Porticesi famosi: Orazio Comes

di Stanislao Scognamiglio

Si parla spesso di  personaggi porticesi per nascita dei quali si sta perdendo il ricordo. Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Orazio Comes è nato a Monopoli, in provincia di Bari, l’11 novembre 1848, da Onofrio e da Caterina Pignatelli.

Appena conseguita la laurea in scienze naturali all’Università di Napoli, discutendo «… una tesi sull’impollinazione delle piante», è stato avviato all’insegnamento della botanica presso la Regia Scuola Superiore di Agricoltura di Portici.

Alla Reale Scuola, ha intrapreso una rapida carriera: infatti, nel 1877, è stato nominato assistente alla cattedra di botanica, tenuta dal professor Nicola Pedicino, nel novembre del 1887, professore incaricato, nel 1890, professore ordinario.

Nel 1879, ha pubblicato un suo studio dal titolo Illustrazione delle piante rappresentate nei dipinti pompeiani, un’accuratissima descrizione delle piante già conosciute in antica epoca, divenute oggetto «… dei dipinti pompeiani».

Nel 1881, ha esordito come sistematico pubblicando un catalogo di piante raccolte nel 1874, durante un viaggio in Egitto e Palestina.

Nel corso della sua attività accademica, di pari passo ha sempre condotto la sua attività di docente e di ricercatore. Proseguendo nello studio della sistematica delle essenze vegetali, ha descritto per la prima volta una nuova specie, la Richardia Sprengeri, una varietà di calla con lo spadice giallo dorato, nativa della provincia sudafricana del Transvaal.

Inoltre, con «… la raccolta di un erbario ricco di trentamila specie di tutto il mondo», ha dato il via alla costituzione dell’Erbarium Porticense.

Autore di «… importanti studi sulle crittogame», nel 1878, si è pienamente affermato come micologo con la pubblicazione del suo lavoro I funghi del Napoletano. In tale opera, «… l’enumerazione delle specie si accompagna, ad una opera di bibliografia e comparazione che permette di individuare, con una precisione prima impossibile, molte specie note, e di identificarne almeno due del tutto nuove».

Con i suoi studi di micologia, portati avanti nei laboratori annessi alla scuola di Portici e in campo, ha dato un notevole contributo teorico pratico al progresso delle conoscenze di patologia vegetale.

Nel 1880, con un sistematico lavoro di anatomia microscopica, ha analizzato e accertate le cause dell’insorgenza di malattie delle piante, tra cui si evidenziano: il «… mal della vite, chiamato in Francia antracinosi, in Italia vaiolo e poi mal nero», dovuta al fungo Elsinoe ampelina – Sphaceloma ampelinum; la malattia dei cavoli provocata da «… tre nuove crittogame parassite: il Cystopus candidus Lév., la Peronospora parasitica De Bary e l’Erisyphe Martii Lév».

Dal 1881, ha condotto notevoli e «… importantissimi studi sulla coltivazione del tabacco», allo scopo di «… ordinarla ed indirizzarla correttamente e migliorare la produzione industriale […] Effettuando incroci e coltivando gli ibridi su uno stesso terreno, riuscì ad individuare le due specie originarie delle numerosissime varietà e razze coltivate in Italia e nel mondo: la Nicotiana tabaccum e la Nicotiana rustica».

Non trascurando l’impegno civile, ha fatto apprezzare la sua opera anche in campo amministrativo e politico. Di fatti, nel 1891, è stato nominato membro del consiglio tecnico dei tabacchi. Per poter saggiare nuove qualità della pianta, determinarne le migliori condizioni di coltivazione, per disporre di tecnici specificamente preparati, ha promosso la fondazione del Regio Istituto Sperimentale per la coltivazione dei Tabacchi di Scafati.

Nel 1901, è stato eletto consigliere comunale a Napoli e, fino al 1905, ha ricoperto la carica di assessore all’Igiene. Quale amministratore civico ha gestito il riordino dei servizi sanitari del Comune partenopeo.

L’1marzo del 1906, ha assunto la direzione del «… famoso Istituto di Botanica» e l’ha mantenuta fino al giorno della morte.

Nel corso della permanenza alla Regia Scuola Superiore di Agricoltura: ha dato un «… impulso determinante allo sviluppo» dell’Orto Botanico, annesso al palazzo della ex reggia di Portici; ha donato alla scuola di Portici «… la raccolta di un erbario ricco di trentamila specie di tutto il mondo», componenti l’Erbarium Porticense; ha contribuito all’incremento della biblioteca di botanica, regalando «… tutta la sua raccolta di libri all’Istituto, nel quale fu valoroso insegnante per tanti anni».

Durante la grande guerra (1915 -1918), presidente del Comitato della Croce Rossa, ha raccolto fondi necessari «… per una dotazione di cinquanta letti d’ospedale».

A Portici ha abitato in un villino «… nei pressi dell’attuale piazzetta, sita tra il corso Diaz e la via S. Cristoforo, che da lui ha preso il nome».

Il professor Orazio Comes muore nella sua villa a Portici, venerdì 12 ottobre 1917.

Nella città di Portici, al nome dell’illustre accademico e scienziato, sono state intitolate:

  • dall’Amministrazione comunale, pro tempore, la piazzetta e la terza scuola secondaria di primo grado
  • dall’Università degli Studi di Napoli, il Museo botanico annesso al Dipartimento di Agraria, un tempo Regia Scuola Superiore di Agricoltura, poi Regio Istituto Superiore Agrario e, infine, Facoltà di Agraria.

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