Figli di Portici famosi: Bruno Galbiati

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi porticesi per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Bruno Galbiati è nato a Portici, il mercoledì 27 settembre del 1939.

È stato allievo dello scultore fiorentino Lelio Gelli (1902 – 1975), sotto la guida del quale si è diplomato in scultura presso il Magistero d’Arte di Napoli nel 1958.

Dal 1960, anno del suo esordio, ha preso parte attivamente alla vita dell’arte visiva in campo nazionale e internazionale.

Dall’anno 1967 al 1974, a Portici, ha promosso e diretto «… il Laboratorio didattico di in­formazione visiva della Galleria Carolina, in un suggestivo scantinato di corso Garibaldi: una delle poche esperienze italiane di autogestione».

Avvicinatosi al mondo della poesia e della prosa, nei primi anni ’60, ha cominciato a scrivere. Le sue opere, seppur «… accolte e commentate favorevolmente da amici e parenti», purtroppo, sono rimaste  del tutto inedite.

Nel 1968, «… con Franco Zoleo, Eciancia e Maione», ha fondato il Gruppo Studio Portici, dal quale poi si è distaccato nel 1970.

Verso la fine  degli anni ’70, «… superata una lunga fase di ricerche analitiche, rivolte però alla verifica non tanto delle strutture e dei materiali dell’arte quanto del rapporto tra le parole e le cose, in una sorta di esperimento degli effetti di corto circuito provocati dal loro contatto, scopre il fascino dell’incontro tra scultura e pittura».

I frutti della sua creatività di pittore e scultore, «… hanno invaso nel gennaio ’84 il Museo Pignatelli: sculture, pitture, strutture in legno, fotografie, ferraglie, giochi di specchi». In occasione di questa sua mostra personale Dramatis personae, tenuta al Museo Diego Aragona Pignatelli Cortes di Napoli, è stato redatto un elegante catalogo.

Nelle vesti di critico d’arte, firmando articoli e rubriche, ha collaborato «… con Il Messaggero Vesuviano, Il Domani Sociale, Portici News».

Fra le sue più significative di una fitta produzione di opere plastiche, ricordiamo il Monumento ai caduti per la Piazza Trieste di Ercolano del 1963 e l’Opera scultorea per il Museo Ferroviario Nazionale di Pietrarsa di Portici – Napoli del 1996.

L’artista Bruno Galbiati muore a Portici, il 4 settembre del 2001.

Dal 1960, l’artista porticese, ha esposto le sue opere in numerosissime mostre personali o collettive.

Nell’ordine cronologico, si riportano le città sedi delle principali esposizioni:

Personali: 1968 , Firenze – 1969, Roma – 1971, Caserta, Basel (Svizzera), 1972, Savona, Ascoli Piceno – 1973, Portici, Milano, Düsseldorf (Germania) – 1978, Ferrara – 1981, Amalfi – 1983, Bari – 1984, Venezia, Napoli, Ravello – 1986, 1987, 1988, Monaco di Baviera (Germania) –
1989, Napoli – 1991, Pforzheim

Collettive: 1961, Napoli – 1963, Avezzano – 1964, Ancona – 1967, Roma, Rimini, Padova, Berlino (Germania) – 1968, Capua – 1969, Rieti – 1970, Barcellona (Spagna), Sant’Angelo Lodigiano, Gubbio, Reggio Emilia – 1971, Miami (Florida, USA) – 1972, Napoli, Basilea (Svizzera), Boston (Massachusetts, USA), Positano, Genova – 1973, Brescia, Mistretta, Basilea – 1974, Düsseldorf (Germania) – 1997, Napoli – 1981, Forlì – 1982, Bilbao (Spagna) – 1983, Bari, Catanzaro – 1984, Nola, Capriglia, Termoli – 1985, Tokio (Giappone), Nola – 1986, Bologna, Napoli, Roma, Ercolano – 1989, Napoli – 1991, Napoli – 1992,  Chur (Svizzera) – 1993,  Rieti – 1996, Norimberga (Germania) – 1998,  San Zeno Cassola – 1999, Napoli.

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