Figli di Portici famosi: Bonaventura Zumbini

di Stanislao Scognamiglio

Si parla spesso di  personaggi porticesi per nascita dei quali si sta perdendo il ricordo. Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Bonaventura Zumbini è nato a Pietrafitta, in provincia di Cosenza, il 10 maggio 1836, da Tommaso e da Maria Orlando.

Studioso autodidatta, spinto dall’intenso interesse per la produzione letteraria, ha acquisito un’ampia cultura nel campo della letteratura sia italiana che straniera.

Nel 1861, a Cosenza, ha fondatore il giornale Il Calabrese.

Ha cominciato la sua carriera nel mondo della scuola a Cosenza, dove dal 10 aprile 1862, ha rivestito il ruolo di ispettore reggente distrettuale delle Scuole primarie; dal 20 febbraio 1865 è stato professore alla Scuola normale maschile; dal 29 settembre 1867 al 13 settembre 1868, ha diretto la Scuola normale maschile.

Nel 1868 arrivato a Napoli, ha potuto finalmente seguire un corso di studi regolari, conseguendo la laurea in Lettere.

Nella città partenopea ha pubblicato Le lezioni di letteratura del prof. Settembrini e la critica italiana. In questo «…. saggio lo Zumbini correggeva le interpretazioni del Settembrini con osservazioni particolari, scientificamente verificate: alla costrizione storiografica del Settembrini generosamente ricca di affermazioni e motivi generali lo Zumbini opponeva la necessità dei riscontri, delle verifiche, distruggendo sostanzialmente il metodo della storiografia romantica». Un lavoro «… che attrasse l’attenzione degli studiosi, specialmente del De Sanctis, il quale lo riconobbe della sua scuola e, pur confutandolo, ne lodò molto le attitudini critiche».

Dalla capitale, «… per la pace del suo spirito fuggì la città e scelse Portici, ove trovò calma e tranquillità, per i suoi studi», risiedendo in villa Piscopo a Cassano.

Socio dell’Accademia Cosentina, il 10 maggio del 1874 ne è stato eletto presidente.

Nel 1877, «… per concorso, in competizione con Vittorio Imbriani», ha conseguito la docenza universitaria e nel 1878 è succeduto «… a Settembrini sulla cattedra di letteratura italiana» dell’Università degli Studi di Napoli.

Ha diretto la Scuola di Magistero presso la Facoltà di filosofia e lettere dell’Università di Napoli.

Il 2 maggio 1880 è stato nominato professore ordinario di Letteratura italiana all’Università degli Studi di Napoli.

Nel corso dello stesso è stato accolto all’Accademia dei Lincei di Roma.

Il 15 gennaio 1882, è stato ammesso quale socio residente all’Accademia Pontaniana di Napoli.

Dell’Ateneo napoletano, il 27 ottobre 1881, ne è divenuto poi rettore, incarico mantenuto fino al 1883.

Indiscusso letterato, saggista e «… attivo protagonista della critica storica, si distinse in maniera particolare nel campo degli studi di letteratura comparata».

Per approfondire i suoi studi letterari, ha compiuto «… frequenti viaggi in Francia, Inghilterra, Germania, per avvicinarsi alle letterature straniere che veniva studiando in correlazione con la letteratura italiana». I suoi saggi «… riguardano il Milton, il Bunyan, il Byron, lo Shakespeare, il Fielding, il Klopstock, il Lessing, il Goethe, il Rabelais, ecc».

Nel novero dei suoi studi critici «… (il migliore è quello su Leopardi) tentò di conciliare la scuola positivistica con la visione estetico-psicologica desanctisiana».

Il 2 agosto 1887, è stato ammesso come membro ordinario alla Società reale di Napoli. Di tale consesso ne è divenuto presidente nel 1903.

Il 21 ottobre 1903, professore emerito dell’Università degli Studi di Napoli, è stato collocato a riposo.

Per ben tre volte è stato membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione: dal 20 maggio 1886 al 31 maggio 1890; dal 7 aprile 1911 al 4 giugno 1912; dal 12 giugno 1912 al 21 marzo 1916.

Dal 27 maggio 1886 al 31 maggio 1890, è stato membro della Giunta del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione.

Nel 1882, gli Amministratori del Comune di Napoli hanno voluto ricordare la figura di Francesco De Sanctis, morto a Napoli il 29 dicembre 1883. Pertanto, su loro richiesta ha dettato il testo della lapide commemorativa, parte del degno monumento funebre eretto in onore dell’illustre docente.

