Porticesi famosi: Filippo di Borbone

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi porticesi per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Filippo di Borbone, principe ereditario del Regno di Napoli e di Sicilia è nato nella reggia di Portici, «… alle ore tre della notte» di martedì 13 giugno 1744.

È figlio primogenito del re Carlo di Borbone e della regina Maria Amalia Cristina Walburga.

La levatrice napoletana Angela Ianni ha fornito la necessaria assistenza al parto della regina, «… gravida di sette mesi», invece, la «… duchessa Miranda Caracciolo era lì pronta a fasciare il neonato».

Subito dopo il parto, il regnante Carlo di Borbone si è portato al balcone con il roseo e grassottello principino stretto in braccio. Qui, lo ha sollevato in alto per farlo vedere al popolo accorso alla notizia del lieto evento, «… mentre Portici scintillava di fiaccole e di collane d’oro ed uniformi».

L’indomani, mercoledì 14 giugno, nel palazzo della Reggia di Portici, viene officiato il battesimo del principe erede al trono del Regno di Napoli. Il capo del principino viene asperso di acqua lustrale da monsignor José Calzado López (1680 – 1761), arcivescovo di Nisibi, assistito dal sacerdote don Giuseppe Moscatelli (…. – 1771), parroco della chiesa della Natività della Beata Vergine Maria. Al momento dell’aspersione, il bimbo è tenuto in braccio dalla nobildonna Eleonora Sforza, marchesa di San Marco.

Il neonato è stato registrato nella parrocchia porticese con i nomi di Filippo, Pasquale, Antonio, Gennaro, Francesco Saverio, Francesco di Paola, Giovanni Nepomuceno e Aniello e «… il titolo di Duca di Calabria e di Conte di Randazzo».

Per la nascita del primogenito si sono tenute in Napoli molte, e singolari feste. Dalla zecca reale, vengono coniati «… 100 mila ducati di Carlini allusivi alla festa della Nascita». Le monete, infatti, portano «… impressi su un lato i profili della coppia reale e sull’altro il principino cullato dalla dea Fortuna, con le pompose scritte Firmata Securitas e Populi Spes Nat. 1747».

Il re di Spagna, Filippo V di Borbone (1683 – 1746), suo zio e padrino, «… assegnò al nipote una pensione di quattromila piastre. Il Re Carlo regalò alla Regina centomila ducati e accrebbe a lei lo assegno di altri dodicimila ducati annui».

Per quanto «… scimunito gentile, ombra chiara sfilante in carrozza», il principe reale è stato amato dal popolo. Puntualmente, le rare volte che è uscito o «… quando Sua Maestà si reca da Napoli a Portici», nel vederlo passare, i popolani si sono accalcati lungo le strade per salutarlo.

Nei primi anni di vita, la porticese Anna Davina ha tenuto a balia l’infante reale.

L’allegria della famiglia reale, purtroppo, dura poco poiché, ben presto, si è accorta che il principe successore al Regno ha manifestato gravi disturbi fisici e psichici. Non sano di mente, il giovane, dichiarato incapace di intendere e di volere, è stato escluso dalla successione al trono di Napoli, a favore del fratello Ferdinando.

Il trentenne Filippo di Borbone, duca di Calabria, colpito da vaiolo o da una febbre maligna, muore a Napoli, il 19 settembre 1777.

Il suo cadavere viene sepolto nella cappella della famiglia Borbone, interna alla monumentale basilica di Santa Chiara di Napoli.

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