Più La Mennulara per tutti

Correva l’anno 2002. Esplose La Mennulara, romanzo che fa conoscere al mondo Simonetta Agnello Horby e che la fa amare. Quasi vent’anni dopo la scrittrice ritrova i capitoli persi a causa di un cambiamento di computer e perciò mai consegnati all’editore Feltrinelli. Giovedì 7 febbraio alle 18 Roberto Ippolito, autore di libri d’inchiesta e organizzatore di eventi culturali, festeggia Agnello Hornby nel giorno dell’uscita della nuova edizione rivista e accresciuta nella libreria Nuova Europa I Granai in via Mario Rigamonti, Roma.

La Mennulara, chiamata così perché raccoglitrice di mandorle da piccola, trascorre una vita come domestica della famiglia Alfallipe ma sorprendentemente anche oculata amministratrice del suo patrimonio, ora si rivela più sensuale. E l’atmosfera e gli agganci della società siciliana dei primi anni sessanta hanno ancora più risalto. Una grande storia siciliana oggi ancora più ricca di fascino e dettagli.

Il dibattito con Roberto Ippolito e  Simonetta Agnello Horby scandaglia nelle vicende di un personaggio di cui tutti ne parlano pagina dopo pagina, odiandola o esprimendo gratitudine nei suoi confronti, maledicendola o ammirandola. Comunque stiano le cose, un fatto è certo: sarà una festa per La Mennulara e l’abito appena cucito per lei.

La spirale di commenti, successivi alla morte, sulla buona o mala condotta della protagonista, vero motore della narrazione, con questa nuova edizione del best seller di Simonetta Agnello Hornby si avvale di alcune voci in più, a sostegno della complessità psicologica sua e della società in cui agisce.

Simonetta Agnello Hornby, nata a Palermo, è cittadina italiana e britannica: vive a Londra dal 1972 dove ha svolto la professione di avvocato dei minori. Tra i suoi libri con Feltrinelli Il veleno dell’oleandro, Caffè amaro e Nessuno può volare. Da quest’ultimo è stato ricavano il docufilm omonimo con il figlio George per laeffe. Con Sellerio è uscito Un filo d’olio. Nel 2016 il presidente della Repubblica le ha conferito l’onorificenza dell’Ordine della Stella d’Italia nel grado di Grande Ufficiale.

Roberto Ippolito ha firmato Eurosprechi dopo Ignoranti e Abusivi con Chiarelettere. In precedenza Evasori e Il Bel Paese maltrattato editi da Bompiani e prima ancora ha pubblicato con Laterza. Ippolito porta la cultura nei luoghi più vari, ideando eventi nei centri commerciali come nei musei, allestendo giri in pullman o individuando strade particolari. Ha curato l’economia per il quotidiano La Stampa e diretto la comunicazione di Confindustria e le relazioni esterne dell’Università Luiss, dove è stato docente alla Scuola superiore di giornalismo.

 

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