Figli di Portici famosi: Mario Fanelli

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi porticesi per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Mario Fanelli è nato a Portici, il 20 ottobre 1885, tra le mura della settecentesca villa Maltese.

Ufficiale di carriera del Regio Esercito, con il grado di tenente, ha prestato valorosamente servizio presso l’11esimo Reggimento Bersaglieri, di stanza a Napoli.

Allo scoppio del conflitto italo turco, combattuto dal Regno d’Italia contro l’Impero ottomano dal 29 settembre 1911 al 18 ottobre 1912, per conquistare le regioni nordafricane della Tripolitania e della Cirenaica, ha partecipato arditamente alla campagna di Libia.

Nel corso del tragico combattimento sostenuto il 23 ottobre 1911 nei pressi dell’oasi di Sciara Sciat contro i turchi ottomani, che tentano di riconquistare Tripoli, è stato gravemente ferito: «… una di quelle palle « dum-dum » — malvagiamente deformate, che la barbarie mongolica dei Turchi ha adottato malgrado le Convenzioni internazionali — gli aveva perforato l’inguine, penetrando nel fianco. Trasportato a Napoli, visitato due volte pietosamente dalla regina Elena».

Nonostante le premurose cure, a «… soli 26 anni», il giovedì 11 gennaio 1912, il militare Mario Fanelli si spegne in Napoli.

Il decesso è stato causato dall’aggravarsi delle ferite d’arma da fuoco riportate il 23 ottobre 1911 «… combattendo da valoroso nella campagna di Libia».

Per ricordare la memoria «… dell’eroica e giovine figura» dell’ufficiale viene fatta incidere una lapide commemorativa.

Sul bianco marmo, murato sulla facciata di villa Maltese al corso Giuseppe Garibaldi (oggi via dell’Università), si legge la seguente lunga iscrizione:

PORTICI RIMPIANGE E COMMEMORA CON CUORE DI MADRE ORGOGLIOSA E DOLENTE MARIO FANELLI TENENTE DEI GLORIOSI BERSAGLIERI DELL’UNDECIMO REGGIMENTO NATO IN QUESTA CASAIL XX OTTOBRE MDCCCLXXXVCO LPITO DA PIOMBO ATROCE DI ORDE INFIDE NELL’AGGUATO DEL XXIII OTTOBRE MCMXIONDE FU VANAMENTE INSIDIATA  LA FORTUNA DEI FATI D’ITALIA NELLA LIBIA RICONQUISTATA ALLA CIVILTA’ LATINA E MORTO IN NAPOLI NEL FIOR DI GIOVINEZZA DOPO TREPIDA VICENDA DI ANSIE L’XI GENNAIO MCMXII TRA L’UNANIME CORDOGLIO CITTADINO

II Giugno MCMXII.

L’amministrazione civica di Portici, in occasione dello scoprimento della lapide a lui dedicata, ha voluto ricordare la fulgida figura del compianto tenente dei bersaglieri Mario Fanelli.

Pertanto, il 16 giugno 1912, durante la solenne commemorazione dell’eroico figlio, tenuta al teatro Poli, l’avvocato Giulio Nocerino ha pronunciato il discorso L’Italia s’è desta.

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