Parco del Vesuvio: intervista al presidente Casillo

di Tonia Ferraro

Il Parco nazionale del Vesuvio nacque il 5 giugno 1995 per Decreto del Presidente della Repubblica. Lo scopo dell’Ente è salvaguardare il territorio e l’Ambiente, conservarne non solo le bellezze naturalistiche ma anche storia, valori e tradizioni, nonché favorire la ricerca scientifica. La sua sede è allocata nel comune di Ottaviano.

parcovesuvio

L’area compresa nel Parco del Vesuvio, si sviluppa intorno all’unico vulcano continentale ancora attivo d’Europa. Il territorio è fortemente antropizzato e vanta una produzione enogastronomica unica per varietà e sapori

L’area che interessa il Parco nazionale del Vesuvio si estende su di una superficie ci circa 80 km². Nei suoi confini ricadono 13 Comuni: Boscoreale, Boscotrecase, Ercolano, Massa di Somma, Ottaviano, Pollena Trocchia, San Giuseppe Vesuviano, San Sebastiano al Vesuvio, Sant’Anastasia, Somma Vesuviana, Terzigno, Torre del Greco, Trecase.

Un piccolo parco ma che di per sé è un ecosistema: oltre a più di 230 varietà di minerali, vi hanno dimora diverse specie vegetali e una ricca fauna, anche perché, oltre a quelli stanziali come il falco di palude e l’averla capirossa, è tappa di uccelli migratori.

La rete di sentieri del Parco nazionale del Vesuvio è articolata in 9 tracciati: La Valle dell’Inferno, Il Monte Somma, Lungo i Cognoli, Il Gran Cono, La Riserva Tirone, Il fiume di lava, Il trenino a cremagliera, La Strada Matrone, Il Vallone della Profica.

La gestione di un territorio così complesso, benché piccolo, non è semplice: deve essere integrata e congiunta non solo con i 13 comuni sopracitati ma anche con le aree contigue al Parco, il Miglio d’Oro e in particolare le città che ospitano le Ville Vesuviane.

Agostino Casillo
Agostino Casillo

Lo scorso marzo è stato nominato Presidente dell’Ente Parco del Vesuvio Agostino Casillo.

Casillo, manager 33enne, è un uomo che appartiene al territorio: è nato a San Giuseppe Vesuviano. Lo Speakers Corner lo ha incontrato e ha scambiato qualche parola con lui.

Quali sono i primi interventi che saranno effettuati?

La prima cosa di cui mi occuperò è la questione sentieristica, perché anche se non tutti sono messi male c’è da fare la manutenzione. Un occhio attento anche alla segnaletica, che deve accogliere e guidare il visitatore che viene al Vesuvio.

Ho già avuto un incontro con le guide turistiche, che sono il nostro front off: i visitatori si confrontano direttamente con loro. È vero che c’è il cratere, il nostro grande attrattore, ma anche lì bisogna sistemare la logistica, favorire i flussi, perché lì delle cose non funzionano. Poi c’è tutta l’area dei percorsi minori -non per bellezza ma perché meno conosciuti – da valorizzare. Il lavoro da fare è tanto: perciò la prima cosa è riqualificare interamente l’area. E poi, se ogni Comune avesse la responsabilità del proprio pezzo di territorio funzionerebbe sicuramente tutto molto meglio. Il Parco ha soltanto 15 dipendenti in tutto.

E quindi per quanto riguarda la struttura amministrativa?

Anche lì c’è tanto da fare: bisogna assolutamente sburocratizzare, aggiornare. Infatti sto anche facendo rimodernare il sito web ufficiale. Non solo: serve più informazione e comunicazione. L’Ente Parco Vesuvio non partecipa ad una fiera da anni, ad esempio … Queste criticità sono sintomatiche e fanno capire che ci sono problemi di fondo che devono essere risolti. Il Parco vuole vivere ed essere l’espressione di questo territorio, Oltretutto c’è molto associazionismo che si dedica al Parco, gente piena di passione che sono gli alleati ideali nella difesa del territorio. Dobbiamo lavorare molto su questo.

Il mese prossimo partirà una campagna d’ascolto settoriale. Incontrerò prima i produttori della filiera enogastronomica vesuviana per capire quali sono le loro esigenze. Poi le varie associazioni, anche quelle che fanno sport. E ancora gli operatori che si occupano di promozione del territorio. Alla fine tireremo fuori una carta che dovrà essere una guida per tutte le attività che si svolgono nell’area vesuviana. Posso avere un mio punto di vista, ma bisogna anche tener conto delle singole esigenze. Naturalmente ogni cosa sarà realizzata sempre mantenendo il rispetto dell’Ambiente, ma in modo che possa fare sviluppo: se degradiamo economicamente, degradiamo anche ambientalmente.

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