Porticesi famosi: Giuliano De Fazio

di Stanislao Scognamiglio

Si parla spesso di  personaggi porticesi per nascita dei quali si sta perdendo il ricordo. Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Giuliano Pasquale Ciro De Fazio è nato a Portici, il 7 aprile 1773, dal nobile Pietro De Fazio, duca di Gravina, capo giardiniere in quelle Reali delizie, e da Felicia Fiorillo.

Particolarmente versato per gli studi tecnici, prima è stato allievo «… per le scienze Matematiche, del celebre ed illustre nostro geometra Nicolò Fergola». Poi, «… avendo divisato di addirsi alla nobile professione d’Ingegnere ed Architetto si procurò d’andare in pratica con  l’Architetto Pompeo Schiantarelli».

Avendo aderito alla Repubblica Partenopea ha partecipato alla difesa di Castellammare di Stabia.

Arrestato dalla restaurazione borbonica, e «… gettato nelle prigioni stabiesi, ancora vi languiva – come dimostra una carta custodita nell’Archivio di Stato – alla fine del 1800».

Ingegnere e architetto militare molto apprezzato, durante il periodo del regno francese ha ottenuto numerosi incarichi di prestigio:

  • nel 1808, ha progettato e, assistito dal chiarissimo botanico Michele Tenore, ha diretto «… la costruzione dell’Orto Botanico di Napoli, inaugurato il 18 maggio 1809»;
  • nel 1808, ha portato a termine la costruzione della bella e incantevole della strada di Campo di Marte;
  • nel 1809, è stato nominato Ingegnere del Corpo degli Ingegneri di Ponti e Strade, appena istituito dal sovrano Gioacchino Napoleone Murat;
  • nel 1809, ha lavorato alla sistemazione del porto di Nisida e, contemporaneamente, ha avviato gli studi sulle strutture portuali romane;
  • nel 1811, procedendo alla riorganizzazione del Corpo degli Ingegneri di Ponti e Strade, ha fondato la Scuola di Applicazione degli Ingegneri di Ponti e Strade;
  • nel 1812, ha presentato un progetto, corredato di un modello in legno, per l’arco trionfale da innalzare davanti all’Albergo dei Poveri di Napoli;
  • nel 1813, ha lavorato al miglioramento dei porti pugliesi eliminando i fenomeni d’insabbiamento dovuti alle correnti marine.
  • nel 1814, ha proposto il ripristino del molo giuliano del porto di Pozzuoli realizzato su piloni con l’intenzione di verificare la validità della tesi delle strutture portuali a traforo;
  • nello stesso anno ha eseguito il progetto per un arco di trionfo da sistemare al termine della strada di Campo di Marte.

Con la caduta del governo francese, al ritorno di casa regnante Borbone, la sua posizione accademica è rimasta del tutto invariata.

Nel 1819, ha presentato al governo borbonico il progetto per il carcere di Avellino: intendendo «… migliorare la forma dello stesso famigerato panottico del Bentham […] col suo svegliato ingegno escogitò ed introdusse il sistema raggiante».

Nel 1820, «… molti architetti di ponti e strade cominciarono a primeggiare fra i quali Policarpo Ponticelli, Giuliano De Fazio, Carlo Alfan De Rivera, Luigi Malesci, Bartolomeo Grassi». Considerato, quindi, il «tecnico delle costruzioni, fra i più famosi del suo tempo», è stato soprattutto «… uno specialista di ingegneria portuale».

Nel 1821, è entrato a far parte della Commissione Esaminatrice della Direzione Generale del Corpo Reale di Ingegneri di Ponti e Strade. Assieme a Bartolomeo Grasso, Luigi Malesci e Carlo Afan de Rivera, è stato incaricato di esaminare il progetto presentato dall’ingegnere Luigi Oberty per il carcere di Avellino.

Nel 1826, ha condiviso con Carlo Diversi la stesura e la pubblicazione del Sistema generale dell’architettura de’ lazzaretti.

Nello stesso anno, ha avuto la nomina di Ispettore Generale della Scuola di Applicazione degli Ingegneri di Ponti e Strade e di socio ordinario dell’Accademia di Belle Arti.

Come architetto del municipio di Napoli, ha progettato assieme a Orazio Dentice, un radicale intervento di livellamento e di ampliamento del tratto centrale della strada della Riviera di Chiaia.

Ha steso, inoltre, i disegni di molti Camposanti comunali, di parecchie chiese, di piazze: tra questi, «… quello magnifico della piazza e del Tempio di S. Francesco di Paola, disegno composto in amichevole gara col venerando professore di architettura signor Leopoldo Laperuta cugino di lui».

Tra il 1814 e il 1832, ha scritto e fatto stampare molti autorevoli saggi sull’architettura e la struttura dei moli dei porti. Le sue conoscenze in materia sono state successivamente tradotte per gli Annales dell’École Polytechnique (Politecnico = Scuola di Ingegneria) di Parigi.

All’età di sessantadue anni, Giuliano Pasquale Ciro De Fazio muore a Portici, nel 1835.

Questi i lavori prodotti da Giuliano Pasquale Ciro De Fazio:

  • Discorso intorno all’architettura degli archi di trionfo con l’applicazione ad un progetto. Dalla Tipografia di Angelo Trani, Napoli, 1813.
  • Discorso intorno al sistema di costruzione de’ porti proprio a non promuovere il loro arrenamento. Con l’applicazione al ristabilimento di varj porti nel Regno di Napoli. Dalla Tipografia di Angelo Trani, Napoli, 1814.

·     Relazione della visita del Fucino fatta in luglio ed agosto del 1816: e parere definitivo intorno alla bonificazione di quella vallata data nello stesso anno. Sopra i fatti raccolti in detta visita, e nelle precedenti dal 1780 in qua. Presso Giovanni De Bonis. Napoli. 1817.

  • Sistema generale dell’architettura de’ lazzaretti. Dalla Tipografia di Angelo Trani, Napoli, 1826.
  • Intorno al miglior sistema di costruzione de’ porti. Dalla stamperia dell’Amministrazione provinciale e comunale di Napoli. Napoli, 1828.
  • Nuove osservazioni sopra i pregi architettonici dei porti degli antichi specialmente intorno a’ mezzi d’arte usati a impedire gl’interramenti e la risacca di Giuliano De Fazio Ispettore Generale delle Acque e Strade, e Socio della Reale Accademia delle Belle Arti. Dalla Tipografia di Gabriele Gentile. Napoli. 1832.
  • Osservazioni sul ristabilimento del porto e sulla bonificazione dell’ aria di Brindisi. 1833.
  • Esame critico delle osservazioni sul ristabilimento del porto e sulla bonificazione dell’aria di Brindisi date in luce dal Sig. Giuliano De Fazio. Dal Gabinetto Bibliografico e Tipografico. Napoli. 1834.

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