Porticesi famosi: Eduardo Bottigliero

di Stanislao Scognamiglio

Si parla spesso di  personaggi porticesi per nascita dei quali si sta perdendo il ricordo. Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Eduardo Bottigliero è nato a Portici l’8 aprile 1864, da Pasquale e Luisa Limongelli.

Terminati gli studi al Seminario Arcivescovile di Napoli, nel 1890, è stato ordinato stato sacerdote.

Contemporaneamente, appreso il contrappunto dal maestro Gennaro Giordano, ha completato gli studi di musica, diplomandosi in organo e composizione.

È stato il primo  assertore nell’Italia Meridionale della riforma ceciliana, fenomeno «… che, essenzialmente, tendeva alla rimozione, dai riti sacri, degli influssi laici e mondani del lirismo musicale profano e aspirava ad un ritorno al passato, con modi gregoriani, voci a cappella, sobrietà nell’uso degli strumenti».

Membro della Commissione Arcivescovile di Musica Sacra di Santa Cecilia a Napoli, «… in un’udienza accordatagli il 13 ottobre, venne a sapere che il Papa era in procinto di prendere delle decisioni» relative ai provvedimenti necessari al rinnovamento musicale, poiché la musica è andata, progressivamente, trasformata dal «.. pessimo e correttissimo gusto musicale del popolo, educato dalle languide canzonette».

Nel 1895, per il numero 6 della rivista Musica sacra, pubblicata a Milano, ha steso un interessante articolo, intitolato Organisti e organari (Gli organi a Napoli).

A lui si deve la fondazione Schola Cantorum a Napoli e, nel 1902, sempre a Napoli «… una Schola Gregoriana» «… per divulgare la teoria corale gregoriana, secondo i canoni dei monaci benedettini di Solesmes».

Nel 1907, su richiesta del rettore del Santuario del Carmine Maggiore in Napoli, ha progettato il grande organo per la chiesa mariana. Lo strumento installato è stato «… inaugurato il 14 Luglio dello stesso anno, con un concerto tenuto dai maestri M. E. Bossi, U. Matthey e sac. Eduardo Bottigliero, richiamando un gran numero di appassionati e fedeli».

Autore di «… una gran quantità di composizioni vocali e strumentali, sia di musica sacra sia di musica profana».

Tra le sue innumerevoli composizioni vocali e strumentali, sia di musica sacra, sia di musica profana «… pubblicate anche all’estero» «… presso numerose e importanti case editrici (Ricordi di Milano, Copperrath di Ratisbona, Schwann di Dusserldorf, ecc.)», spicca l’inedita opera per oratorio, Il Davide.

Appassionato viaggiatore, nel 1908, è stato negli Stati Uniti, dove, presso la casa editrice J. Fischer & Brother di New York, ha pubblicato la Missa in honorem S. Rosae Virginis Limanæ (op. 60).

È stato autore della musica dell’Inno a San Ciro, su versi del sacerdote don Salvatore Cozzolino, parroco della chiesa dedicata alla Natività della Beata Vergine Maria e a San Ciro.

Oltre alla produzione musicale, ha promulgato la riforma della musica sacra anche con articoli scritti per le riviste specializzate: Musica Sacra di Milano, Santa Cecilia di Torino, Rassegna Gregoriana di Roma.

Il sacerdote e musicista, reverendo Eduardo Bottigliero muore in Portici di martedì 16 marzo 1937.

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