Figli di Portici famosi: Ettore Sannino

di Stanislao Scognamiglio

Si parla spesso di  personaggi porticesi per nascita dei quali si sta perdendo il ricordo. Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Ettore Sannino è nato a Portici, il 23 febbraio 1897.

Dopo aver partecipato alla prima guerra mondiale, si è avviato agli studi all’Accademia di Belle Arti di Napoli.

Diplomatosi in scultura nel 1922, ha iniziato «… una intensa attività come scultore in marmo e bronzista, che si protrarrà con successo per venti anni con discreto successo e meritati riconoscimenti, fino alla partecipazione nel ’42 al gruppo di artisti e decoratori chiamati a lavorare per la Mostra d’Oltremare».

Insegnante di disegno e di storia dell’arte nelle scuole di vario ordine.

Artista affermato e impegnato, spesso in ambito locale, è stato « cooptato in varie iniziative, tese a valorizzare e incentivare le attività artistiche nel difficile dopoguerra dell’area vesuviana».

Nel 1947, conscio del «… bisogno di avere un Liceo Scientifico onde preparare i giovani all’ammissione» alla Facoltà di Agraria, presente nel territorio comunale, si è fatto promotore dell’istituzione del liceo scientifico in Portici.

Nel 1968, ha ricevuto la Medaglia d’Oro di Benemerenza della scuola, della cultura e dell’arte. L’onorificenza gli è stata conferita «… dal presidente della Repubblica su indicazione del ministro della Pubblica Istruzione per rendere onore al settantunenne artista porticese, che in ottobre aveva concluso un lungo e onorato servizio come docente di storia dell’arte e disegno all’istituto magistrale Pasquale Villari di Napoli, dove ininterrottamente questi aveva insegnato fin dal lontano 1938».

 Purtroppo, però, la vita non gli ha risparmiato un grosso dispiacere, infatti, «… un furto camorristico verrà a ferire profondamente e a segnare nel fisico e nella tempra morale l’anziano maestro: nell’estate del ’73, infatti, Ettore Sannino viene derubato di una ventina di opere su tela, portate via dal suo studio di via Roma, mentre l’artista si accingeva ad una nuova avventura espositiva a Pescara, su invito della locale Accademia degli Abruzzi».

La ricca e molteplice produzione  «… del maestro vesuviano ha tracciato così un solco duraturo e profondo nel realismo espressionista partenopeo, anche con “assunti informali” e un “sintetismo strutturale” nel guidare a metà del secolo la rinnovata Scuola di Portici, fuori da altrettanto facili concessioni a mode estetiche imperanti e con il risultato di porre la sua arte come un baluardo morale, oltre che artistico in seno ad una degradata società consumistica».

Il portare avanti «con instancabile entusiasmo creativo, differenti e complementari temi di ricerca espressiva» hanno comportato più volte l’inserimento della scheda con il suo nome, sia come scultore che come pittore, in alcuni repertori specialistici critico-bio-bibliografici, quasi sempre corredata da una o due tra le più sue significative opere e dalla loro quotazione media di mercato.

La maggior parte dei suoi dipinti sono patrimonio di collezionisti privati, alcuni, invece, sono conservati presso musei: Museo d’arte contemporanea di Roma, Museo d’arte contemporanea della Spezia.

Lo scultore e pittore Ettore Sannino si spegne nella sua casa di Portici, di sabato 22 novembre 1975.

Tra le sue produzioni plastiche, menzioniamo i monumenti eretti per ricordare i caduti e i dispersi in guerra durante il primo conflitto mondiale:

  • il fante ferito, «splendida opera»,  nella piazza del comune di Barra;
  • il sacrificio dell’eroe, «… grande monumento bronzeo», nella Villa Comunale di Portici;

il soldato all’attacco, ·     «… statua bronzea», al Viale della Rimembranza di Pomarico, in provincia di Matera.

I primi due sono stati realizzati nel 1924, mentre il terzo è stato fuso nel 1925.

