.

Ed è proprio questo a fare paura nel piano scellerato, la matrice nichilista di una generazione autodistruttiva. Già Haneke con Caché – Niente da Nascondere nel 2005 aveva ritratto i figli della buona borghesia francese intenti a perseguire logiche assurde nei loro propositi di violenza e terrore – in quel caso si trattava del rapporto padri figli.

Nocturama è un film che non intende rendere conto della realtà o dell’attualità – per quanto vicine, scottanti e insopportabili – ma si propone di captare un sentimento del mondo e della Storia in fieri grazie a una scrittura cinematografica che fa propri gli strumenti della poesia – laddove ce ne sia ancora traccia, nel rituale macabro -, della musica, del cinema horror o fantastico.

Un film fulminante, tragico, bello e intelligente, un’opera d’artista e d’esteta ma anche un film politico: un’istantanea di un mondo svuotato, sull’orlo del precipizio, e che ormai non può che passare di catastrofe in catastrofe.

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