Dal 29 gennaio 1895, è stato socio dell’Accademia della Crusca di Firenze.

Ha dedicato «… molto della sua esistenza anche alla politica divenendo», il 4 marzo del 1905, senatore del Regno d’Italia. Carica ottenuta per i suoi meriti scientifici.

Il 6 dicembre 1914, è stato nominato membro del Comitato nazionale per la storia del Risorgimento.

Nonostante che da tempo soffrisse «… di un grave e inguaribile male alla gola», ha vissuto «… gli ultimi anni nel suo fiorito eremo di Bellavista: qui la solitudine campestre sorrideva alla sua operosa vita meditativa, dalla quale usciva di tanto in tanto per recarsi in Senato, ove il 14 luglio 1906 invocò provvedimenti energici in favore della popolazione danneggiata dall’eruzione vesuviana di quell’anno, o per presiedere i convegni della sezione porticese della “Dante Alighieri”».

Sebbene ancora in vita, l’Amministrazione civica porticese, «… per onorarne la memoria, intitolò al suo nome la strada dove egli aveva trascorso la maggior parte della sua vita».

All’età di ottant’anni, il commendatore Bonaventura Zumbini, professore universitario, muore a Portici, alle ore 7.50 del mattino di martedì 21 marzo 1916.

Si è spento «… nella casa posta in via Bonaventura Zumbini n° 1», dove ha vissuto per quarantotto anni. «assistito dal fratello avv. Innocenzo e da alcuni parenti e amici, nonché dalla inseparabile Elisa».

Il suo cadavere è inumato al Cimitero di Portici. Sulla tomba, «… fatta con un grosso blocco di piperno secondo la sua volontà, severo ma bello nella sua semplicità, accoglie i resti mortali di quell’Uomo che seppe essere modesto nella profondità delle sue indagini letterarie e, nel contempo, riconoscere il valore altrui», si legge la seguente iscrizione:

BONAVENTURA ZUMBINI/PROFESSORE DELL’ UNIVERSITA’ NAPOLI/SOCIO DELLE PIU’ ILLUSTRI ACCADEMIE NAZIONALI/SENATORE DEL REGNO/ESPLORANDO LE FONTI DELLE MAGGIORI OPERE DI POESIA/ITALIANE E STRANIERE/DISSIPO’ CALIGINI RIVELO’ ANIME RISCHIARO’ ASPETTI/RICOMPOSE VASTI CICLI DI ARMONIE E DI VISIONI/FRA LE DILETTE AURE DI PORTICI/CONFORTATRICI DEGLI OPEROSI SILENZII/SERENO NELL’ASSIDUO LAVORO/VISSE AMMIRATO VISITATO DA VICINI E DA LONTANI/OR LA SEMPLICE TOMBA/CHE QUI VOLLE IN POCA TERRA/L’IMMAGINE SUA GRANDEGGIA/COME L’UOMO DELLA SEMPLICE VITA/PENSOSO DI UN MONDO SENZA CONFINE

PIETRAFITTA, COSENZA, X MAGGIO MDCCCXXXVI/PORTICI, XXI MARZO MCMXVI.

Queste le opere prodotte dall’intelletto di Bonaventura Zumbini:

  • Saggi critici: La Palinodiae i Paralipomeni di Giacomo Leopardi, Leopardi presso i TedeschiUn nuovo libro intorno al Leopardi, Il paradiso perduto del Milton, Napoli, D. Morano, 1876
  • Del sentimento della natura nel Petrarca, Le Monnier, 1877
  • Studi sul Petrarca, Firenze, G. Barbera, 1878
  • Il Filocopo del Boccaccio, Firenze1879
  • Sulle poesie di Vincenzo Monti: studi, Le Monnier, Firenze, 1886
  • Studi di letterature straniere, Firenze, Le Monnier, 1893
  • Studi di letteratura italiana, Firenze, Le Monnier, 1894
  • Il Ninfale fiesolano, G. M. Sansoni, Firenze, 1896
  • Studi sul Leopardi, Firenze, Barbera, 1904
  • Studi di letteratura comparata, a cura dell’Accademia cosentina, Bologna, Zanichelli, 1931

La sua attività culturale e sociale è stata anche premiata con il conferimento delle onorificenze di:

Cavaliere dell’Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro,  15 gennaio 1893

Ufficiale dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, 20 marzo 1898

Cavaliere dell’Ordine della Corona d’Italia febbraio 1881

Commendatore dell’Ordine della Corona d’Italia

Grande ufficiale dell’Ordine della Corona d’Italia

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