Figli di Portici famosi: Federico Aprea

di Stanislao Scognamiglio

Si parla spesso di  personaggi porticesi per nascita dei quali si sta perdendo il ricordo. Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo. 

All’età di settantasette anni, il pittore Federico Aprea chiude «la sua santa e laboriosa vita terrena, dimenticato da molti».

Federico Aprea è nato a Portici il 22 maggio 1835, da Pasquale Aprea e da Colomba Ferrante.

Alla morte del padre, il giovane Federico ha abbandonato gli studi di medicina per dedicarsi alla gestione dell’azienda familiare, una fabbrica di seta, sita alla via Addolorata a Portici.

Non avendo alcuna propensione per il commercio «… timido e riservato com’era, di animo molto buono (anche troppo), mandò presto in rovina l’azienda paterna».

Il 31 agosto del 1867, ha sposato «… una distinta signorina, Giuseppa Nocerino, dalla quale ebbe tre figli: Pasquale, Amalia e Raffaella, deceduti tutti in tarda età».

Amante dell’arte e pittore per diletto, si è impegnato seriamente negli studi di pittura e di tecnica, «con impegno e serietà fino a diventare» un ottimo ritrattista.

Per la sua disponibilità a immortalare sulla tela i volti dei defunti, che non hanno un ritratto, è stato soprannominato il “pittore dei morti”. In effetti, «… chiamato dai parenti, quando le foto erano ancora un lusso, gettava una maschera di gesso al defunto e ne ricavava il ritratto».

Le sue opere, realizzate in diverse chiese, tele quasi sempre non firmate e tutte degne di essere ammirate, riguardano soprattutto soggetti religiosi.

Tra quelle di maggior rilievo, ricordiamo un San Giuda Taddeo e una Maria SS. della Purità, destinate la prima alla chiesa di San Pasquale Baylon, la seconda alla sala refettorio dell’annesso convento di San Pietro d’Alcantara al Granatello e un San Pasquale, oggetto di una collezione privata.

Riconoscendone i meriti artistici e per ricordare ai posteri «che hanno dato lustro» e che hanno saputo «onorare la Patria con la loro opera e soprattutto con la loro umiltà» il Comune di Portici gli dedica una strada.

All’età di settantasette anni, il pittore Federico Aprea chiude «… la sua santa e laboriosa vita terrena, dimenticato da molti», il 5 Giugno 1912.

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