Parenti Serpenti con Lello Arena al Teatro Augusteo di Napoli

di Renato Aiello

NAPOLI. Al Teatro Augusteo da venerdì 12 fino a domenica 21 gennaio 2018, Lello Arena sarà in scena con lo spettacolo “Parenti Serpenti” di Carmine Amoroso, con Giorgia Trasselli e, in ordine di apparizione, Raffaele Ausiello, Andrea de Goyzueta, Carla Ferraro, Autilia Ranieri, Annarita Vitolo, Fabrizio Vona, per la regia di Luciano Melchionna.

Arena è il protagonista della divertente e amara commedia resa celebre dal film di Mario Monicelli dei primi anni ’90, pellicola interpretata a suo tempo da Alessandro Haber, Monica Scattini, Marina Confalone, Cinzia Leone, Paolo Panelli e Pia Velsi. In questa cornice teatrale la produzione è affidata all’Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro in collaborazione con Bon Voyage Produzioni e con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi 2016

Un Natale a casa dei genitori anziani che aspettano tutto l’anno quella festa, occasione per rivedere i figli cresciuti, andati a lavorare in altre città. Uno sbarco di figli e parenti affettuosi e premurosi che si riuniscono, ancora una volta, per cercare di spurgare le nevrosi ed esternare le stanche dinamiche di coppia di cui sono ormai intrisi. Gli amati genitori vogliono però cambiare le cose e chiedere ai loro figli di essere accuditi: chi si farà carico della loro richiesta?

Luciano Melchionna, creatore di Dignità Autonome di Prostituzione, costruisce uno spaccato di vita familiare assolutamente attuale, in un crescendo di situazioni esilaranti e spietate già note agli amanti ed estimatori dell’opera di Monicelli, in cui però tutti noi possiamo ancora riconoscerci, soprattutto dopo queste feste natalizie.

Nelle note regia Melchionna si esprime così: «Immaginare Lello Arena, con la sua carica comica e umana, nei panni del papà – interpretato da Panelli nel film di Monicelli – mi ha fatto immediatamente sorridere, tanto da ipotizzare il suo sguardo come quello di un bambino, intento a descrivere ed esplorare le dinamiche ipocrite e meschine che lo circondano, in quei giorni di festività: è un genitore davvero in demenza senile o è un uomo che non vuol vedere più la realtà e si diverte a trasformarla e a provocare tutti?

Andando via di casa, diventando adulti, ogni figlio ha dovuto fare i conti con la realtà, ha dovuto accettare i fallimenti e ha imparato a difendere il proprio orticello mal coltivato, spesso per incuria o incapacità, ma in quelle pause di neve e palline colorate ognuno di loro si impegna a mostrarsi spensierato, affettuoso e risolto. All’improvviso però i genitori, fino ad allora autonomi punti di riferimento, esprimono l’esigenza di essere accuditi come hanno fatto anni prima con loro: uno dei figli dovrà ospitarli e prendersi cura della loro vecchiaia, aggiudicandosi soldi, pensione e casa materna.

Un terremoto segna una crepa nell’immobilità familiare, dalla quale un gas mefitico si espanderà e inquinerà l’aria. Sarà la soluzione più spicciola e più crudele a prendere il sopravvento, come sanno gli spettatori della commedia cinematografica.

Verità o paradosso che sia, spesso la realtà supera la fantasia. Ciò mi ha spronato ad affrontare questo testo che ha la peculiarità rara di fotografare uno spaccato di vita famigliare sempre  attuale, purtroppo. Si può far ridere nel raccontarlo, nel ritrarre le spumeggianti gag, ma allo stesso tempo non si può riflettere senza una profonda amarezza, magari scoprendo – per contrasto – la possibilità di una maggior coerenza nei rapporti e negli affetti, così da ricordarsi le meravigliose responsabilità che un cordone ombelicale, come quello tra genitori e figli, impone.

Viviamo in un’epoca in cui i valori, primo fra tutti il rispetto, stanno sparendo e l’egoismo sta prendendo decisamente il sopravvento sulla carità umana e sulla semplice, fondamentale, empatia. Prima o poi saremo tutti dei vecchi bambini bisognosi di cure, a patto però di non trasformarci in soprammobili polverosi, inutili e ingombranti.

In quest’epoca in cui tutto e il contrario di tutto sono la stessa cosa ormai, con questa commedia si passa dalle risate, per il tratteggio grottesco e a tratti surreale dei personaggi, al più turpe cambiamento di quegli esseri che da umani si trasformeranno negli animali più pericolosi e subdoli: i serpenti».

Giorni e orari spettacoli

Venerdì 12 alle ore 21:00

Sabato 13 alle ore 21:00

Domenica 14 alle ore 18:00

Martedì 16 alle ore 21:00

Mercoledì 17 alle ore 18:00

Giovedì 18 alle ore 21:00

Venerdì 19 alle ore 21:00

Sabato 20 alle ore 21:00

Domenica 21 alle ore 18:00

Prezzi

Platea poltrona € 35,00

Galleria poltroncina € 25,00

Per aquistare il biglietto online seguire questo link:

http://www.bigliettoveloce.it/new_spettacolo.aspx?id_show=5192

Informazioni sono disponibili al sito www.teatroaugusteo.it o telefonando al botteghino: 081414243 – 405660, dal lunedì al sabato tra le ore 10:30 e le ore 19:30. La domenica dalle ore 10:30 alle ore 13:30.

 

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