Altre sue realizzazioni presenti a Portici sono:

  • i due cippi, rispettivamente, con alla base corona con foglie di alloro e di quercia, l’anno MCMXV e l’elmetto, a sinistra e la corona, l’anno MCMXVIII, lampada votiva con fiamma ardente, a destra, entrambi sormontati al culmo dalla vittoria alata. Lavoro eseguito nel 1924 per ornare l’altare dei defunti nella chiesa parrocchiale porticese, dedicata a Santa Maria della Natività e a San Ciro;
  • la lapide, recante inciso il bollettino della vittoria firmato dal generale Armando Diaz e, in altorilievo, il volto del vincitore di Vittorio Veneto avvolto da una corona d’alloro in una cupola di soldati lanciati all’attacco. Opera compiuta nel 1928 per l’intitolazione della strada al trionfatore nella grande guerra, cittadino onorario porticese;
  • le nuove decorazioni scultoree della facciata della predetta chiesa matrice di Portici: le due porte laterali, il grande portale centrale, i due leoni posti su grossi blocchi di marmo alla base dei campanili ai lati della stessa. Fusi nel 1929, al tempo dei lavori di restauro del maggior tempio porticese.

Dal secondo dopoguerra, al «… suo esordio come pittore, un sicuro punto di riferimento per lui fu certamente il magistero dell’amico Luigi Crisconio, che proprio a Portici aveva dedicato alcune tele di particolare suggestione».

Dedicatosi quindi esclusivamente alla pittura, per circa un trentennio è stato «pittore capace di interessanti impennate creative con incursioni addirittura nell’informale».

Nei primi mesi del 1950, «in occasione dell’Anno Santo ad Ettore Sannino viene offerta l’occasione per un esordio “ufficiale” come pittore e decoratore nella sua Portici, con l’incarico di affrescare l’interno della principale chiesa cittadina».

Nell’aprile del 1958, con altri quattro amici pittori, tutti nati a Portici o da tempo residenti nella stessa cittadina vesuviana: Michele De Stefanis, Alfonso Pone, Carlo Montarsolo e Goffredo Godi, ha dato vita al gruppo pittorico nuova Repubblica di Portici. Un gruppo nato non «… per caratterizzarsi come gruppo per fini esteriormente “galleristici”, quanto per recuperare e rivivere, a livello di forte suggestione culturale e pur nella cosciente e notevole diversità di scelte e di percorsi stilistici, la memoria della gloriosa Scuola di Resina o Repubblica di Portici fondata da Federico Rossano, Marco De Gregorio e De Nittis».

Dal suo debutto ufficiale come autore, diviso il vedutismo paesaggistico, il tema di figura, le nature morte, le scene di vita quotidiana, i soggetti cavallereschi e altro, ha cominciato «… un’intensa stagione di studi e di lavoro in varie località del sud, anche nella consapevole volontà di immettere la sua ricerca artistica nel solco dell’illustre tradizione pittorica porticese, sapientemente e modernamente rivissuta».

Ha dipinto sempre dopo «… una attenta, minuziosa ricognizione di paesaggi, scorci, situazioni tra il naturale e l’antropologico, di contrade del meridione e del mediterraneo, con occhio particolare per la sua cittadina e il relativo porto del Granatello, che in quello stesso volgere di anni e di mesi diventava occasione di poesia per Rocco Scotellaro, che proprio a Portici stava trascorrendo gli ultimi dolenti anni di una troppo breve esistenza».

Durante la sua carriera, ha preso parte a esposizioni personali o collettive e a diversi concorsi:

1950 – Mostra nazionale di S. Giorgio a Cremano;

1951 – VI Quadriennale di Roma al Palazzo delle Esposizioni;

– Quinta edizione del Premio Michetti a Francavilla al Mare;

1952 – Personale alla Galleria d’arte Medea alla via Chiaia di Napoli;

1953 – Personale alla Galleria d’arte Medea alla via Chiaia di Napoli;

– Arte nella vita del Mezzogiorno d’Italia, al Palazzo delle Esposizioni di Roma;

1955 – Esposizione nazionale di Napoli;

1956 – Promotrice Salvator Rosa di Napoli;

1957 – Personale alla Galleria d’arte Medea alla via Chiaia di Napoli;

– Nona edizione del Premio Golfo delle Spezia;

1958 – Galleria d’arte Medea alla via Chiaia di Napoli.

