Figli di Portici famosi: Roberto Bortoluzzi

di Stanislao Scognamiglio

Si parla spesso di  personaggi porticesi per nascita dei quali si sta perdendo il ricordo. Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Roberto Bortoluzzi è nato a Portici, il 28 gennaio 1921.

Giovanissimo è arrivato a Milano, dove il padre ingegnere e architetto, lavora come progettista con Giò Ponti della sede dell’EIAR.

Completati gli studi, ha tentato di intraprendere la carriera militare con l’ambizione di diventare ufficiale di Marina. Abbandonata però tale intenzione, nel 1944 è entrato alla EIAR come speaker. Lettore di moltissimi servizi del Giornale Radio, incamminatosi sulla strada scelta, progressivamente nel tempo ha lavorato come giornalista, conduttore radiofonico e radiocronista.

Nel 1954, «… con Vittorio Veltroni, Guglielmo Moretti e altri, come inviato radiofonico, ha seguito i Campionati del Mondo di Calcio in Svizzera».

Ha, poi, collaborato «con Nicolò Carosio e Nando Martellini, che si alternavano nelle radiocronache del secondo tempo delle partite del campionato italiano di calcio, per passare i risultati finali delle altre partite della giornata».

Nel corso di quest’ultima esperienza, matura l’idea di coordinare le radiocronache dai vari campi di gioco, da uno studio centrale collegato in tempo reale con diversi inviati.

Nel 1959, assieme ai valenti colleghi giornalisti Guglielmo Moretti e Sergio Zavoli, perfezionando il progetto, ha partecipato alla creazione della trasmissione radio Tutto il calcio minuto per minuto.  Dallo Studio 6 di corso Sempione di Milano, dal 3 febbraio 1959 fino al 10 maggio 1987, ha condotto il frutto della sua felice intuizione.

Nel corso degli anni «… l’esperto che non va mai alle partite», come è stato felicemente definito Bortoluzzi dagli entusiasti sportivi, ha coordinato le voci più note del giornalismo sportivo italiano, del calibro di Nicolò Carosio, «… Enrico Ameri, Sandro Ciotti, Claudio Ferretti, Alfredo Provenzali, Beppe Viola, Massimo Valentini, Ezio Luzzi, Enzo Foglianese e tanti altri» … «con raro garbo e senso della misura, che i battibecchi con Ameri e Ciotti non riuscirono ad intaccare».

Ininterrottamente per ben ventotto anni consecutivi, è stato conduttore dello straordinario programma radiofonico, tra i più seguiti e popolari della radio, fino all’anno in cui è stato posto in quiescenza per raggiunti limiti d’età.

La sua attività di commentatore radiofonico, comunque, non è da considerarsi limitata al racconto delle sole vicende calcistiche. Da sincero e vero appassionato ed esperto di varie discipline sportive, infatti, «… è stato anche cronista di razza e narratore magistrale di Olimpiadi e Campionati del mondo».

Per quanto poco incline alla notorietà, Roberto Bortoluzzi ha raggiunto un indiscusso successo professionale, divenendo «un’icona di uno stile radiofonico che non conosce età e che resta la sua eredità più profonda».

Uomo dal carattere piuttosto schivo, raramente è apparso in televisione: nel 1984, ha partecipato al programma di Renzo Arbore Cari amici vicini e lontani, dedicato ai sessant’anni di storia della Radio e a una puntata di Il processo del lunedì di Aldo Biscardi, per ritirare un premio alla carriera.

Andato in pensione, il «… gran signore napoletano d’altri tempi», si è ritirato a vivere, in un dignitoso silenzio, a Genova nel quartiere di Nervi.

 Roberto Bortoluzzi, all’età di 86 anni, muore a Genova – Nervi, il lunedì 5 novembre 2007.

Domenica 13 gennaio 2008, «.. Alfredo Provenzali introduce la trasmissione con la memoria del giornalista scomparso due mesi prima facendo riascoltare la sua voce andata in onda nella puntata di Tutto il calcio minuto per minuto il 7 marzo 1971».

 

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