Figli di Portici famosi: Jules Pierre van Biesbroeck

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi porticesi per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Jules Pierre van Biesbroeck nasce per caso a Portici, il 25 ottobre 1873, da Jules Evarist van Biesbroeck. È nato appunto mentre i suoi genitori stanno compiendo un viaggio d’istruzione in Italia.

Dall’età di due anni, ha risieduto a Ghent (Gand), nelle Fiandre, con la famiglia, che è rientrata in Belgio dal lungo viaggio nel Bel Paese.

Giovanissimo, è stato allievo del padre Jules Evarist van Biesbroeck, professore di pittura all’Accademia Reale di Belle Arti di Gand.

Nel 1886, partecipando alla XXXIII Exposition Triennale de Gand (Esposizione Triennale di Gand), ha venduto la sua prima tela, Le Pâtre.

Dopo il periodo di apprendistato con il padre, durato fino all’età di quattordici anni, incoraggiato dal successo della vendita della tela, è stato iscritto a frequentare l’Accademia Reale di Belle Arti di Gand. Presso detto Istituto, approfondendo i suoi studi di pittura e di scultura, ha completato la sua formazione artistica.

Quindicenne, nel 1888, ha debuttato al Salon des Champs-Élsées di Parigi esponendo la monumentale opera Le lancement d‘Argos: un quadro molto chiacchierato per la nudità dei personaggi.

Solo nel 1895, per la prima volta, pone in mostra delle sue sculture e «… il suo talento fu premiato da varie commesse tra cui un monumento a François Laurent per una piazza di Gand, e un altro in onore di Jean Volder».

Ha partecipato a due edizioni del Prix de Rome belge: per la sezione scultura, nel 1897 e, per quella di pittura nel 1898. In entrambe le occasioni è arrivato secondo.

Nel 1900, all’Exposition de Paris (Esposizione di Parigi) ha ricevuto il premio della Giuria per la sua scultura Le peuple le pleure”. Per la stessa opera, nel 1901, è stato premiato con la medaglia d’oro a Monaco di Baviera.

Nel 1910, in virtù delle capacità artistiche espresse, a Milano, ha ottenuto il riconoscimento di Accademico di merito, conferitogli dall’Accademia delle Belle Arti di Brera.

Dal 1914, si è trasferito in Italia, risiedendo a Bordighera, in provincia di Imperia, in villa Own Nest, dove si è dedicato «… sia alla scultura, suo primo interesse, e alla pittura di matrice impressionista con punte d’eccellenza per le tematiche orientaliste».

L’Esposizione Internazionale d’Arte di Venezia del 1922 e l’Esposizione Quadriennale di Torino nel 1927, figurano tra le esposizioni più importanti, a cui il «… magicien des couleurs» ha partecipato qualche sua opera.

Dal 1926 al 1938, ha viaggiato in Nord Africa. Ha risieduto ad Algeri, dove ha lavorato nel suo atelier, chiamato La volière. Subendo il fascino della luce e delle atmosfere magrebine, ha cominciato a usare colori più chiari e realizzato soggetti a tema orientaleggiante.

Divisosi ugualmente tra pittura e scultura, è divenuto pittore realista di figure, di paesaggi e di scene orientali; come scultore è stato autore di monumenti, tombe e opere decorative.

Come il padre, ottenuta la cattedra di pittura, ha insegnato all’Accademia Reale di Belle Arti di Gand.

Alcune tra le sue più famose opere pittoriche sono conservate alla Galleria di Arte Moderna di Palermo e al Musée di Gand. All’interno della chiesa dell’Immacolata Concezione o Terrasanta a Bordighera, si può ammirare la sua Deposizione.

Talune sue sculture sono, invece, nelle pubbliche piazze di Bruxelles, Parigi, Venezia, Sanremo.

Il pittore Jules Pierre van Biesbroeck, all’età di novantadue anni, muore a Bruxelles nel 1965.

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