– Concorsi nazionali: Michetti, Vallombrosa, Maggio di Bari, Reggio Calabria;

1960 – Premio Villa San Giovanni;

1961 – Premio Città di Palermo;

– Seconda edizione del Premio Michetti;

–  Premio di pittura Posillipo;

–  Sesto Premio Villa San Giovanni;

– Mostra nazionale estemporanea di pittura a Bari;

1962 – Biennale Colori della Lunigiana a Sarzana;

– Premio Villa San Giovanni;

– Mostra ai Girolamini di Napoli;

1963 – Mostra nazionale del Porto di Napoli;

–  Collettiva di artisti napoletani alla galleria Marciano a Positano;

–  Premio Villa San Giovanni;

1964 – Mostra nazionale d’arte contemporanea Premio Pippo Faggioli a Cagliari;

– Mostra – concorso Città del Corallo a Torre del Greco;

– Mostra dell’Automobile:;

– Premio di pittura Posillipo;

1965 – Mostra dedicata agli artisti meridionali contemporanei

– Concorso bandito dal Comune di Sant’Agnello;

– Rassegna di arte figurativa nella Cappella S. Barbara nel Maschio Angioino a Napoli;

1968 – Mostra antologico alla galleria d’arte Michelangelo di Torre del Greco;

1970 – Mostra antologica alla galleria d’arte Michelangelo in Palazzo Antinori a Firenze;

1971 – Mostra alla galleria Arte Spazio di Bari;

– Mostra personale di Bergamo;

– Mostra personale alla galleria d’arte Il riccio a Venezia;

– Mostra personale a Portici;

– Mostra personale alla galleria Scarlatti al Vomero di Napoli;

1973 – Mostra antologica alla galleria Papokuska di San Sebastiano al Vesuvio;

1974 – Mostra personale presso la galleria d’arte Lo Spazio al Vomero di Napoli.

Fra le sue opere pittoriche, indicate per anno in stretto ordine alfabetico, ricordiamo: Bagnanti,  La tenda (1951); Autoritratto, Strada di Mormanno (1952); Lavoratore stanco (di proprietà del Comune di Portici),  Lavoratore con sua moglie, Marina di Portici, Praia: spiaggia di Fiuzzi (1953); Mareggiata, Paesaggio, Scorcio di porto  (1955); Canzoni e colori, Nudo di donna (1956); Natura morta (1957); Paesaggio calabro, Spiaggia Reginella Positana, Vietri sul mare (1958); Titani del porto (1959); Pentedattilo (1961); Ostricaio a Posillipo, Scogliera, Vele (1962); Lavori nel porto, Nel porto di Napoli, Oleandri a Spropoli, Paesaggio con fiori, Veduta di Positano (1963); Crocifissione, Foresta, La notte Ambrosia, Nel porto di Portici, Operazione mafia, Sensitività (1964); Barche, La festa del patrono, Marina di Sorrento, Nudo n. 2, Paesaggio del Sud (1965); Figura, Paesaggio del Sud, Paesaggio marino, Senza titolo (1966); Ritratto di Maria Sannino (1967); Autoritratto, Battaglia di cavalieri, Porto di Torre del Greco, Sala da ballo, Sfogliando una rivista (1968); Bagnanti nella grotta, Belvedere, Campi di sci, La processione di S. Ciro, Pensiero dominante (1969); Calendimaggio, Fioraia, Le ginestre, Le vergini savie e le vergini stolte (1970); Barche al tramonto, Figure all’aria aperta, Paesaggio marino, Paesaggio montano, Scontro di cavalieri, Venezia, Vesuvio con case bianche (1971); Cavalli selvaggi, Paesaggio vesuviano, Ritratto di Anna, Scontro di cavalieri (1972); Bagnanti, Battaglia di cavalieri, Canale di Venezia, Merenda nel vigneto, Tramonto a Torre del Greco (1973); Cieli corruschi sul Medio Oriente, Colazione all’aperto, Nudi sugli scogli, Pranzo all’aperto, Primavera, Scontro di cavalieri, Scontro di lancieri, Vigneto di autunno (1974), Tramonto con mareggiata (1975).

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