Figli di Portici famosi: Luigi d’Alessandro

di Stanislao Scognamiglio

Si parla spesso di  personaggi porticesi per nascita dei quali si sta perdendo il ricordo. Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Luigi D’Alessandro dei duchi di Castellina è nato a Portici il 19 giugno 1693, da Giulio Cesare d’Alessandro, III Duca di Castel di Lino (Castellina sul Biferno), e da Antonia Capece del seggio di Nido.

Dopo l’ordinazione sacerdotale, avuta il 19 settembre 1716, si è avviato alla carriera ecclesiastica.

Il 23 marzo 1732, a soli trentanove anni, è stato nominato arcivescovo della diocesi di Santa Severina, nella Calabria Ultra, l’attuale provincia di Catanzaro. Il successivo 11 maggio 1732, ha ricevuto «… la consacrazione episcopale in Roma dal cardinale Antonio Saverio Gentili».

Uomo integerrimo e sensibilissimo, molto vicino ai bisognosi, ha fondato «… il Monte di Pietà di Santa Severina».

Il 9 giugno 1732, papa Clemente XII, nato Lorenzo Corsini, gli ha concesso il “pallio”.

Luigi D’Alessandro ha retto, «… per dodici anni», l’arcivescovado calabro fino al 15 luglio del 1743, epoca in cui è stato traslato alla sede vescovile di Alessano, in Terra d’Otranto», l’odierna provincia di Lecce. Autorizzato a conservare il titolo arcivescovile, ha preso il possesso canonico del vescovado alessanese.

Nell’anno d’insediamento ha indirizzato una “Lettera Pastorale”. ai sacerdoti della diocesi.

Durante la sua permanenza in terra d’Otranto, ha avviato il restauro della chiesa cattedrale del Santissimo Salvatore e del palazzo vescovile di Alessano.

Il 14 novembre 1751, papa Benedetto XIV, nato Prospero Lorenzo Lambertini, l’ha chiamato «… a far parte del collegio dei patriarchi, arcivescovi e vescovi assistenti al Soglio Pontificio».

Il 16 settembre 1754, sciogliendolo dal vincolo di Alessano, lo stesso papa Benedetto XIV lo ha trasferito all’archidiocesi di Bari e Canosa, divenendo, infine, primate di Puglia.

Il sommo pontefice, all’atto della nuova assegnazione, gli ha anche concesso il “pallio”.

Nella sua nuova sede ha eretto «… anche il Monte di Pietà di Bari, nel rispetto di un’antica tradizione familiare che vide il suo antenato Gio.Battista, primo duca della Castellina, tra i cavalieri fondatori del Pio Monte della Misericordia in Napoli».

Luigi D’Alessandro muore a Bari il 28 gennaio 1770. I suoi resti mortali vengono sepolti nella cattedrale barese, dedicata a San Sabino.

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