Passato, presente e futuro a Pompei

di Renato Aiello

POMPEI (NA) – Il simbolo del Terzo Paradiso è la riconfigurazione del segno matematico dell’infinito ed è composto da tre cerchi consecutivi. I due cerchi opposti significano natura e artificio, l’anello centrale è la congiunzione dei due e rappresenta il grembo della rinascita. Un segno che il Maestro Michelangelo Pistoletto ha trasposto in un nuova visionaria installazione artistica, che genererà martedì 14 marzo, un’azione collettiva che racconta il passato, il futuro e il presente di Pompei proprio nel sito degli scavi.

L’installazione, realizzata in occasione della Giornata Nazionale del Paesaggio, l’iniziativa del MIBACT (Ministero per i Beni, le Attività Culturali e il Turismo)  in programma proprio in occasione dell 14 marzo  resterà visibile nella Palestra grande pompeiana fino al mese di luglio.

Un grande evento che coinvolgerà, nel corso della giornata a partire dalle ore 10, visitatori del sito, studenti delle scuole e personale della Soprintendenza nella realizzazione interattiva di questa grande “oper-azione” che unisce passato, presente e futuro, anche attraverso l’utilizzo di materiali simbolici diversi e di un flash-mob.

Alle ore 12.30 Pistoletto incontrerà il pubblico e la stampa per raccontare il significato della sua opera e il suo riproporsi continuo in luoghi e contesti sempre differenti. Saranno presenti il Direttore Generale Soprintendenza Pompei Massimo Osanna, Fortunato D’amico di Città dell’Arte-Fondazione Pistoletto, Paolo Mighetto, curatore per la Soprintendenza Pompei della performance e Gianluca De Marchi di URBAN VISION, main sponsor dell’evento.

Michelangelo Pistoletto scrive nel 2003 il manifesto del Terzo Paradiso e ne disegna il simbolo, costituito da una riconfigurazione del segno matematico d’infinito. Il grande disegno dei cerchi si ispira al Teorema della Trinamica, ovvero la dinamica del numero 3. La combinazione di due unità che danno vita a una terza unità distinta e inedita. Dunque il 3 come rinascita che avviene per combinazione fortuita, o voluta, fra due soggetti.

A Pompei il Terzo Paradiso si integra e si realizza con tutti quei materiali  che hanno contribuito a costruirla nel passato  e continuano a trasformarla nel presente e per il futuro. E dunque lapilli, pomici, blocchi di tufo, scarti ceramici, residui di gesso dei  calchi come fossili della civiltà perduta ma anche materiali di cantiere, attrezzi degli archeologi usati per salvaguardare la storia del sito e dell’umanità, la ruota di un mulino ad acqua, nel cerchio del passato. Antenne wi-fi, i braccialetti elettronici, un computer, a simboleggiare invece il futuro, con la sua tecnologia. Il cerchio centrale è la nuova vita del Sito che si rigenera continuamente tra il passato e il futuro e dove la natura riprende il suo ruolo, con le piante, le erbe e i fiori un tempo coltivati a Pompei e di cui gli studiosi hanno ritrovato i semi tra le ceneri.

Si genera così un’armonia che l’uomo ritrova solo attraverso la ricerca di un rapporto equilibrato con l’ambiente. Grandi casse di legno da scavo, “mattoni” di Pompei, posti su una superficie specchiante conterranno i vari materiali che saranno  disposti dai partecipanti nel corso del grande evento. La superficie specchiante metaforicamente riflette il cielo sotto il quale si svolge la vita dell’umanità, con le sue gioie i suoi progressi, i suoi drammi.

Dopo l’esposizione di Mitoraj con busti e sculture sospese tra il metafisico e l’onirico, ancora una volta le rovine di Pompei tornano a respirare il vento fresco dell’arte contemporanea con le sue novità più energetiche e fiammeggianti.

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