Figli di Portici famosi: Gennaro Formicola

di Stanislao Scognamiglio

Si parla spesso di  personaggi porticesi per nascita dei quali si sta perdendo il ricordo. Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Gennaro Formicola è nato a Portici il 28 agosto 1827,  da Giuseppe Formicola e Chiara Improta.

Ordinato sacerdote, «… uomo di carattere adamantino», promosso dai Borbone, è divenuto l’undicesimo parroco della chiesa madre di Santa Maria della Natività e San Ciro.

Ha retto, «… pastore delle anime di Portici», la cura della parrocchia per 53 anni, dal 1858 al 1910.

Di ideali borbonici, «… fedele al vecchio regime anche dopo il 60 per cui subì persecuzioni e condanne; fu anche (carcerato) imprigionato in Napoli nel famoso carcere di S. Francesco».

Docente e poeta, ha cantato «… Portici e Dio».

È stato autore di vari opuscoli importanti e di diverse raccolte di liriche. Fra queste, le più importanti sono: Fervorini e colloqui, Poesie liriche,  Il Deserto, L’Arpa del Rosario, Prose e Poesie, Primo Centenario di S. Ciro.

Nel 1874, ha manifestato la sua ferma opposizione «… alla proposta di unificazione con Ercolano, diffondendo il polemico libello L’Autonomia di Portici vendicata. Sull’insussistenza del progetto di un Ercolano nuovo / proposto da Giuseppe Merlino e Giuseppe Errichelli; ragionamento di Gennaro Formicola».

Nel 1876 ha promosso «… le feste centenarie del Patrono S. Ciro – rimaste famose assai tanto da essere registrate da cronache ufficiali della Chiesa».

Nell’archivio della parrocchia porticese, dedicata a Maria Santissima Addolorata «… sono presenti due versioni (entrambe edite da Del Monaco e C°, Napoli), di una sua lirica porticese sotto il titolo di Inno sacro sul sangue preziosissimo di Gesù Cristo, musicata da don Pasquale Stajano.

Inoltre, sempre su poesia del parroco Gennaro Formicola, vi è il manoscritto di la Preghiera Serotina de’ fanciulli, datata 1858, musicata da Beniamino Spedaliere».

L’ottantatreenne reverendo, don Gennaro Formicola si spegne a Portici per un breve malore, il 22 marzo 1910, un sabato.

Le spoglie mortali di don Gennaro Formicola vengono inumate all’interno della Congrega del Santissimo Sacramento del Cimitero di Portici.

Sul bianco marmo, che copre la tomba, si legge la seguente iscrizione:

IL PARROCO GENNARO FORMICOLA PER UN CINQUANTENNIO PASTORE DELLE ANIME DI PORTICI ZELANTE OPEROSO LUSTRO DEL CLERO PORTICESE PER DOTTRINA SAPIENZA ENERGIAINFLESSIBILE CONTRO LA RIVOLUZIONEMORTO IL DI 22 MARZO 1910 DI ANNI 83 RIPOSA QUI IN PACE.

Nel 1929, viene rinnovata la facciata della chiesa matrice porticese consacrata alla Natività della Beata Vergine Maria e San Ciro.

Lo scultore porticese Ettore Sannino realizza le tre porte d’ingresso.

L’artista ha dedicato un riquadro di una delle due porte piccole al parroco poeta, fissandone in altorilievo l’immagine nel bronzo.

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